da Fear To Sleep
Il modello economico del Cile è basato nel neoliberismo che promuove
gruppi economici dal profitto insaziabile a livelli di depredazione e
sfruttamento causato dalle industrie estrattive ed energetiche, in
particolare minerario, idroelettrica e forestale - cellulosa.
Le forme di tale modello sono l'eredità della dittatura militare e molto
ben gestite dalla democrazia co-governata con le imprese
dell'ultra-destra e che oggi, il governo di Sebastián Piñera, sta
cercando di espandere ulteriormente, con la missione principale a favore
dei datori di lavoro e a scapito della maggioranza.
INDICE
I. - L'espansione depredatoria dell'industria mineraria in Cile
II. - L'industria forestale in Cile e le sue conseguenze
III.-
I progetti idroelettrici minacciano e invadono i territori Mapuche
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I. - L'espansione depredatoria dell'industria mineraria in Cile
La morte e l'inquinamento sono il risultato della principale attività
economica in Cile, le Miniere, che perforano violentemente la terra,
generando milioni di tonnellate di rocce distrutte e contaminando con
migliaia di tonnellate di rifiuti tossici, seccando i fiumi e i campi
per via dell'uso dell'acqua indiscriminata e concentrando, in potenti
gruppi economici, gli utili commerciali. Tutto ciò provoca danni alla
popolazione.
Dai minatori intrappolati dalla negligenza di una società, l'anno
scorso, alle vittime di frane e inquinamento, si aggiunge che nella
Caimanes, i suoi abitanti si sono ribellati per via di tutti i danni e
impatti causati dalla Minera del Grupo Luksic, gli stessi proprietari
del Banco de Chile, tra le altre grandi aziende; e c'erano persone che
hanno mantenuto uno sciopero della fame prolungato, cominciata il 27
settembre 2011 contro l'estrazione, mettendo a rischio la propria vita.
Oggi la miniera giudica chi si oppone ai loro compiti.
È interessante notare che i Caimanes sono una piccola popolazione del
Cile. Nelle vicinanze, si trova anche la miniera di Los Pelambres.
Questo miniera, a inquinamento già provocato, ha imposto un arginamento
di materiali sterili: ciò significa depositare 1,7 milioni di tonnellate
di materiali tossici al di sopra delle acque sotterranee, che sono
l'unica fonte di acqua potabile per questa popolazione.
È importante sottolineare che, tra l'industria mineraria e la sua
espansione nel nord del Cile, esiste una stretta relazione con
l'espansione della Mega Centrales Hidroeléctricas, geotermias e
termoelectricas che ha continuano a colpire vaste aree in Cile nel
fornire energia alle imprese minerarie, e che agiscono in maniera
parassita, in quanto non sono in grado di mantenere la loro
autosufficienza energetica e sperano che il protezionismo statale e la
collusione con gli altri gruppi economici, mantengano stabili i vari
commerci depredatori.
Infine, con l'arrivo di multinazionali come la Barrick Gold, ci si rende
conto che non c'è una sovranità nazionale in Cile e che conflitti come
Pascua Lama o el Morro, sono dei tentativi nel mettere gli interessi dei
gruppi economici al di sopra dell'inquinamento, della depredazione e
dei danni che essi procurano.
II -. L'industria forestale in Cile e le sue conseguenze
Il taglio delle foreste native, la perdita delle risorse idriche,
superficiali e sotterranee, sono una delle continue lamentele tra la IXa
e la Xa regione (le monocolture esotiche agiscono come delle pompe per
l'acqua); l'uso indiscriminato di pesticidi e dell'inquinamento degli
ecosistemi; le lamentele delle comunità rurali sulle monocolture;
distruzione di strade rurali e l'inquinamento dei macchinari pesanti,
soprattutto al momento del raccolto; la perdita di flora e fauna
(incluse le piante medicinali e quelle commestibili) per lo spostamento
degli ecosistemi forestali autoctoni; le terre per l'allevamento e per
coltivazioni, sostituite con l'introduzione di coltivazioni di alberi
per l'industria della cellulosa e che ha portato tutto ciò alla perdita
della sovranità e della sicurezza alimentare; trasgressione dei luoghi
sacri; aumento della migrazione (l'offerta di lavoro diminuisce) e
povertà nei luoghi in cui vi è sono queste piante per essere usate nelle
industrie della cellulosa.
