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lunedì 9 aprile 2012

LA COTENNA, VUOLE! Luigi Galleani



Il contradditorio che il professore Teofilo Petriella, ha avuto la somma sventura di incontrare a Barre sui primi di novembre scorso qualche compagno di fede che conciò per le feste il suo radicalismo odagroso, con qualche anarchico che mandò dinoccolato e smidollato all’ambulanza il suo rivoluzionarismo elettorale ed accattone, ha cacciato in corpo il povero professore – (che pur si sente e si dice, modestamente, da sé, uno dei migliori socialisti degli Statu Uniti - ) la terzana di tutte le fobie più morbose.
I nostri lettori ricordavano i vituperii bestiali che l’Avanti! Del 28 novembre scorso egli scaglava contro gli anarchici in genere e contro gli scrittori di Cronaca Sovversiva tanto più volentieri che questi ultimi, irriverenti! Avevano osato trovar povera cosa la sua macoronica zuppificazione su “ Capitalismo e Socialismo”.
Non meraviglieranno quindi se al becero turpiloqui del penultimo numero l’Avanti! Di Newar viene ora aggiungendo nell’ultimo del 1° dicembre queste catapulte irresistibili di gentilezza d’argomentazione:
“ La rivoluzione violenta oggi non può essere voluta che dagli anarchici”, da quei burloni che predicano l’odio di classe, ‘falsando criminalmente la lotta di classe’?....
“l’astensione dal voto è inerzia e nell’inerzia c’è la morte…”
“la violenza offre solamente pretesto ai governi capitalisti per svernarci e salassarci…”
“la rivoluzione sanguinosa desiderata dalla microcefalia degli anarchci…”
I lettori, quelli che hanno l’ingenua abitudine di ragionare troveranno che a corto di argomenti e di ragioni, il Petriella non oppone al pensiero anarchico, alla critica anarchica, all’aspirazione anarchica, che qualche aforisma molto problematico e molto presuntuoso, che qualche scempiaggine superlativamente villana; ma i lettori sono ingenui nella loro esigenza quanto almeno è sdegnoso il Petriella nel suo sussiego.
Diancine! Non bisogna dimenticare mai che il Petriella è professore e chi si dice da sé, modestamente, uno dei migliori oratori socialisti degli Stati Uniti. Volete che discenda dal suo Olimpo a ragionare di burle e di burloni quali sono la rivoluzione sociale, l’anarchia e gli anarchici?
-Ma Bovio…
-Bovio scrisse un dì che anarchico è il pensiero e verso l’anarchia s’incammina la storia, ma Bovio è un burlone microcefalo e Petriella, l’illustre Prof. Petriella si guarda bene dallo sciupare il suo tempo a compulsarlo.
-Ma Barbato…
-Ma Barbato scrisse al Turati, all’indomani di Berra: “Interroga la storia senza desideri e vedrai e converrai con me che non solo in Italia semifeudale ma anche nelle nazioni più progredite sono destinati ancora per un pezzo come motori di progresso i mezzi bestiali delle età passate, cioè le insurrezioni armate”. Barbato proclamò dinnanzi i tribunali giberna che “ né i supremi bisogni né i risentimenti devono offuscare lo spirito di un vero socialista al punto di fargli dimenticare che…la concezione anarchica racchiude una parte di quell’ideale che il socialismo si sforza di rappresentare con varie formule…”
Ed aggiungeva: “non credo che il fenomeno delle insurrezioni a mano armata possa evitarsi nella più grande e più umana rivoluzioni della mia specie”
Ma Barbato è un burlone microcefalo che falsa criminalmente la lotta di classe e Petriella, l’ullustre professore Petriella, si vergognerebbe di ragionare con lui!
-Ma Tolstoi…
-Ma Tolstoi ha scritto la settimana scorsa che l’agitazione dei zemstvos per la costruzione e per quanto v’ha di fallace come quella che indurrà nel popolo l’idea che il miglioramento sociale possa dipendere dalla forma politica dello Stato: ma Tolstoi è un nicricefalo astensionista e Burlone e Petriella se ne ride e se ne frega.
-Ma Marx…
-Ma Marx e engels chiudevano il loro manifesto comunista proclamando che i “comunisti sdegnano di nascondere i loro principii e i loro scopi e dichiarano apertamente che il loro scopo non potrà essere raggiunto che colla caduta VIOLENTA di tutti gli ordinamenti sociali finora esistiti”. Ma si sa da tutti che Marx ed Engels erano dei burloni, dei rivoluzionari microcefali, degli scanna pecore, che con la loro violenza offrivano pretesto soltanto ai governi di snervarci e di salassarci; figuratevi se il prof. Petriella, l’illustre prof. Petriella, si pasce di queste ubbie pericolose.
Il pro. Petriella è positivo, scomunica la Federazione Socialista Italiana che osa vivere fuori del dogma e del decalogo, istituisce la sacra Congregazione dell’Indice per Caminita che osa pigliare la parola in contradditorio di lui, scomunica il proletariato che si ravvede della tradizione anarcofagia; e, contro gli anarchici, dilaga con tutti i furori delle idrofobe sgrammaticature, con tutta la rabbia sbracata del suo dizionario mascalzone.
Anarchia, rivoluzione sociale, socialismo rivoluzionario o riformista?
Storie, storie, storie!
Non c’è che il socialismo scientifico, positivo ed avveduto del voto delle elezioni, della propaganda elettorale, in cui anche i professori analfabeti sono sicuri d’afferrare, se no la medaglietta o la probenda, la cotenna almeno dei provvidi sbuffi che arrotondano la pancia agli ideali della sesta giornata.
La rivoluzione, l’insurrezione, la barricata?
Aberrazioni di microcefali, egli vuole la cotenna, il Professore, la cotenna ed ha ragione, ma il suo è socialismo da domenicani o da salumai!

