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sabato 21 aprile 2012

NON au TAV : Lettre de Luca Abba du 11 avril à la résistance contre l’expropriation

Voici une autre petite contribution de ma part, de cette façon je me sens plus proche des mobilisations de ces prochains jours. Je vous demande d´être là, forts et décidés comme toujours, et aussi en mon nom. Je ne vais pas pouvoir être présent car je suis encore hospitalisé à Turin.
La Vallée de la Clarée, comme l’ensemble de la Vallée de Suse, appartient aux villages de la Vallée de Suse! Non pas car c’est notre propriété privée, mais parce que nous appartenons à cette terre. Nos ancêtres ont vécût dans la vallée Clarée durant des siècles. Les prés et les forêts étaient propres, les vignobles et les champs bien entretenus et les chalets de montagnes étaient peuplés par des centaines de personnes. Le chemin que nous connaissons a été emprunté par des milliers d’hommes et de femmes au long de l’Histoire et a été l’une des principales routes reliant La Haute et la Basse Vallée Suse, et jusqu’à la 2nde Guerre Mondiale c’était la connexion la plus importante entre Cels-Ramats et Suse.
Plus tard, est arrivée la négligence avec le développement et l’industrialisation, mais ce n’est qu’une phase provisoire et réversible. Au contraire, les tours de haute tension et les tunnels des routes ne sont provisoires, et le tunnel du TAV représente aussi la destruction irréversible de cet écosystème et du territoire.
Nous devons mettre fin à cette ruine par tous les moyens et defendre cette terre des déirs sanglants de ceux qui veulent spéculer sur nos vies. Ces messieurs ne méritent pas de profiter de leurs privilèges et nous devons faire tout notre possible pour qu’au final, ceux qui veulent gagner de l’argent en perdent plus qu’ils ne veulent en gagner.
Nous devons donc fixer des actions et être une gêne pour eux, nous ne devons pas les laisser travailler tranquilles et la Vallée Suse doît devenir leur pire cauchermar.
Je vous embrasse tous et, espère être de retour d’ici peu et lutter de nouveau à vos côtés.
Salutations en lutte,
Luca


http://fr.contrainfo.espiv.net/2012/04/21/non-au-tav-lettre-de-luca-abba-du-11-avril-a-la-resistance-contre-lexpropriat/

martedì 17 aprile 2012

Italia – NO TAV – Carta de Luca Abba a la resistencia contra la expropiación de tierras

Extraido de VivalaAnarquía! NO TAV – Carta de Luca Abba a la resistencia contra la expropiación de tierras del 11 de abril.
Aquí hay otra pequeña contribución mía, así me siento más cerca de las movilizaciones de los próximos días.
Les pido que estén allí, fuertes y decididos como siempre, también en mi nombre. No voy a ser capaz de estar presente porque todavía estoy hospitalizado en el CTO en Turín.

El valle Clarea, al igual que todo Val Susa, pertenece a los pueblos del valle de Susa! No porque es nuestra propiedad privada, sino porque pertenecemos a esta tierra. Durante siglos, el valle Clarea fue el lugar donde las generaciones de nuestros antepasados ​​vivieron. Los prados y bosques estaban limpios, viñedos y campos bien cuidados y los chalets de montaña habitados por cientos de personas. El camino que conocemos ha sido utilizado por miles de hombres y mujeres en el curso de la historia y fue una de las principales carreteras que unen Alta Val Susa con el Bajo Val Susa, y hasta la segunda guerra mundial era la conexión más importante entre el Cels-Ramats y Susa.
Más tarde, la negligencia llegó junto con el desarrollo y la industrialización, pero ésta es una fase temporal y reversible. Por el contrario, las torres de alta tensión y los túneles de las carreteras no son temporales, y el túnel del TAV representa también la destrucción irreversible de este ecosistema y del territorio.
Debemos poner fin a esta ruina con todos los medios y defender esta tierra de los deseos sangrientos de los que quieren especular sobre nuestras vidas. Estos señores no merecen disfrutar de sus privilegios y debemos hacer lo posible para que al final los que quieran hacer dinero pierdan más de lo que quieran ganar. Así que concretemos acciones y seamos una molestia para ellos, no se les debe permitir trabajar con tranquilidad y Val Susa debe convertirse en su pesadilla.
Les envío a todos un gran abrazo y espero que pronto pueda estar de vuelta y luchando junto a ustedes.
Saludos en lucha, Luca.

sabato 14 aprile 2012

Occupazione temporanea o furto legalizzato in Valsusa? di Davide Bono e Marco Scibona



di Davide Bono e Marco Scibona

Questa mattina, 11 aprile 2012, è partita l’operazione politica-mediatica per far passare un “furto di terreno come un utilizzo legalmente autorizzato”.

Mentre i terreni privati dove dovrebbe sorgere il cantiere del tunnel geognostico (diventato tunnel di servizio) del Tav Torino-Lyon erano stati di fatto già presi in ostaggio dalle Forze dell’Ordine il 27 febbraio 2012 con adeguata recinzione e presidio militare, come se fossero roba loro, questa mattina si è inscenata la farsa legalizzatrice per quanto riguarda l’occupazione temporanea. Senza dimenticare che già dal 27 di giugno dello scorso anno molti dei proprietari non hanno più potuto accedere alle loro proprietà in quanto estromesse dal territorio italiano soggetto ai diritti costituzionali tramite la definizione di Sito di Interesse Strategico Nazionale.

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/2012/03/oggi-e-un-altro-giorno-di-blocchi-resistiamo-pacificamente.html


Già nelle prime ore del 27 febbraio, nonostante l’incidente quasi mortale di Luca Abbà, macchine operatrici avevano spianato terrapieni, sradicato alberi, eliminato i riferimenti di confine e cambiato la morfologia dei lotti senza averne nessun diritto se non un’ordinanza prefettizia di dubbia urgenza (visto che si protrae per mesi e che manca il progetto definitivo del tunnel) che ne confiscava l’uso. Ordinanza su cui pende ancora un ricorso al TAR.

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/2012/02/il-morto-secondo-il-dott-manganelli.html