Seguendo questo modello, l'industria distruttiva della cellulosa si sta
espandendo, ed è di proprietà degli stessi gruppi economici come
Angelini, Nueva Aldea, Celco, Licancel, Constitución, Arauco, Valdivia,
Grupo Matte, Laja, Santa Fe, Pacífico-Mininco; sono un esempio di queste
conseguenze, i cui effetti si cominciano a vedere.
L'espansione dell'industria nelle terre dei contadini e delle comunità.
Considerando che il patrimonio forestale delle grandi compagnie si sta
praticamente esaurendo nelle regioni VII e X, essi si espandono, in modo
da incorporare i terreni dei contadini e dei Mapuche e trasformarli in
foreste usate per l'industria della cellulosa; e per questo scopo, vi è
stata la proroga del Decreto Legge 701. In questo senso lo Stato ha dato
il consenso a essi, rendendosi complice di questo gruppo economico.
Il Decreto-legge considera certe modifiche che potenziano l'erogazione
di incentivi per questa attività, incentivo del 90% per i piccoli
proprietari nel corso dei primi 15 ettari, 75% per i medi proprietari e
il 50% per i grandi proprietari, come riportato da CONAF.
Questa estensione è stata sostenuta da diverse fazioni politiche
dell'Alleanza per il Cile e dalla Coalizione, ed è stato considerato un
beneficio importante e di opportunità, secondo le osservazioni di
diversi legislatori, in quanto ne beneficeranno prevalentemente
proprietari di piccole e medie.
È interessante notare che il decreto 701, è stato installato nel 1974
durante la dittatura militare: era volto a fornire dei benefici fiscali
alle casse dei principali gruppi economici del paese (Matte e Angelini).
La Corma (Corporacion de la Madera) organo di coordinamento del settore
forestale cileno, ha riconosciuto che gli investimenti dipenderanno dai
tassi di imboschimento. Jorge Seroni, di ExpoCorma, ha richiamato, nel
2005, il fatto che il forte aumento nel valore della terra negli ultimi
20 anni, è poco redditizio per le aziende forestali che acquistano
terreni forestali per il rimboschimento, cominciato, da quelli già
avviati, da più di due decenni. Inoltre ha aggiunto, sopra la proiezione
delle cartiere, che se si costruiscono, saranno una per ogni 150 ettari
di "foreste".
Questa versione imprenditrice segnala che "lo Stato deve ora creare
strategie e strumenti per gli attuali proprietari di queste terre che
possono entrare nel settore forestale, con un orizzonte dai 15 ai 25
anni. Ci sono circa 4 milioni di ettari tra la VII, VIII e IX regione:
superficie che può essere usata per l'imboschimento." Al momento, come
politica di Stato si pretende di destinare più di 3.000 ettari per
l'imboschimento, a partire da oggi fino al 2025.
Conflitto forestale con i Mapuche
È interessante notare che uno dei motivi principali del conflitto tra
queste industrie e la comunità Mapuche è per il possesso della terra.
Una parte importante del territorio che viene rivendicato, è detenuto
dalla Società, con tutto che vi sono i reclami ancestrali o di denuncia
di usurpazione contemporanea.
Inoltre, l'espansione di questo tipo di foreste nel territorio
ancestrale dei mapuche, è un affronto alla loro Diritto Proprio, alla
Visione del mondo e Cultura Mapuche. L'assalto dell'industria è
diventato un simbolo di neo colonialismo e di inquinamento sociale.
Inoltre, decine di persone mapuche sono state, e/o sono tuttora,
perseguite dai tribunali civili e dai procuratori militari per la
partecipazione a manifestazioni, nelle aree urbane e rurali, nel
conflitto con le aziende forestali. Oltre a questo, si aggiungono anche
ordini di detenzione e prigionieri tra l'VIII e la X regione. Decine di
ministri speciali e numerosi procuratori militari hanno incaricato di
investigare su questi "atti di violenza" -dalla fine del 1997-, in
quanto parte dei conflitti territoriali. Decine di dirigenti Mapuche e
membri della comunità stanno sperimentando, in diversi casi, le leggi
dello Stato, quale la legge 12.927 sulla sicurezza di Stato e la legge
18.314 o Antiterrorista, creata dalla dittatura militare e che sono
state applicate attivamente nei governi passati e presenti come forma di
controllo sociale delle proteste dei Mapuche. In questa applicazione,
si aggiungono anche numerose persone mapuche che devono affrontare il
sistema di procedura penale, entrato in vigore nel 2000.
