martedì 31 gennaio 2012

Atene: Anarchici arrestati in massa dopo l’intervento in una stazione radio commerciale in solidarietà riguardo il processo a Lotta Rivoluzionaria


La mattina del 10 Gennaio, quasi venti membri dell’assemblea di solidarietà per il caso di Lotta Rivoluzionaria (Epanastikos Agonas, il cui processo è attualmente in corso) sono entrati nella stazione radio commerciale Flash.gr in Kifissia Avenue ed hanno interrotto il programma, per trasmettere un messaggio di solidarietà verso coloro che sono sotto processo.



Nonostante il fatto che nè il proprietario della stazione, nè il suo staff abbia chiesto ufficialmente l’intervento della polizia, decine di poliziotti ( le unità in moto DIAS, squadre simili ai MAT, poliziotti in borghese, più altri) sono arrivati subito sul posto ed hanno circondato l’edificio. Verso le 14.00, dopo essere stati bloccati negli uffici della radio per ore, gli anarchici che hanno preso parte all’azione di solidarietà sono stati arrestati e portati al quartier generale della polizia di Alexandras Avenue: due procuratori insieme alle squadre di polizia hanno preso d’assalto la stazione radio, costringendo i compagni ad uscire dai locali; sono stati tutti ammanettati e tenuti negli autobus della polizia, mentre i loro telefoni cellulari sono stati confiscati.



Non appena la notizia è circolata, gli anarchici si sono riuniti di fronte il quartier generale della polizia(GADA), dovè in corso una protesta di solidarietà di circa 100 persone (pre incontro: fuori la stazione della metropolitana di Ambelokipi).



Ecco il testo rilasciato dagli stessi 20 arrestati:

Oggi, 10 Gennaio 2012, i compagni degli spazi anarchici/anti autoritari hanno effettuato un’intervento alla stazione radio commerciale Flash 96 FM nel contesto di una serie di azioni di solidarietà per il caso Lotta Rivoluzionaria, processo che è in corso dal 5 Ottobre 2011, nella corte speciale del carcere di Koridallos.



Abbiamo intrapreso quest’azione nel tentativo di rompere il muro di silenzio e l’ordine politico di imbavagliare il processo e il discorso politico degli imputati nel caso Lotta Rivoluzionaria.



Una conferma di questo bavaglio è stata la reazione immediata delle forze di polizia durante la trasmissione del nostro messaggio audio che riportava le parole dei perseguiti nello stesso caso.

Questa mobilitazione delle autorità legislative e di quelle preposte alla loro attuazione, è indicativa per chi resiste, per chi propone il rovesciamento totale del sistema attraverso la rivoluzione sociale, che è l’unico modo per sfuggire al moderno totalitarismo della Troika dell’UE, BCE e FMI e del loro curatore, lo stato Greco, che hanno ridotto l’intera società nella povertà e nella miseria.



Una società condannata al totale smantellamento dei rapporti di lavoro, la ” cinesizzazione” di fronte alla minaccia di sempre più persone disoccupate in fila in lunghe code, gli attacchi di tassazioni predatorie, la dissoluzione delle società di pubblica utilità, le privatizzazioni, la svendita del patrimonio pubblico e lo sviluppo di aree finanziarie con salari da fame.



Vale la pena notare che sotto questo trattato, nel tentativo di proteggere il sistema, e mentre tutto si riduce e si taglia, l’unica cosa che è in aumento sono gli eserciti dei cani da guardia della democrazia, le guardie armate,il capitalismo e il suo Stato. Pertanto, ai sensi di tale trattato, più comunemente chiamato come Giunta, siamo solidali e fieri con i nostri compagni e loro scelte..



Le nostre scelte sono quelle di stare fianco a fianco con tutte quelle parti della società che scelgono la giusta via per la liberazione sociale.