In base agli atti progettuali visionati si deduce facilmente che i Jersey in cemento, le reti metalliche e la concertina israeliana sono stati posizionati ben oltre la linea di demarcazione dell’area di cantiere prevista. Se già è grave occupare abusivamente una proprietà privata per imporre la realizzazione di un’opera inutile e costosa, ancor di più è sottrarre a privati dei beni senza neanche che ci sia una necessità comprovata da documentazione progettuale.
Per quale motivo la recinzione abusiva è stata realizzata, senza alcun permesso dei proprietari?
Come mai le recinzioni non coincidono con i confini dell’area di cantiere e quindi con la cosiddetta Area di Interesse Nazionale?
Gradiremmo avere risposte a questi quesiti e ne chiederemo presto conto in Regione.
Tornando ai fatti di oggi, i proprietari dei lotti di terreno sono stati convocati all’alba di oggi per poter visionare i terreni, constatarne lo stato di consistenza attuale e sottoscrivere l’accordo con cui si accettare l’affitto “forzoso” per una locazione annua che si aggira, a seconda della pezzatura, dai 40€ ai 50€ annui. Una bella cifra indubbiamente, ironicamente parlando.
Tra i vari ordini di problemi che si ravvisano ne vogliamo segnalare alcuni tra i più significativi.
1. Lo stato dei terreni non può essere verificato al momento attuale in quanto da oltre un mese gli stessi sono stati recintati e modificati, risulta quindi impossibile fare una valutazione consona dello stato del bene, che ha subito notevoli stravolgimenti prima ancora che ne siano stati formalizzati legalmente gli estremi documentali che ne segnavano lo stato di “affittato”. Si pensi solo che i legali ed i tecnici che, non senza difficoltà, accompagnavano i proprietari hanno rilevato la cancellazione dei segni di confine, la rimozione e lo spostamento di terra da una zona all’altra e l’abbattimento di alberi, per la maggior parte si tratta di castagni fruttiferi alcuni dei quali vecchi oltre 200 anni.
2. Si declama l’assoluta temporaneità di questa “occupazione” per evitare di parlare di espropri ma le carte progettuali dichiarano che il tunnel geognostico della Maddalena verrebbe utilizzato ad opera ultimata come galleria di “servizio”, in pratica una via di fuga in caso di emergenze o eventuali incidenti che potrebbero verificarsi nel tunnel di base. Ci chiediamo quindi come si possa parlare di affitti e occupazioni temporanee per lotti di terreno prospicienti l’imbocco del tunnel che se vuole essere utilizzato come via di fuga dovrà per forza di cose essere edificato ed attrezzato con cancelli strade, muretti, in pratica reso perennemente fruibile in caso di emergenza.
Ci piacerebbe che con la medesima determinazione con cui si vuole realizzare questa chimera del progresso si procedesse in campi dell’eccellenza negativa che caratterizza la nostra repubblica, a partire dalla lotta alla malavita, passando per lo sviluppo dei servizi pubblici e alla persona, del welfare e del benessere in generale dei cittadini. Ma sappiamo che nè ai politici nè ai sedicenti tecnici interessa il bene comune, ma il loro conto in banca. Le stesse banche che si arricchiscono da questi progetti inutili.

ps. seguite www.notav.info www.notav.eu per le iniziative dei prossimi giorni

http://www.notav.info/senza-categoria/
http://www.notav.eu/


--video
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=mCfB4VG54aM


http://www.notav.info/senza-categoria/occupazione-temporanea-o-furto-legalizzato-in-valsusa-di-davide-bono-e-marco-scibona/

Italy- NO TAV – Luca Abba’s letter to the resistance against expropriation land of 11th April






Here is another small contribution from me so that I feel closer to the mobilizations of the next days.

I ask you to be there, strong and determined as always, also on my behalf. I won’t be able to be present because I’m still hospitalized at the Cto in Turin.



The Clarea valley, like the entire Val Susa, belongs to the people of the Susa valley! Not because it’s our private property but because we belong to this land. For centuries the Clarea valley was the place where generations of our forefathers lived. Meadows and woods were clean, vineyards and fields well looked after and mountain chalets inhabited by hundreds of people. The road we know has been used by thousands of men and women in the course of history and was one of the main roads linking Upper Val Susa to Lower Val Susa, and up to the second world war it was the most important link between Cels-Ramats and Susa.



Later neglect came along with development and industrialization but this is a temporary and reversible phase. On the contrary, highway pylons and tunnels are not temporary, and the tunnel of the TAV also represents the irreversible destruction of this ecosystem and territory.



We must stop this ruin with all means and defend this land from the bloody lusts of those who want to speculate on our lives. These gentlemen don’t deserve to enjoy their privileges and we must make it possible so that in the end those who want to make money lose more than they want to earn. So let’s take action and be a nuisance to them, they must not be allowed to work calmly and Val Susa must become their nightmare.



I send you all a big hug and I hope I’ll soon be able to be back and to struggle alongside you.



Greetings in struggle, Luca.

--translated by b. porco dio!

mercoledì 11 aprile 2012

No Tav - Lettera di Luca Abbà per la resistenza agli espropri dell'11 aprile



Lettera di Luca Abbà tratta da notav.info

Ancora un piccolo contributo da parte mia per sentirmi più partecipe in vista delle mobilitazioni dei prossimi giorni.

Vi chiedo di esserci, forti e determinati come sempre anche in nome mio. Che non potrò partecipare poiché ancora ricoverato al Cto di Torino.

La Val Clarea, come la Val Susa tutta, è dei valsusini! Non nel senso della proprietà privata ma poiché noi apparteniamo a questa terra. Per secoli la Val Clarea è stato un posto vissuto da generazioni dei nostri antenati. I prati e i boschi erano puliti, vigne e campi curati e le baite vissute da centinaia di persone. La strada che conosciamo è stata percorsa da migliaia di uomini e donne nella storia ed era una delle principali vie di comunicazione tra la Alta e la Bassa Valle di Susa e fino al dopo guerra era principale via di collegamento tra Cels-Ramats e Susa.

Poi con lo sviluppo e l’industrializzazione è arrivato l’abbandono, ma questo è uno stadio transitorio e reversibile. I piloni e le gallerie dell’autostrada invece no, e anche il tunnel del tav rappresenterebbe una distruzione irreversibile di questo eco sistema e territorio.

Dobbiamo impedire questo scempio e difendere con tutti i mezzi possibili questa terra dalle maledette brame di chi vorrebbe speculare sulle nostre vite. Questi signori non si meritano di godere i loro privilegi e dobbiamo fare in modo che chi vuole realizzare soldi alla fine dei conti ne perda più di quelli che vorrebbe guadagnare. Allora diamoci da fare e diamo loro fastidio, non devono poter lavorare tranquilli e la Val Susa deve diventare il loro incubo.

Abbraccio tutte e tutti sperando di poter tornare presto a lottare al vostro fianco.

Buona lotta da Luca.

venerdì 6 aprile 2012

No Tav. Verso l’11 aprile: una primavera resistente


Meno catene per Tobia, Mambo, Jacopo
In questa settimana si sono allentate le catene per alcuni dei No Tav arrestati il 26 gennaio per la resistenza allo sgombero della Maddalena.
A Jacopo, che si trova ai domiciliari, è stato permesso di comunicare con l’esterno, Mambo e Gabriele sono passati dalla galera alla prigione casalinga.
Tobia, reduce da una settimana di ricovero in ospedale dopo la fine dello sciopero della fame, sta meglio. Il giudice gli ha ulteriormente ridotto le misure restrittive: da venerdì ha l’obbligo di dimora a Torino con coprifuoco serale e notturno. Sabato mattina è passato al presidio contro la crisi in corso Vercelli, lunedì è tornato a lavorare.
Sono ancora in carcere sette No Tav: Juan, Maurizio, Marcelo, Niccolò, Luca, Giorgio, Alessio.
Sabato pomeriggio i compagni di Giorgio, rinchiuso in semi-isolamento a Saluzzo, hanno organizzato un presidio al carcere. Di fronte alle altre carceri i presidi solidali si erano svolti contemporaneamente l’11 febbraio.

Abbiamo intervistato Tobia sul suo “27 giugno”, sulla giornata di resistenza allo sgombero della Maddalena, per la quale è stato arrestato il 26 gennaio.