G. Pimpino


Da Cronaca Sovversiva, a. II, n. 50, 10 dicembre 1904, p.4


(estratto da “Luigi Galleani – Alcuni articoli da Cronaca Sovversiva” 1904 – 1906)
Edizioni dell’Archivio Famiglia Berneri, PISTOIA – SETTEMBRE 1984.

domenica 8 aprile 2012

“No hay momento más propicio” Luigi Galleani



Alguna vez, unidos en sus corazones la rebelión interior contra la fealdad, la crueldad, el cinismo, el régimen de inseparables, que amenaza la vida, nunca se cruzaron en el dolor, el metro todas las fronteras internacionales; nunca pasaron por sobre los deseos y los deseos, de alta , en el cielo de la esperanza, nunca tan vivo, tan vivo en el Decálogo como hoy en los corazones, cantando el día de
hoy funeral que cuatro sicarios que han encontrado el mejor alimento en el comedero del enemigo, mientras que las manos innumerables, lugar infinito, media luna, horizonte de color de rosa de los niños , adusto rostro de los ancianos, los brazos peludos de los Titanes, el dolor y el llanto de las madres en duelo, maldiciéndose, escote corazón y el cuello el mismo horror de la guerra y el exterminio de paz, la ansiedad se manifiesta y una voz de la noche, Esperamos en visperas de la liberación.


Es el momento en que vuelve a pasar!
A las vísperas! las vísperas!
Por la noche no da el termino y no conoce la
misericordia.”