SOLIDARIETA’ CON MAZIOTIS, ROUPA, GOURNAS, STATHOPOULOS, NIKITOPOULOS, KORTESIS, BERAHA E KATSENOS



L’assemblea dei solidarizzanti all’interno della stazione radio Flash


Anche se è molto propabile che i proprietari della stazione o le guardie di sicurezza abbiano avvisato le autorità della presenza degli anarchici nell’edificio, è stato riferito che tutti i detenuti sono stati rinviati a giudizio ex officio, nel senso che non è stata necessaria nessuna chiamata da parte del personale della radio per far intervenire i pubblici ministeri ed i poliziotti e fare irruzione nella stessa.



Inizialmente, si temeva che le accuse potessero rientrare nella terza legge greca sul terrorismo. Sembra però che tutti i compagni rispondano del reato minore di “incitamento alla violenza”. Essi sono ora trattenuti in detenzione in attesa dell’udienza di domani,11/01, presso il tribunale Evelpidon di Atene, alle 12.00 circa. Chiediamo la loro incondizionata assoluzione !



Nessun processo per i compagni che sono intervenuti a radio Flash 96 FM !

Libertà ora per tutti !



Solidarietà con i tre membri di Lotta Rivoluzionaria, Nikos Maziotis, Pola Roupa, Kostas Gournas, e gli altri imputati nello stesso caso, Vaggelis Stathopoulos, Sarantos Nikitopoulos, Christoforos Kortesis, Marie Beraha e Kostas Katsenos. Chiediamo l’immediato rilascio di K. Katsenos che è ancora tenuto in ostaggio sotto custodia cautelare.


LA SOLIDARIETA’ E’ LA NOSTRA ARMA


Un presidio è in corso fuori la sede della polizia di Atene, in Alexandras Avenue, dalle 17.30


Un presidio di contro informazione è in corso a Kamara, Salonicco, dalle 18.30

Fonti: a, b, c, d, e, f
http://www.radio98fm.org/index/html/live/mplayer.html
http://athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=1368081
http://athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=1368036
http://athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=1367938
http://athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=1367925

http://www.occupiedlondon.org/blog/2012/01/10/anarchists-intervene-in-commercial-athens-radio-station-to-transmit-solidarity-message-for-the-revolutionary-struggle-case-trial-currently-surrounded-by-scores-of-police/



http://it.contrainfo.espiv.net/2012/01/29/atene-anarchici-arrestati-in-massa-dopo-lintervento-in-una-stazione-radio-commerciale-in-solidarieta-riguardo-il-processo-a-lotta-rivoluzionaria/

La Tortura Carcelaria Como Política De Estado


La actual legitimidad y práctica sistemática de la tortura y de la forma degradante de aplicar la privación de libertad por parte de los estados, instancias supraestatales y grupos de poder vinculados a ellos, es uno de los exponentes del fracaso de la modernidad. Su ideario fundacional se sustentaba en la máxima de construir un orden social que garantizase derechos básicos como la vida, la intimidad o la integridad física de todas las personas. Hoy vemos cómo jamás se superaron las penas corporales y ejemplarizantes del Antiguo Régimen. Muy al contrario, se han incrementado e intensificado en crueldad y sofisticación técnica hasta límites inimaginables.

La modernidad no humanizó la penas ni prescindió de la tortura, de igual modo que no civilizó la barbarie policial y política. Lo que hizo fue construir un discurso destinado a encubrirlas. Las deslegalizó formal y meta-judicialmente, pero no las deslegitimó ni política, ni socialmente. Fabricó, desde el lenguaje ilustrado, dispositivos para invisibilizarlas y adscribirlas geopolíticamente a los lugares propios de los estados emergentes. La situó de un modo central, aunque no exclusivo, en los «espacios oscuros del poder», en las instituciones de reclusión, custodia y detención (comisarías, cárceles, centros de internamiento de extranjeros y menores, etcétera).