Ascolta la sua testimonianza

http://radioblackout.org/wp-content/uploads/2012/03/2012-03-25-tobia-il-mio-27-giugno.mp3

Giornata nei campi di Luca
Domenica 25 marzo l’appuntamento è al Cels, la frazione di Exilles dove vive e lavora Luca Abbà, il contadino folgorato su un traliccio durante lo sgombero della baita Clarea.
Luca, poco a poco, si sta riprendendo ma ci vorranno lunghi mesi e tante altre sofferenze per curare le gravissime ustioni che gli hanno inciso le carni.
Un folto gruppo di No Tav armato di rastrelli e altri attrezzi da lavoro pulisce i castagneti di Luca e a fa altri lavori, che oggi lui non può fare. Un segno di solidarietà concreta, che è anche la misura della irrimediabile diversità del movimento No Tav, del suo saper fondere solidarietà e resistenza, autogestione e conflitto.
Nel pomeriggio, dopo un pranzo condiviso, canti e balli si scende al cancello della centrale a Chiomonte. Alcuni si avviano per il sentiero, altri restano al ponte e fanno battiture e slogan. I primi riescono ad arrivare al curvone che conduce alla Maddalena prima di essere intercettati dalle truppe in assetto antisommossa e tornare indietro. Per i secondi, dopo un avvio sonnacchioso, arrivano due blindati e un lince. Vengono salutati con slogan e nuove battiture.

Ascolta l’intervista di Danilo di Exilles sulla giornata

http://radioblackout.org/wp-content/uploads/2012/03/2012-03-25-danilo-mout-cels..mp3

Verso l’11 aprile
Il 27 febbraio, il giorno dello sgombero della Baita Clarea e del gravissimo incidente a Luca, le truppe dello Stato hanno occupato un altro pezzo di terra, l’hanno cintato con reti, jersey, filo spinato. Dopo dieci mesi, senza preoccuparsi di fare le procedure per l’occupazione “temporanea” hanno fatto l’ultimo passo, la presa dei terreni, dove scavare per il tunnel geognostico.
Mercoledì 11 aprile vogliono che l’occupazione diventi legale. Quel giorno hanno convocato i proprietari per la procedura di occupazione “temporanea” dei terreni. Potranno entrare nel fortino solo uno alla volta, scortati dalla polizia: se qualcuno non si presenta procederanno comunque. L’importante è dare una patina di legalità all’imposizione violenta di una grande opera inutile. Da quel giorno le ditte potranno cominciare davvero i lavori.
I No Tav non mancheranno certo all’appuntamento, i sindacati di base daranno copertura convocando sciopero sia nel privato che nel pubblico, per consentire a tutti, anche a chi lavora, di partecipare. L’appuntamento sarà al fortino, ma i No Tav hanno imparato la lezione: la macchina dell’occupazione militare può essere messa in panne, scegliendo di volta in volta dove e quando agire.
Uscire dal catino della Clarea, dalla trappola allestita dallo Stato, che vuole nascondere la militarizzazione del territorio e la resistenza dei No Tav, mette in difficoltà un avversario che usa armi da guerra e poi intesse elegie alla non violenza.
La lotta popolare ha trovato il proprio ritmo, con azioni cui possono partecipare tutti.
Il movimento No Tav ha lanciato una settimana di lotta, facendo appello perché in ogni città ci siano iniziative l’11 aprile e i giorni successivi.
Dopo la caduta di Luca in ogni angolo d’Italia ci sono state manifestazioni, blocchi, presidi, occupazioni. Per il governo Monti non è stato un momento facile: le migliaia di uomini e donne in armi inviati in Val Susa servivano a poco, se ovunque si moltiplicavano le azioni di resistenza.
La lotta No Tav è divenuta un affare nazionale, perché l’opposizione al supertreno è lotta contro lo sperpero di denaro pubblico, spinta alla partecipazione diretta, rifiuto della delega in bianco, della logica della merce, del profitto ad ogni costo, della violenza di Stato come strumento di regolazione dei conflitti.

mercoledì 4 aprile 2012

Messaggio di Luca all’Assemblea Popolare di Bussoleno


Un saluto a tutti gli attivisti e attiviste No Tav di Val Susa e non solo

Mando questo piccolo contributo per l’assemblea e anche in vista delle prossime mobilitazioni.

Prima però, due parole sul mio stato di salute: sono ancora sdraiato in un letto ma in lento e costante miglioramento. Le ferite si stanno chiudendo e nei prossimi giorni proverò ad alzarmi in piedi.

Negli ultimi giorni una febbre fastidiosa mi ha fatto tribulare non poco.

In ogni caso si prospettano ancora alcune settimane di ospedale e poi fisioterapia per una riabilitazione che si annuncia abbastanza lunga.

So che siamo alla vigilia di ulteriori momenti importanti per il Movimento, io riesco a seguire a distanza gli accadimenti ma anche questa volta non potrò essere li fisicamente. Consideratemi comunque moralmente presente con il mio spirito e la mia tenacia. Immagino che tutti noi siamo pieni di rabbia per quello che continuiamo a subire da anni, sarebbe importante però che questa rabbia non si sfogasse con gesti di violenza gratuita ma che venisse trasformata in una lucida determinazione al fine di aver una maggiore efficacia nell’azione sul campo.

Stiamo tutti crescendo in questi mesi e credo che l’esperienza accumulata da ognuno di noi sia un fondamentale bagaglio da mettere a frutto nei momenti importanti.

Io credo che ce la faremo a fermare quest’opera ma il traguardo è tutt’altro che vicino, per cui già a partire dalla prossima settimana chiedo a tutti di dare il massimo. La fortuna spesso ci ha accompagnato (anche nel mio caso), e credo che sarà ancora per un po’ nostra alleata.

Forza coraggio e gioia a tutti. Ora e sempre No Tav!

2 aprile 2012 da un letto di ospedale

Luca Abbà



ps autorizzo a pubblicare questo comunicato su siti e liste di Movimento ma diffido (con poche speranze però) i mass media di farne oggetto di speculazione.

martedì 3 aprile 2012

NOTAV: sulle dichiarazioni della cancellieri riguardo Luca Abbà


DA METTERE SUI SITI CON URGENZA
----- Original Message -----
From: Avv. Massimo Bongiovanni
Sent: Tuesday, February 28, 2012 12:49 PM
Subject: Sulle dichiarazioni del Ministro Cancellieri

Il Ministro Cancellieri, sul grave incidente che ha colpito il Sig. Abbà ha comunicato che "è un fatto molto grave e triste perché tocca una giovane persona: su questo ci vuole una forte riflessione e molto dialogo, ma bisogna anche tenere conto delle scelte fatte con assoluta coscienza e attenzione".

Bene, sulla dichiarazione "scelte fatte con assoluta coscienze ed attenzione" siamo a replicare che ciò non è vero.

l'Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici ha constatato l'effettivo "caos" in riferimento alla normativa applicabile.

In molti atti ed in particolare lo stesso Ministero delle Infrastrutture, con documento del 2007, ha indicato, quale procedura da seguire, la legge ordinaria e non la legge obiettivo.

Sul tema una delibera del CIPE del 2009, avente ad oggetto le opere strategiche di cui alla legge obiettivo, ha escluso l'applicabilità della predetta legge all'opera della NLTL.

Non è esistita alcuna coscienza ed attenzione nella ricomposizione dell'Osservatorio, ipotetico luogo di confronto e partecipazione, in quanto la Comunità Montana Valle di Susa ne è stata esclusa con un DCPM .... motivando tale esclusione con la circostanza che la Comunità Montana "non ha la sensibilità politica ed istituzionale atta a rappresentare la comunità della Val di Susa".