Nel 2002, dopo l'assassinio del giovane mapuche Alex Lemún, ucciso da un
poliziotto in un'area che la comunità reclamava dall'impresa forestale
Mininco, era cominciato un paziente piano -con la collaborazione di enti
pubblici e privati- nell'attaccare queste proteste e, di conseguenza,
smobilitarle.
L'effetto di questa repressione, è stata che le zone rurali dei Mapuche
in Ercilla, Traiguén, Lumaco, Chol Chol, Imperial, Collipulli, Purén,
Tirúa, Lebu, Cañete, hanno affrontato numerose incursioni e operazioni
di polizia, con gravi conseguenze per la vita sociale, culturali e
psicologiche, ripetute fino ad oggi.
L'ultimo è stato il sollevamento dei mezzi di comunicazione del governo
cileno nel contesto degli incendi boschivi e di chi, irresponsabilmente,
rilascia sciatte dichiarazioni pubbliche, come quelle del Presidente
della Repubblica del Cile, Sebastián Piñera, il suo ministro degli
interni, Rodrigo Hinzpeter, e delle autorità regionali designati, che
affermavano che gli incendi boschivi che interessano diversi territori
Mapuche nel Cile meridionale, aveva un'origine causale, "terrorista", e
che hanno accuato le organizzazioni mapuche di tali atti, annunciando
l'attuazione della Legge Anti-Terrorismo solo nella regione di
Araucania, quando la maggior parte dei principali incendi sono stati
nella regione di Bio Bio Altos, nascondendo che, a causa della piaga che
avevano diverse piantagioni, si era usato il fuoco.
I principali gruppi economici forestali
MATTE
Il Grupo Matte, della famiglia Matte (Eliodoro, Bernard e Patricia), nel
2010 ha avuto una fortuna d di 8.100 milioni di dollari, e oggi ha una
fortuna di oltre 10.400 milioni di dollari. Le sue principali attività
economiche si basano sull'espansione delle foreste e sull'industria
della cellulosa (carta). Alcune delle aziende sono: Empresas CMPC (55,4%
della proprietà): azienda forestale integrata, con prodotti di legname,
polpa, carta e altri prodotti industriali e di consumo massivo.
L'Empresas CMPC ha una capitalizzazione di mercato di oltre US $ 7.200
milioni. Insieme con la cellulosa, che è delle sua attività principali, è
gestita dalla Forestal Mininco. Per l'energia vi è la Colbún (49% della
proprietà), che è una delle più grandi società di produzione di energia
in Cile, con una capacità installata di 2.521 MW, e una
capitalizzazione di mercato di circa US $ 2.600 milioni. La Banca
Comercial (Banco BICE): banca commerciale corporativa con un patrimonio
di circa US $ 2.700 milioni, che ha attività anche nel leasing,
factoring, mutui e commercio estero. Sono invischiati anche nel settore
delle assicurazioni vita, sicurezza privata e investimenti immobiliari.
ANGELINI
L'Angelini trae la sua fonte di accumulazione di ricchezza da Anacleto
Angelini, ora deceduto, che nel 1990 entrò nella classifica dei più
ricchi del mondo secondo la rivista Forbes. Nel 2006, Forbes l'ha
classificato nel 181° posto nella classifica mondiale e 10° in tutta
l'America Latina, mente nel 2007 è stato classificato, nella classifica
mondiale, al 119° posto, il che lo rende il più grande milionario del
Cile e del Sud America. La sua fortuna è stimata in 6.000 milioni di
dollari; tuttavia, non è chiaro esattamente la sua fortuna, né quella
che viene trattata, e che sarà distribuito tra la vedova e il nipote,
Roberto Angelini, che gestisce il business.
Attualmente il gruppo Angelini è uno dei maggiori produttori mondiali di
farina di pesce, controllando anche il terreno dei combustibili e delle
foreste. La sua più grande risorsa, Empresas COPEC, è oggi, una società
diversificata, con una partecipazione importante nel settore forestale,
attraverso il suo controllo nella filiale della Celulosa Arauco, è
anche la più grande società cilena capitalizzata sul mercato. Antar Cile
è un'altra impresa filiale della COPEC, dove l'attuale presidente
Piñera è suo azionista (idem nel COPEC).
(tradotto da NexusCo)
http://ienaridensnexus.blogspot.com/2012/05/le-industriemuovono-le-industrie.html