La prueba más evidente de que la modernidad no contribuyó en modo alguno a erradicarla, sino a su institucionalización, es cómo ha vuelto a convertirse en un espectáculo emitido por las televisiones al gran público, con mensajes e imágenes que nada tienen que envidiar a los que se presenciaban en plazas donde se degollaba, descuartizaba, mutilaba y decapitaba el cuerpo de los torturados ante los ojos de las personas de todas las edades y condición social. El objetivo es justifi- car la necesidad de invertir dinero público en la boyante industria penal y para ello es necesario alargar las condenas, reinstaurar las penas del antiguo régimen como la propuesta de «prisión incondicional revisable», eufemismo de cadena perpetua.

Uno de los ejemplos más evidentes de la cada vez más intensiva y extensiva aplicación y legitimación de la tortura, es la historia reciente del Estado español. La ficción de la transición política buscó difundir una imagen que trataba de inculcar la idea de su progresiva erradicación. De ser considerada como una práctica general para combatir la disidencia política, a ser vista como una práctica residual y perseguida por los aparatos jurídico-penales del estado. Nada más lejos de la realidad.

Los malos tratos y torturas se siguen aplicando a los mismos sujetos sociales y, además, se han extendido, al igual que la penalización, a otros nuevos. Las técnicas de tortura se han perfeccionado y aún más las estrategias para ocultarlas. Ahí están los datos de la Coordinadora contra la Tortura con las denuncias de quienes las padecen, así como la constatación de que existen cada vez más personas que no las pueden denunciar por estar bajo coacción y sometidas a la amenaza de sus autores (por ejemplo, las personas presas o las extranjeras detenidas no regularizadas).

César Manzanos Bilbao


http://boletintokata.wordpress.com/2012/01/31/la-tortura-carcelaria-como-politica-de-estado/#more-6005

Benefit circolo Iqbal Masih Bologna it


Con più di 25 anni di storia alle spalle, dal dicembre 2010, il circolo arci Iqbal Masih di via della Barca a Bologna è “di fatto,”in OCCUPAZIONE, essendo scaduto il contratto di locazione del locale. Questo grazie ad una proprietà che ha deciso, senza nessuna motivazione, di non rinnovare il contratto di affitto, salvo la “mediazione economica e vagamente speculativa” di un piccolo ritocco del canone a 2800 euro!!!???
Il 6 marzo 2012 ci sarà l'udienza nella quale verrà messa la parola fine alla “diatriba” legale tra la proprietà palazzinara e la gestione del circolo.

Pertanto, data la situazione non proprio felice, il collettivo Malasorte ha deciso di provare a dare un supporto economico al Circolo organizzando questo benefit.

Si possono trovare informazioni più approfondite sul sito http://circoloiqbalmasihbologna.noblogs.org/.

Monza - Solidali nella lotta contro i CIE sotto processo


SOLIDALI NELLA LOTTA CONTRO I CIE SOTTO PROCESSO
IL 10 FEBBRAIO 2012 a MONZA (MILANO)
http://www.informa-azione.info/monza_presidio_davanti_al_tribunare_processo_antirazzistei


Presidio davanti al tribunale - Appuntamento ore 11.30 alla stazione di Monza

Alcuni/e solidali nella lotta contro i Cie provenienti da Milano si trovavano il 16 maggio 2009 a Monza per un volantinaggio informativo e per contestare una celebrazione della Croce Rossa, presente in piazza con banchetti, mostre e carri armati. Il presidio aveva lo scopo di svelare il vero volto dei crocerossini "aguzzini dei moderni lager" (questo il testo dello striscione esposto), ovvero il loro ruolo nella gestione dei CIE oltre che la loro complicità nei conflitti bellici di tutto il mondo. All'improvviso i manifestanti vengono raggiunti dalla polizia municipale monzese, che al loro rifiuto di mostrare i documenti, li aggredisce letteralmente. I vigili intervengono con una violenza tale da provocare lo schieramento dei passanti contro la sbirraglia locale; il parapiglia si conclude con l'arresto di cinque compagni/e, che sono stati/e pestati/e, portati/e in Questura e rilasciati/e solo dopo qualche ora con una denuncia per resistenza aggravata e lesioni.