Non è stata svolta alcuna gara d'appalto nonostante nella richiesta di finanziamento del 2007 fosse espressamente prevista.

il CUP attribuito (J41C07000000001) nella delibera cipe n. 68/2010 (tunnel Chiomonte) è identico al CUP della AV/AC Milano Verona che nulla c'entra con la NLTL

la LTF non ha alcun rispetto della giurisdizione italiana e avanti al TAR Piemonte ha opposto di non essere soggetta alla giurisdizione predetta.
Sul punto il Tar (sentenza Tar Piemonte n. 113/2012) ha così risposto all'eccezione di LTF: "...La tesi propugnata da parte resistente pare presupporre una sorta di non prevista immunità di LTF in relazione ad attività di certa rilevanza pubblicistica e procedimentale nell’ambito del territorio nazionale ed è quindi infondata..."

Come sempre disponibili ad inviare gli atti comprovanti queste brevi osservazioni

http://it-it.facebook.com/pages/NO-TAV/40019706447

http://italy.indymedia.org/n/5262/01-04-12/notav-sulle-dichiarazioni-della-cancellieri-

domenica 1 aprile 2012

Italien: Nachricht vom NO TAV Aktivisten Luca Abbà aus dem Krankenhaus in Turin


Luca Abbà stürzte am 27. Februar diesen Jahres von einem Strommasten im Susa-Tal ab, als die Bullen versuchten ihn dort runter zu holen. Er war darauf geklettert, um damit gegen die Räumung einer Hütte, die von NO TAV-AktivistInnen errichtet wurde, zu protestieren. Er befindet sich weiterhin im Krankenhaus, da er sehr schwer verletzt wurde bei dem Sturz. Im Susa-Tal geht unterdessen der Widerstand ungebrochen weiter. Auf linksunten.indymedia.org gibt es in regelmäßigen Abständen in deutscher Sprache, u.a. hier, hier und hier. Den Brief von Luca übernehmen wir von der Webseite des griechischen Übersetzungkollektivs ContraInfo.

http://linksunten.indymedia.org/de/node/55584

http://www.abc-berlin.net/tag/tav-projekt

http://linksunten.indymedia.org/de/node/57292
http://linksunten.indymedia.org/de/node/56415
http://linksunten.indymedia.org/de/node/55669


http://de.contrainfo.espiv.net/2012/03/25/italien-nachricht-vom-no-tav-aktivisten-luca-abba-aus-dem-krankenhaus-in-turin/



In Berlin wird es in den nächsten Wochen eine Infoveranstaltung über den Widerstand gegen das TAV-Projekt geben. Achtet auf Ankündigungen.

Italien: Nachricht vom NO TAV Aktivisten
Luca Abbà aus dem Krankenhaus in Turin
Ein paar Wochen nach den Ereignissen in Clarea, am Montag, den 27. Februar 2012, scheint es mir angebracht, allen FreundInnen und GenossInnen, die mir nahe stehen, ein paar präzisere Informationen zu meinem Gesundheitszustand mitzuteilen.

Wie ihr schon wisst, befinde ich mich seit ein paar Tagen außer Lebensgefahr aber selbst, wenn sich meine Situation verbessert hat, ist mein Zustand immer noch ziemlich ernst.

Die schlimmsten Verwundungen, die noch verheilen müssen, sind Verbrennungen, die durch den lebensgefährlichen Stromschlag verursacht wurden, aber die Verletzungen vom Sturz haben sich auf jeden Fall gebessert.

In den kommenden Tagen, werde ich mich mehreren plastischen, chirurgischen Eingriffen unterziehen müssen, um die Körperteile, die durch Verbrennungen bedeckt sind, zu behandeln.

Ich bin immer noch ans Bett gefesselt und kann meine Extremitäten nicht selbst bewegen, somit bin ich bei Alltagsdingen abhängig von Krankenschwestern/pflegern und Verwandten.

Ich möchte mich bei allen bedanken, die mir bis jetzt zur Seite gestanden haben und die mich ihre Solidarität und Anwesenheit spüren lassen haben.

Ich bitte euch alle, noch ein wenig Geduld zu zeigen (ich sollte der erste sein, der sie hat), bis ich fähig bin, euch in einem guten Zustand zu umarmen und zu begrüßen.

Mein besonderer Dank gilt meinen Verwandten und meiner Partnerin Emanuela, die einen schwierigen Moment zu überstehen hatten; auch deshalb, bitte ich alle, den Druck, der auf ihr lastet zu verringern, weil sie in dieser ganzen Sache schon mehrere Rollen zu meistern hat.

Ich werde sicherstellen, dass ich jedEn EinzelnEn von euch persönlich kontaktiere, sobald die Dinge besser werden und mir ermöglichen, dass ich euch ruhiger treffen und begrüßen kann.

Im Moment unterliege ich zu Recht den strengen Regeln der „speziellen Krankenstation“ des Turiner CTO Krankenhauses, deshalb existieren stark eingeschränkte Besuchsregeln, der Besuch ist Verwandten und engen FreundInnen vorbehalten.

Meine Bitte ist, diesen Brief in all den unterschiedlichen Zusammenhängen zu verbreiten, die die Fortschritte in meinem Fall mitverfolgt haben, in der Hoffnung, dass er nicht zum Objekt von Medienspekulationen wird. Ich freue mich darüber von euch Nachrichten und Kontakte zu euch zugeschickt zu bekommen, ich kann euch aber nicht garantieren, dass ich euch allen bald einzeln antworten kann.

Die Adresse, an die ihr mir schreiben könnt, ist: Frazione Cels Ruinas 27 – 10050 Exilles (TO), Italia

Aus einem Krankenbett, 21. März 2012
Euch allen Stärke und Freude

Luca Abbà

http://www.abc-berlin.net/italien-nachricht-vom-no-tav-aktivisten-luca-abba-aus-dem-krankenhaus-in-turin

domenica 25 marzo 2012

Italy: Message by the NO TAV activist Luca Abbà from the hospital in Turin



A little over three weeks after the events in Clarea, on Monday, February 27th, it seems appropriate to communicate to all friends and comrades who are close to me a few more precise information regarding the state of my health.

As you already know since a few days my life is out of danger, but even if the situation improves, my condition is still quite serious.

The worst wounds I find myself having to heal are the result of burns caused by the electrocution from electric current, but now there’s definite improvement in the damages from the fall.

In the coming days, I will undergo more plastic surgeries to treat areas of the body which are covered with burns.

I am still pinned down to the bed and not self-sufficient in the movements of my limbs, thus dependent on nurses and relatives for daily tasks.

However, I want to thank all those who have stood next to me until now and made me feel their presence and solidarity.

I ask from all of you to show a little more patience (I should be the first to have it), until I’m able to embrace and salute you in good shape.

Special thanks go to my relatives and my companion Emanuela, who have had to overcome a difficult moment; also for this reason, I ask everyone to ease the pressure towards her, since she already has to handle multiple roles in this affair.

I will make sure to contact you personally as soon as things get better, enabling me to meet and hug you more calmly.

At this moment, I’m justifiably subject to the strict rules of the ‘special wards’ of the CTO hospital in Turin, therefore have strong restrictions on visits, reserved for relatives and close friends.

My request is that this letter may circulate among all various situations which have followed the progress of my case, yet hoping that it won’t become the subject of journalistic speculation. I’m glad to receive your news and contacts, but cannot guarantee I will answer everyone soon.