http://www.informa-azione.info/sul_pestaggio_e_fermi_a_monza


Il giorno successivo a questo episodio, diverse decine di compagni/e tornano a Monza per un partecipato e determinato corteo non autorizzato che attraversa le vie della città, esponendo la brutalità dell'intervento della polizia municipale e ribadendo le ragioni della lotta contro i CIE e la Croce Rossa.

Dopo quasi tre anni, si terrà a Monza il 10 febbraio la prima udienza del processo a carico degli e delle antirazzisti/e arrestati quel giorno, accusati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Saremo dentro e davanti al tribunale per mostrare a giudici e polizia che le loro intimidazioni non ci spaventano, e che saremo sempre pronti a riaffermare la nostra aperta ostilità verso chi è complice di guerre e galere!


http://www.informa-azione.info/monza_solidali_nella_lotta_contro_i_cie_sotto_processo

Motin e intento de fuga en carcel de Talagante, $hile


Durante ese dia en la carcel de Talagante se habla de varios heridos y un preso muerto, producto de una bala en su cabeza disparada por los malditos de gendarmeria.

desde la prensa…

Dos reos heridos de gravedad y uno muerto es el resultado de un intento de fuga y posterior motín ocurrido poco después del mediodía de este domingo, en la cárcel de Talagante.

Al parecer pasadas las 12:00 horas, 3 presos de esta carcel intentaron darse a la fuga en el horario de visitas. En esta situacion es que comienza a desarrollarse un operativo policial en el lugar para intentar capturalos. Es bajo este contexto que varios de los detenidos resultaron heridos producto de las balas y gases que utilizaba gendarmeria, y en donde ademas lamentablemente murio un joven de 25 años, identificado como Rodrigo Donoso Jiménez que intentaba escapar, asesinado de un balazo en su cabeza por los malditos asesinos de gendarmeria, quienes disparan a matar al ver intentar escapar a alguien de ese horrible lugar.

Durante la tarde tambien se confirmó que se produjo un amago de incendio al interior del penal que requirió la presencia de Bomberos.

En tanto, desde el interior de la cárcel de Talagante, uno de los internos, cuya identidad se mantuvo en reserva, narró cómo fueron los tensos momentos de la fuga y posterior motín, así como la reacción de Gendarmería. Escucha aquí su relato.

http://www.biobiochile.cl/2012/01/29/3-reos-de-alta-peligrosidad-se-fugan-desde-la-carcel-de-talagante.shtml


Es hora de la venganza, no puden pasearse impunemente con sus uniformes por ahi mientras quedamos como espectadores. Las carceles como centros de exterminio buscan romper con cualquier deseo de liberacion, y son ellos los que deben de pagar. Las ancias de destruir sus jaulas deben hacerse sentir.


http://liberaciontotal.lahaine.org/?p=3991

SANTIAGO, CHILE: DENUNCIAN SECUESTRO DE FAMILIAR DE DETENIDO POR CASO SECURITY.



Ayer en la Facultad de Humanidades de la Universidad de Valparaíso, los familiares de los tres detenidos por el caso del asalto al Banco Security -Marcelo Villarroel, Juan Aliste Vega y Freddy Fuentevilla- realizaron una conferencia de prensa donde denunciaron el hostigamiento del que están siendo víctimas, y que tuvo su último episodio en el reciente y grave secuestro del padre de Fuentevilla.

Según relató el abogado Julio Cortés, y como se denunció en la querella por secuestro, el pasado 5 de enero el padre de Fuentevilla fue abordado en plena vía pública en Valparaíso por cinco individuos -policías presuntamente- y subido a una camioneta que se paseó por el plan de la ciudad. Mientras esto ocurría, en el interior del vehículo fue amenazado violentamente y golpeado por los desconocidos.