The address at which you could write me is: Frazione Cels Ruinas 27 – 10050 Exilles (TO), Italia

Luca Abbà

sources notav.info, culmine / translated in collaboration with parolearmate

http://www.notav.info/top/un-messaggio-da-luca
http://culmine.noblogs.org/2012/03/22/lettera-di-luca-abba-dallospedale/
http://parolearmate.noblogs.org/

http://en.contrainfo.espiv.net/2012/03/23/italy-message-by-the-no-tav-activist-luca-abba-from-the-hospital-in-turin/

venerdì 23 marzo 2012

SANTIAGO, CHILE: MEETING POR EL COMPA LUCA EN LA EMBAJADA ITALIANA


El 27 de febrero del 2012 las fuerzas de represión policial empezaron con el desalojo del territorio ocupado por los compañeros NO TAV del valle di Susa en Italia. Durante una de las protestas, Luca Abba, que desde años lucha junto a los habitantes se ese valle, se electrocuto y calló mas de 10 metros de una torre de alta tensión. Se hirió gravemente y fue puesto en coma inducido.

Los días siguientes hubo un grande despliegue de solidaridad y protestas en toda Italia y el 2 de marzo el presidente Monti confirmó su postura para seguir adelante con los trabajos del Tav.

No Tav es un movimiento activo en Italia desde el principio de los años noventa que lucha contra la realización de la línea ferroviaria Torino (italia)-Lyón(francia). Este proyecto no es solo inútil sino también dañino para toda la vida del valle y sus habitantes ya que para los trabajos de construcción usarán uranio y otras sustancias toxicas.

La represión es cada vez mas fuerte.

El Tav es uno de los muchos proyectos del estado, como las centrales nucleares o acá en Chile las hidroeléctricas, que traen militarización, destrucción y contaminación en donde se llevan a cabo, pasando a llevar los derechos y las ideas de quienes lo habitan y tratando de hacerlos renunciar a su propia capacidad critica y de acción.

Luchar contra estos tentáculos es luchar contra la sociedad capitalista que los mueve.

Luca estuvo en chile luchando junto al pueblo Mapuche y desde su regreso a Italia ha seguido difundiendo las injusticias que el estado chileno ejerce sobre ellos.

El 16 de marzo Luca estuvo de cumpleaños y se han realizado en distintos países acciones solidarias en su apoyo.

AQUÍ COMO ALLÁ
LA SOLIDARIDAD ES UN ARMA!

LUNES 26 DE MARZO A LAS 12:00
Calle Clemente Fabres 1050, Providencia

http://materialanarquista.espiv.net/2012/03/23/santiago-chile-meeting-por-el-compa-luca-en-la-embajada-italiana/#more-8832

ITALIA: CARTA DE LUCA ABBA DESDE EL HOSPITAL


EXTRAÍDO DE NOTAV. INFO

TRADUCIDO POR MATERIALANARQUISTA


A un poco más de tres semanas a partir de los hechos ocurridos en Clarea, el lunes 27 de febrero de este año, me parece apropiado comunicar a todxs lxs amigxs y compañerxs que están cerca de mí alguna información más precisa sobre el estado de mi salud.

Como ya saben hace algunos días que estoy fuera de riesgo vital pero, incluso si la situación mejorase, mis condiciones son todavía muy graves. Lo más difícil es que me encuentro en el proceso de ver los resultados de las quemaduras causadas por la corriente eléctrica, mientras que el daño causado por la caída finalmente está mejorando.


En los próximos días seré sometido a una cirugía plástica para tratar más áreas del cuerpo aún muy dañadas por las quemaduras.

Todavía estoy postrado en la cama y no soy autosuficiente en los movimientos de las extremidades, y por lo tanto dependo de las enfermeras y lxs miembrxs de mi familia para mis tareas diarias.

Sin embargo, quiero agradecer a todxs aquellxs que hasta ahora están cerca de mí, eso me hizo sentir su presencia y su solidaridad.

Les pido a todxs un poco de paciencia (yo seré el primero en tenerla), para poder abrazarles de una forma completamente saludable.

Un agradecimiento especial a mi familia y mi pareja Emanuela, que han tenido que superar todos estos momentos difíciles. Y por lo mismo, invito a todxs a apoyarla, ya que ella será quien gestionará múltiples funciones en esta historia.

Mi intención es comunicarme con ustedes personalmente, cuando las cosas estén mejor conocerlxs y abrazarlxs .

En este momento me encuentro sujeto a las estrictas disposiciones de las “fuerzas especiales” de la CTO de Turín y también con fuertes restricciones a las visitas, reservados solo para los familiares y amigos cercanos.

Pido que este documento pueda navegar a través de todos los diversos espacios que han seguido el progreso de mi historia, pero la esperanza se convierte en el tema de la especulación periodística. Me alegro de recibir sus noticias y los contactos, pero no puedo garantizar que responderé pronto.

La dirección para escribirme es la siguiente:
Frazione Cels Ruinas 27
10050 Exilles (TO)
ITALIA.

Desde una cama de hospital, 21.03.2012
Fuerza y ​​alegría a todxs.
Luca Abbà

http://materialanarquista.espiv.net/2012/03/22/turin-italia-carta-de-luca-abba-desde-el-hospital/#more-8819

giovedì 22 marzo 2012

UN MESSAGGIO DA LUCA!


A poco più di tre settimane dai fatti accorsi in Clarea il lunedì 27 febbraio scorso, mi sembra opportuno comunicare a tutti gli amici e compagni che mi sono vicini alcune notizie più precise sul mio stato di salute.

Come già si sa da qualche giorno sono fuori pericolo di vita, ma seppur la situazione vada migliorando le mie condizioni risultano ancora abbastanza serie.
Le ferite maggiori che mi trovo a dover guarire sono la conseguenza delle ustioni provocate dal folgoramento da corrente elettrica, i danni da caduta sono ormai in via di miglioramento definitivo.
Nei prossimi giorni subirò ulteriori interventi di chirurgia plastica per sistemare le aree del corpo ancora soggette a ustioni.

Mi trovo tuttora ad essere inchiodato a letto e non auto sufficiente nei movimenti degli arti e quindi dipendente da infermieri e familiari per le mansioni quotidiane.

Desidero comunque ringraziare tutti coloro che finora mi sono stati vicini e che mi hanno fatto sentire la loro presenza e solidarietà.

Chiedo a tutti ancora un po’ di pazienza (il primo ad averne dovrò essere io), per potervi riabbracciare e salutare in piena forma.
Un ringraziamento particolare va ai miei familiari e alla mia compagna Emanuela che hanno dovuto superare un momento non facile, anche per questo chiedo a tutti di allentare la pressione nei suoi confronti visto che si trova già a gestire molteplici ruoli di questa vicenda.
Sarà mia cura contattarvi personalmente nel momento in cui le cose si fossero messe al meglio per potervi incontrare e abbracciare con più calma.

In questo momento sono giustamente sottoposto alle severe disposizioni dei “reparti speciali” del CTO di Torino e quindi con forti limitazioni alle visite, riservate a parenti ed amici stretti.

Chiedo che questo scritto possa girare tra tutte le varie situazioni che hanno seguito l’evolversi della mia vicenda sperando però che non diventi oggetto di speculazione giornalistica. Sono ben contento di ricevere notizie e contatti vostri ma non garantisco di rispondere a tutti entro breve.

L’indirizzo cui scrivere è: Frazione Cels Ruinas 27 – 10050 Exilles (TO)

Da un letto di ospedale, 21.03.2012

Forza e gioia a tutti. Luca Abbà

http://www.notav.info/top/un-messaggio-da-luca/

domenica 11 marzo 2012

(it-es) La poetessa mapuche Rayen Kvyeh saluta Luca Abbà e le compagne e i compagni NO TAV


Luca, fratello, amico, compagno

I soli d’estate si sono spenti, i fiumi delle nuvole si sono scatenati, gli antenati della nostra mapu ñuke che abitano le montagne e gli spiriti libertari che dormono nelle vette della Val Susa proteggono il tuo sonno.-

Dal più profondo dei nostri cuori leviamo in alto i nostri canti nel sacro rewe, affinché tu possa recuperare e stare di nuovo assieme ai tuoi, assieme alle donne ed agli uomini dal libero pensiero, che lottano per una madre terra viva e libertaria.-

Alle compagne ed ai compagni del NO TAV, a voi che ho registrato nel ricordo della mia memoria, per la vostra solidarietà, la vostra dignità e la vostra lotta, la nostra solidarietà che scaturisce dal più profondo delle radici delle araucarie e dei canelos che proteggono la nostra terra.-

Luca, fratello, amico, compagno

siamo con te, attraversando le Ande

e nuotando negli oceanici mari

della solidarietà dei popoli.

rayen kvyeh

poetessa

Collettivo di poeti e artisti mapuche Mapu Ñuke

——

Mapu Ñuke: Madre Terra

Rewe: Totem mapuche utilizzato in diverse cerimonie e che serve per collegarsi con il cosmo.

Araucarie e canelos: alberi sacri mapuche.



Luca, hermano, amigo, compañero:

Los soles de verano se apagaron, los ríos de las nubes se desataron, los ancestros de nuestra mapu ñuke que habitan las montañas y los espíritus libertarios que duermen en las cumbres del Valle de Val di Susa cuidan tu sueño.-

Desde lo más profundo de nuestros corazones elevamos nuestro canto en el rewe sagrado, para que te recuperes y estés nuevamente, junto a los tuyos , junto a las mujeres y hombres de pensamiento libre, que luchan por una madre tierra viva y libertaria .-

A las compañeras y compañeros del NO TAV, a quienes llevo grabados en el recuerdo de mi memoria, por su solidaridad, dignidad y su lucha, nuestra solidaridad nacida desde lo más profundo de las raíces de las araucarias y canelos que protegen nuestra tierra .-

Luca, hermano, amigo, compañero

estamos contigo, cruzando los Andes

y nadando en los oceánicos mares

de la solidaridad de los pueblos.

rayen kvyeh

poeta

Colectivo de poetas y artistas mapuche Mapu Ñuke

***

Mapu Ñuke: Madre Tierra

Rewe: Tótem mapuche utilizado en diversas ceremonias y que sirve para conectarse con el cosmos.

Araucarias y canelos: árboles sagrados mapuche.

http://culmine.noblogs.org/2012/03/09/it-es-la-poetessa-mapuche-rayen-kvyeh-per-luca-abba-e-le-compagne-e-i-compagni-no-tav/


Poem for Luca Abba, injured NO TAV activist written by Mapuche poet Rayen Kvyeh (Italy, $hile)

Luca, brother, friend, comrade

The summer suns burnt out, the rivers of clouds ran wild

The ancestors of our Mapu Nuke inhabiting the mountains and the libertarian spirits sleeping on the peaks of the Val Susa are protecting your sleep.

From deep inside our hearts we raise our chants into the sacred Rewe so that you can recover and go back to your people, the women and men of free thought, who struggle for mother earth, alive and libertarian.

To the comrades of NO TAV, to you whom I have recorded in my memory, for your solidarity, dignity and struggle, our solidarity that springs up from deep inside the roots of araucarias and cinnamon protecting our land.

Luca, brother, friend, comrade

We are with you from across the Andes
And swimming in the oceanic seas
Of peoples’ solidarity.

-

Rayen Kvyeh (Mapuche poet in the territory occupied by the State of $hile)

http://325.nostate.net/?p=4517

giovedì 8 marzo 2012

Témoignage des camarades de Luca Abbà sur son accident provoqué par les flics


Il s’est dit beaucoup de choses sur le grave accident de Luca Abbà, habitant du Val Susa et opposé au Lyon-Turin, lundi 27 février au matin. Mais peu ont pu raconté de manière précise ce qu’il s’était réellement passé, et les images qui tournaient en boucle, spectaculaires, ne permettaient pas de comprendre la rage qui anime désormais, ici à Lyon, dans le Val Susa ou partout en Italie, celles et ceux qui s’opposent à l’expropriation des habitants situés sur le tracé du No Tav. Et dont Luca Abbà faisait partie, lui qui ne voulait pas, en ce tragique matin de février, qu’on l’expulse de son terrain. Ceci est un témoignage des personnes qui étaient avec lui ce matin-là.

Il y avait de l’orage dans l’air…

Et ce lundi matin, quel­ques minu­tes après huit heures est arri­vée la logi­que conti­nua­tion des inten­tions expan­sion­nis­tes des chan­tiers du Tav en Vallée de Suse. On s’est retrou­vés à très peu d’entre nous au chalet, encer­clés par cen­tai­nes d’agents de la police secours, qui enva­his­saient la Vallée Clarea (petite vallée à l’inté­rieur de la Vallée de Susa). La situa­tion sem­blait appa­rem­ment sous le contrôle de flics, quand sou­dai­ne­ment Luca, un acti­viste du mou­ve­ment, a réussi à trom­per les contrôles en grim­pant sur un pylône à haute ten­sion près du chalet. Un des deux flics qui le pour­sui­vaient est monté ino­pi­né­ment, avec une hâte inha­bi­tuelle, inconsi­dé­rée et sans aucun dis­po­si­tif de sécu­rité sur le pylône, tandis que nous étions tenus à dis­tance par un cordon de police et isolés en face de la porte du chalet. A ce moment-là Luca, en direct avec Radio Blackout mani­feste clai­re­ment et de façon incontes­ta­ble son inten­tion de résis­ter à l’expul­sion. Inquiets par la pour­suite ver­ti­cale bâclée à laquelle Luca est soumis, nous crions aux forces du (dés)ordre de s’arrê­ter. La réponse a été : « Pas de soucis, nous sommes pro­fes­sion­nels ». Quelques ins­tants plus tard, Luca est obligé de monter plus haut, afin d’échapper aux agents qui le pour­sui­vaient, et est fou­droyé par une décharge électrique de 50.000 volts. Son corps sans connais­sance tombe par terre de plus de dix mètres de haut. Dans nos têtes résonne « le mort » annoncé par les dis­cours du chef de la police Mario Manganelli et de l’ex-minis­tre de l’inté­rieur Roberto Maroni [Lire à ce propos le chapitre " Parler clair " de Lavanda 1]. Clairement cho­qués par les faits, tandis qu’ils nous empê­chent de nous nous appro­cher, le temps passe sans que Luca ne reçoive les secours néces­sai­res. C’est seu­le­ment après trente minu­tes qu’une ambu­lance arrive.

http://notavfrance.noblogs.org/lavanda/


Malgré le fait qu’il y aurait une per­sonne griè­ve­ment bles­sée et en danger de mort, les tra­vaux pour l’élargissement pro­cé­daient inin­ter­rom­pus, évident démons­tra­tion des prio­ri­tés des repré­sen­tants de l’état et des ouvriers pré­sents : le Tav est plus impor­tant que la vie humaine. Bien que nous insis­tions pour nous appro­cher afin de véri­fier les condi­tions de Luca, ils ont permis après long­temps seu­le­ment à l’un de nous de s’appro­cher de notre cama­rade. L’ambu­lance et l’héli­co­ptère, qui l’a enfin amené à l’hôpi­tal, ne sont arri­vés qu’une heure après la chute.