Este hecho, gestado por la “mano siniestra de quienes actúan en los lados más oscuros del poder”, según lo definió Cortés, es sólo uno de los actos de hostigamiento y persecución que han sufrido los familiares de los detenidos, los que van “desde este mini secuestro hasta seguimientos e intentos de tomar declaraciones a menores de edad”, explicó el abogado.

De hecho, para ejemplificar lo que viven constantemente, Karina Aliste -hermana de Juan- agregó que “han llegado al punto de asomarse al patio de nuestra casa mientras almorzábamos o ir a buscar -la PDI- a mi hermana de 15 años al colegio“. Por su parte, Cristián Fuentevilla, hermano de Freddy, en una interesante definición de lo que padecen, postuló que “existe en este país acoso organizado“.

Por último, María Angélica Sepúlveda, madre de Marcelo Villarroel, quien comenzó su intervención con la frase “mientras exista miseria habrá rebelión”, resumió las presecuciones planteando que “ya perdimos la cuenta de las veces que nos han allanado y hecho mierda la casa“.

Por su parte, desde la Cárcel de Alta Seguridad, los detenidos se han sumado a esta denuncia, planteando que ante el fracaso de la justicia, han sido sus compañeras, hijos, hijas, hermanos, hermanas, madres y padres los perseguidos. “Son sus trabajos, los colegios y calles transitadas, los lugares escogidos por agentes policiales de carabineros y la PDI para reprimir a nuestras familias, haciendo sentir su presencia, odio y control, mensajes explícitos de muerte, pero que no afectan sólo a nuestros rostros, cuerpos, convicciones e ideas”.



El caso

El 18 de octubre de 2007 es asaltado el banco Security de calle Agustinas 615 en Santiago, hecho en el que termina muerto el cabo de carabineros, Luis Moyano, tras intentar repeler el atraco. Como responsables del robo son acusados Juan Manuel Aliste Vega, Carlos Gutiérrez Quiduleo, Marcelo Villarroel Sepúlveda y Freddy Fuentevilla Saa, estos dos últimos sindicados también como los que dispararon contra el uniformado.

Los tres primeros son ex militantes del Mapu Lautaro, mientras que Fuentevilla es ex integrante del Movimiento de Izquierda Revolucionario (MIR). Todos ellos, menos Gutiérrez, quien permanece en la clandestinidad, están hoy recluidos en la Cárcel de Alta Seguridad (CAS), luego de que en diciembre de 2009 fueran entregados por la justicia argentina a la chilena, tras haber sido condenados en el país trasandino a tres años y medio por porte de armamento de guerra.

“Después de casi 4 años la investigación sigue abierta y se funda en la declaración de una persona. Esta declaración, vigilada y monitoreada por policía uniformada a través de la DIPOLCAR, OS9, SIP y LABOCAR, se instala como su prueba científica. Ni la Fiscalía, ni el Ministerio del Interior, ni los bancos querellantes, siquiera las policías, tienen los elementos necesarios para condenarnos, y esto es porque simplemente no existen”, han declarado desde la CAS los acusados.



http://www.ciudadinvisible.cl/2012/01/denuncian-secuestro-de-familiar-de-detenido-por-caso-security/

Paris - Extraits de la procédure antiterroriste (Fumigènes, Vierzon, Dépanneuse, SNCF)


Ce document veut rendre public des éléments de la procédure judiciaire qui vise 6 camarades suite à une instruction antiterroriste (Fumigènes, Vierzon, Dépanneuse, SNCF). Pour rappel, voir le site http://infokiosques.net/mauvaises_i...

http://infokiosques.net/mauvaises_intentions

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http://www.non-fides.fr/?Paris-Extraits-de-la-procedure