Nous écrivons ce com­mu­ni­qué afin d’infor­mer sur les faits réels qui ont eu lieu pen­dant l’expul­sion de la Baita Clarea, pour démen­tir les faus­ses ver­sions col­por­tées par les medias du régime, en addic­tion à toutes les voix et ver­sions qui sont en train de cir­cu­ler pen­dant ces jours. Il n’y a pas eu de négo­cia­tions entre nous et la police pour faire des­cen­dre Luca, aucun lacry­mo­gène n’a été uti­lisé, aucun har­nais de sécu­rité n’a été accro­ché par l’agent qui pour­sui­vait Luca sur le pylône, il n’y a pas eu de bar­ri­ca­des col­lec­ti­ves à l’inté­rieur du chalet. Dans l’après-midi seu­le­ment ils nous ont permis d’aban­don­ner le chalet, en nous contrai­gnant à assis­ter à la des­truc­tion de la Vallée Clarea et à la pan­to­mime des dépo­si­tions : l’énième acci­dent arrivé pour raison « d’ordre public ». L’exem­ple de Luca exprime ce que chacun de nous pos­sède dans son cœur, défen­dre sans hési­ta­tion cette terre à n’importe quel prix. L’éclair qui l’a touché res­tera gravé dans nos mémoi­res ainsi que l’indif­fé­rence mon­trée par les ouvriers et par les flics face à un fait d’une telle gra­vité. Nous te pre­nons dans nos bras, Luca, en atten­dant de te revoir au plus tôt à lutter entre ces mon­ta­gnes à toi et à nous si chères.

Les der­niers à s’en aller.

Traduit de l’italien – Rebellyon

http://rebellyon.info/Temoignage-des-camarades-de-Luca.html

Perché non ce la faranno


Perché non ce la faranno

Stavo giusto pensando a una cosa.

Poniamo che il sottoscritto si fosse trovato a scappare con la polizia alle calcagna. Mi è capitato, a dire il vero; l'ultima volta a Bologna, qualche tempo fa, durante una manifestazione contro un CPT. Curiosamente, se mi ricordo bene, credo fosse proprio un 6 di marzo, del 2006 o 2007. L'ultima volta che ho preso una bella fratta di manganellate, perché scappa scappa mi hanno beccato. Dev'essere stato il mio "canto del cigno", perché mi ricordo che quella sera avevo proprio preso una bella corsa, veloce il giusto; nulla da fare. Loro erano comunque più veloci. Li avete mai assaggiati i manganelli? Fanno male. Ma parecchio. Mi presero alle gambe, e me le ridussero a un concio da portarmi a braccia, poi; per fortuna non mi fermarono. Una volta su un autobus, dove salii retto da tre persone tirando dei moccoli che sembrava i' giorno di' gastigo, un amorevole Oreste Scalzone, che era casualmente sullo stesso autobus perché partecipava alla manifestazione poco dopo che era potuto rientrare in Italia, mi consigliò con gentilezza davvero paterna (e, purtroppo, con molta esperienza) di utilizzare il manganese per le botte. Dal manganello al manganese, risposi piegato in due, suscitando non poche risate.

Poniamola questa cosa, perché mi sono immaginato il 27 febbraio scorso, così per traslato onirico, a dover scappare io lassù in Valsusa alla baita Clarea. Ora come ora, alla baita Clarea non sarei capace nemmeno di metterci piede; vabbè che ho fatto la riabilitazione cardiaca, però la funzionalità intera sarà ben difficile che la recuperi. E, comunque, penso che a scorrazzare su e giù per quei posti avrebbero difficoltà parecchi. 'A sarà düra sí, ma non solo düra. 'A sarà parecchio in salita, anche. Insomma, per farla breve: non soltanto un mezzo catorcio come sono attualmente, ma anche molti che catorci non sono su quel traliccio, lassù, non ci avrebbero manco messo piede. Non lo avrebbero raggiunto, oppure si sarebbero fermati al primo passo. Luca Abbà, invece, è andato su come un acrobata; e non è soltanto questione di agilità, ma anche di muscoli. Porca puttana, quanti. Non so se vi rendete bene conto. Luca è andato su come fosse uno scherzetto, e dietro non ci aveva mica uno qualsiasi: ci aveva uno del Nucleo Rocciatori della polizia.

Ora immaginatevi voi tutti, anche quelli che magari sarebbero capaci di scalare un traliccio, di pigliare sul groppone una scoppola da scaraventomila volt da un cavo dall'alta tensione. Da rimanere inceneriti all'istante. Luca Abbà, salito sul traliccio col rocciatore a mordergli il culo, l'ha presa. Non è rimasto incenerito. E' soltanto, ma che sarà mai, cascato giù da una quindicina di metri. Persone mediamente normali sarebbero prima morte per la scossa, e sarebbe caduto giù un cadavere abbrustolito; Luca Abbà è caduto giù, invece, da Luca Abbà. E' caduto giù vivo, carne viva che lo rimane a dispetto di tutto, carne forte abituata a non cedere. Lo aveva del resto già detto all'esangue piddino Esposito, in risposta a un consueto blaterare di quest'ultimo; lo aveva invitato a arrivare in fondo vivo a una sua qualsiasi giornata di lavoro. Perché Luca Abbà vive del suo durissimo lavoro di contadino. Di coltivatore della montagna. Effettivamente, mi divertirei parecchio nel vedere un Esposito alle prese davvero con la Valsusa; ma uno del genere non sarebbe buono nemmeno come mangime per i maiali.

E' caduto giù vivo, Luca Abbà, e vivo è rimasto. Sopravvivendo a delle cose che avrebbero ammazzato tranquillamente chiunque. Fuori pericolo dopo dieci giorni, e saperlo fuori pericolo non deve soltanto riempire di gioia: deve far pensare molto. E deve infondere coraggio e forza anche in chi non potrà mai salire su nessun traliccio, anche in chi lotta coi mezzi che gli sono permessi dalle proprie condizioni; lo stesso coraggio infuso dalle incredibili "nonne" valsusine, che non a caso incorrono nelle stesse manganellate e nella stessa repressione nonostante le letterine commoventi di Repubblica.

Provate, proviamo a immaginarci Belpietro o Sallusti che salgono sul traliccio quando, un giorno, saranno inseguiti da un bel po' di gente desiderosa di fargliela pagare ammodino; proviamo a immaginarli mentre annaspano sulla prima sbarra del traliccio, mentre qualcuno urla loro "Su, forza, ora arrampicatevi, cretinetti!". Proviamo a immaginarli, quei due mentecatti a pagamento, mentre pigliano una bordata da ventimila volt o quant'erano; incredibilmente, però, continuerebbe a percepirsi all'intorno una gran puzza di merda, e non di arrostino. Proviamo a immaginarli, infine, cadere giù come sacchi di patate, ma patate parecchio andate a male. Infine proviamo a immaginarci Luca Abbà, perché uno come lui non riderebbe affatto. Uno come Luca avrebbe troppo rispetto per la vita, per gioire persino della morte di un paio di merde.

Ed ecco, in sintesi, perché non ce la faranno.
Perché la forza di una lotta si misura in questo, anche in questo.
Perché ne avranno da mandar su, di pecorelle armate.
Perché ne avranno da far sbavare, di vegliardi presidenziali non competenti per i quali sarebbe sufficiente la scossa di una pila stilo per mandarli al creatore.
Perché quando si sa per che cosa e per chi si combatte, e non si è disposti a cedere, si vince.
Luca, grazie.
E grazie a tutti quelli e quelle come te.
No pasarán!

http://ekbloggethi.blogspot.com/2012/03/perche-non-ce-la-faranno.html

Lettera di Emanuela, la compagna di Luca Abbà


La giornata di ieri credo sia stata quella che ha visto oltrepassare il limite di quella che continuiamo a voler chiamare democrazia e rispetto della legalità. Una giornata in cui tutto è cambiato.
I fatti gravissimi accaduti in Clarea e alla baita, il tentativo di omicidio perchè solo in questo modo si può chiamare, nei confronti di Luca da parte delle forze del disordine, ha fatto sì che si sia veramente passato ogni limite, che lor signori ci abbiano ormai palesemente dichiarato guerra guidati dalla mano assassina di un governo che anzichè ascoltare le richieste dei suoi cittadini e delle popolazioni tutte, usa la forza della violenza per imporre i suoi loschi e sporchi affari ed è disposta a tutto per raggiungere i suoi sporchi fini.
MI piacerebbe poter chiedere al sig. manganelli in questi momenti di dolore per quanto accaduto a Luca ieri, e che fino a quattro giorni si permetteva di sbraitare dichiarazioni insensate circa la nostra volontà di cercare il morto e alzare il livello di tensione, che tipo di ordini ha impartito ai reparti anti sommossa che in questi giorni hanno raggiunto la Val Susa. Se l’ordine fosse quello di alzare ancora di più il livello di tensione che hanno creato in questi mesi e trovare loro il morto.
Bè caro il mio funzionario da strapazzo, strapagato in milioni di euro mentre noi comuni mortali cerchiamo di mettere insieme il pranzo con la cena, mentre le scuole dei nostri figli cadono a pezzi, mentre negli ospedali spesso sai quando entri e non come ne esci, IL MORTO LO AVETE CERCATO E QUASI TROVATO VOI! In questi lunghi mesi di resistenza abbiamo visto ed assaggiato la violenza di questo stato, dei suoi uomini ingaggiati contro le popolazioni e la Val Susa che ricordatevi, RESISTERA’ e LO FARA’ AD OLTRANZA! Siamo pronti a farci arrestare con il sorriso sulle labbra, siamo determinati a non mollare e non abbiamo paura!
La determinazione di Luca nel portare avanti la lotta al tav di questi anni, è la determinazione che tanti valsusini e tante genti in Italia tutta, hanno e continueranno ad avere, non solo a difesa del proprio territorio ma a difesa del bene di tanti, di tutti.
L’Italia intera da ieri è finalmente scesa per le strade, facendo presidi spontanei, portandosi sotto le prefetture, contestando, protestando, resistendo e denunciando quello che sta avvenendo ormai da mesi non. Un copione che non si adotta solo in Val Susa e che non potrà che peggiorare date le condizioni sociali cui ci stanno portando.
L’informazione di regime che per tutta la giornata è solo riuscita come nel suo consueto modus operandi a continuare con balle e notizie false, a raccontare la sua versione dei fatti di quanto accaduto ieri mattina a Luca in Clarea. I giornalisti con la solita arroganza e sfrontatezza sono arrivati anche davanti all’ingresso dell’ospedale dove Luca è ricoverato. Cosa cercavano? Il gossip per riempire le pagine dei menzonieri giornali per cui lavorano, il notizione irrompendo nel dolore delle persone che erano li? Giornalisti e digos, sempre insieme uno velina dell’altro, diramando notizie false per almeno tutta la mattinata. Vergogna! Il TG3 nazionale che sforna servizi in cui afferma che un altro No Tav arrampicatosi sul traliccio per far scendere Luca lo ha fatto cadere. Tutto questo è disgustoso, vergognoso, non ci sono termini ed aggettivi per poterlo descrivere.Ieri sera rientrando dall’ospedale non me la sono sentita di ritornare subito a casa. Era mio dovere venire a Bussoleno e malgrado la stanchezza, l’apprensione e il dolore che ho dentro, stare in mezzo ALLA MIA GENTE, a tutte le persone che da oltre 20 anni lottano per il proprio territorio, per la propria esistenza per la propria dignità. Con me in mezzo a voi c’era a Luca che in tutti questi anni ha portato avanti e tornerà a portare avanti, attraverso la lotta del nostro meraviglioso popolo, questa volontà di arrivare ad avere un mondo migliore, un mondo che è possibile solo se ci sforziamo con tutta la determinazione di cui siamo capaci, di costruire TUTTI INSIEME UNITI.


Con amore e con rabbia, Emanuela

mercoledì 7 marzo 2012

SOSTENIAMO LUCA!


Da più di 12 anni in una frazione del comune di Exilles, Luca Abbà, 37 anni, contadino e No TAV, unisce le sue convinzioni con l’attività che lo sostenta: la difesa e la cura della terra, inseparabili, lo portano sia in prima fila contro il devastante treno ad alta velocità, sia a coltivare i terreni che gli ha lasciato suo nonno.
Un agricoltura molto particolare: non si capisce se entra più gasolio nel trattorino o esce più sudore dalla fronte, primavera ed estate di fatica, tanti giorni dal mattino presto fino alla sera, che gli amici ancora non hanno capito dove prenda tanta forza! Poi arriva l’autunno, insieme alle castagne, che cadono dai castagni che ha ereditato, iniziano i mercati; fortunato è chi può beneficiare dei frutti del lavoro di Luca, una clientela davvero affezionata: alle patate che solo la dura terra della montagna rende così buone, alle zucche che raccolgono consensi entusiasti, alle caldarroste.

Lunedì 27 febbraio 2012, il suo coraggio lo porta di nuovo in prima fila, a mettere una bandiera con il treno crociato sopra un traliccio dell’alta tensione, a pochi metri dalla baita eretta dal movimento No TAV in val Clarea, ma purtroppo a molti metri d’altezza, troppo vicino ai cavi della corrente, incalzato da un “agente rocciatore”; non si chiamano i vigili del fuoco, non si isola la linea elettrica (come è stato fatto la sera di domenica 4 marzo 2012 con l’altro attivista Turi Vaccaro salito sullo stesso traliccio), così che la tragedia ha il suo corso, mentre le ruspe lavorano per devastare la natura circostante, ma gli adeguati soccorsi tardano lunghissime decine di minuti.

Da una settimana siamo in attesa del miracolo, da chi fin da subito ha dimostrato la tempra di resistere a numerose emorragie, molte fratture, alcuni organi compromessi e parecchie ustioni. Chiaramente sarà impossibile che Luca quest’anno, riesca a mandare avanti l’”Orto del Sole”, da cui trae i mezzi per sostenersi, per cui lanciamo la campagna: SOSTENIAMO LUCA dando la possibilità ai sensibili e solidali di offrirgli un aiuto economico…
Per chi vuole contribuire all’iniziativa può utilizzare i seguenti metodi:

-versamento tramite bollettino postale sul CONTO CORRENTE POSTALE n. 59258160 intestato a Luca Abbà
-bonifico (o posta giro) sul CONTO BANCOPOSTA con IBAN IT 35 P 07601 01000 000059258160 intestato a Luca Abbà.

Per entrambe le modalità la causale è SOSTENIAMO LUCA ABBA’.

Si ringraziano anticipatamente tutti coloro che vorranno partecipare all’iniziativa anche solo con un piccolo contributo.

Coordinamento NO TAV ALTA VALLE SUSA recapito: avsnotav@virgilio.it

Solidarietà da Londra – Striscione sul museo Tate Modern NO TAV