Luigi Galleani

CONTRO L’EQUIVOCO Luigi Galleani



La nostra critica inesorabile al regime borghese, agli istinti sociali che la pesidiano, ai partiti politici che più o meno palesemente ne favoriscono la conservazione, ne secondano lo sviluppo, ne consolidano il dominio e la fortuna, ci schiera ogni giorno di fronte al cosidetto partito socialista.
E l’urto è sempre violento.
Dalle sterili brughiere dell’azione politica, elettorale e parlamentare – in cui si perde, si illude e, quel che è peggio, illude di poter conseguire miglioramenti graduali efficaci e sensibili – noi vorremmo sospingerlo all’opera feconda di demolizione e di rivolta in cui devono svilupparsi, esercitarsi, maturarsi alle imminenti vigilie la coscienza e l’audacia delle masse, a prevenire che la nuova rivoluzione, la rivoluzione sociale per opera di lavoratori, l’emancipazione dei lavoratori del mondo, non sia, tra scrupoli superstiziosi ed indugi pusillanimi soffocata, come la Comune, nel sangue; non sia tra intrighi deviata dalla sua mèta radiosa, e scroccata ancora una volta nell’ebrezza delle prime vittorie da fraudolenti oligarchie di nuovi sfruttatori, di nuovi dominatori.
Ed è esempio aspro.
V’è di mezzo il trentennio infausto di esperimenti legalitarii e parlamentari il quale non ha conchiuso, è vero, che ad una disperata constatazione di vacuità e di impotenza – ormai universalmente confessate – ma si è iniziato con una serie disastrosa di compromessi, di transizioni, di rinunzie che hanno favorito l’intrusione nella compagine del partito – originariamente e fondamentalmente proletaria, di Classe – di una legione impudente, spregiudicata, temeraria di attivisti famelici, di arruffoni bacati, di borghesi in licenza, i quali, posto all’aspirazione semplicista della canaglia affamata di pane, assetata di luce e li libertà e di giustizia, il bavaglio delle formule astruse e la sordina dei bisticci pseudo-scientifici l’hanno ricondotta a ritroso di mezzo secolo, a ritroso della vecchia Internazionale, al 1848, alla religione dello Stato, alla fede nella legge, al culto dell’ordine, dell’ordine borghese che consacra la spogliazione dei lavoratori, la loro schiavitù, la loro miseria come una ineluttabile fatalità storica che irride alle improntitudini, alla velleità insurrezionale, alle rivolte, efficacissime dove e quando si tratti di una rivoluzione politica che espropii, a favore della borghesia, l’aristocrazia e il clero ma, peggio che grottesche, sciagurate laddove si voglia espropriare la borghesia a beneficio di tutti.
E del partito socialista hanno fatto una confraternita mortificata dalle penitenze, macerata dalle vigilie, castigata dalla disciplina, presidiata dal sillabo, rintuzzata dai concilii, vigilata dalle scomuniche, chiusa ad ogni alito di libero esame, ad ogni fremito gagliardo di vita, ad ogni generoso anelito di rivolta od anche semplicemente d’azione.
V’è da meravigliare se la Regola ha oggi evirato, sifilizzato la grande massa del partito scongiurando così ogni prossimo pericolo di ribellione, di scisma, d’indipendenza?
Se fate astrazione di qualche povero capraio, da qualche inerte femminuccia, cristallizzati nella tradizione, segregati dal mondo che si muove e lo tta e vive, con v’è cattolico al dì d’oggi che non dubbi dell’esistenza di Dio, non v’è, per certo, un solo prete che vi creda, non uno; eppure i preti seguitano a magnificare dal pergamo l’onnipotenza e la bontà della provvidenza divina aleggiante benefica sulla scelleraggine umana incorreggibile, e l’armento, per certo di non avere sulla coscienza l’ombra di una scelleratezza, continua cinicamente a picchiarsi il petto, a stralunare gli occhi verso il padre, il figliuolo e lo spirito santo a cui non si confida più, in cui non crede più, in cui non ispera più.
Così, se fate astrazione da qualche infelice, afflitto d’irrimediabile atrofia cerebrale o rimasto a mezza strada tra le bertoldinesche barzellette di Oddino Morgari, non v’è oggi socialista che non senta per la lotta legalitaria del suo partito e per l’azione parlamentare dei suoi apostoli medagliettati, la più cordiale e la più profonda diffidenza; certo non v’è candidato o deputato socialista che creda sinceramente di strappare dal parlamento un sollievo al proletariato, una sanzione morale qualsiasi alla sua fede e al suo ideale; neanche uno.
E l’elettore socialista a cui lo Stato ruba per la caserma e del fratricidio le braccia feconde del figliuolo, a cui pubblici poteri satollano di solate: “non è per di lì che si possa passare mai!” e lo dice il candidato a cui non torni il conto delle urne, a cui non sorrida neanche un ballottaggio di consolazione: “ è inutile, il terreno delle lotte ideali non può essere fiera od un bordello! Ed il deputato in cui progetti passano a dormir sonni secolari in archivio, le cui interpellanze, sdegnose non suscitano che lazzi, non vellicano che il cinismo di un’eccellenza concussionaria o ladra lo ripete nei crocchi degli intimi ghignando, come ghignavano incontrandosi, gli Auguri per le vie di Roma.
Co tutto questo ogni quattro anni, regolarmente, il candidato suona a raccolta intorno al programma minimo del partito, magnifica come Dulcamara i suoi specifici parlamentari, conta le vittorie e le sue conquiste dell’annata, scioglie un inno all’onnipotenza dell’Arma civile ed al sovrano diritto di suffragio onde è investito il compagno elettore.
Questi, pur assaporando ad ogni passo, ad ogni digiuno, ad ogni colpo di vanga, l’ironia amara della sua strombazzata sovranità, porta all’urna il suo libero suffragio, e se ha presso di sé un compagno in cui creda, un galantuomo a cui affiderebbe e l’anima e i figliuoli, se lo leva d’attorno, lo strappa alla lotta feconda e viva d’ogni giorno, al gesto ed all’opera sacra della seminagione, della redenzione, e lo manda lassù a portarvi una protesta, che nessuno ascolterà più, a chiedervi una tutela in cui non ispera più, a sollecitarvi una legge in cui non crede, in cui non ha creduto mai.
Come nella chiesa: la stessa educazione porta gli stessi frutti. Si comincia, per l’onore ed il buon nome dell’Ordine, per carità o per disciplina di partito a velare debolezze, transazioni, bassezze ed a scusarle ed a legittimarle, a solidarizzare poi colle prevaricazioni e colle menzogne; e si finisce col non poetre rompere più la cerchia avvolgente delle complicità recidive e specifiche che sulla mala via si sono accumulate, fino a dovere, per disciplina di partito, rivendicare come benemerenze avventurate le transazioni sordite, come impeti di fierezza le rinncie bastarde, fino a dover impugnare la verità e della giustizia, la menzogna e la frode.
E questo abbruttimento e quest’obiezione della disciplina di partito, dell’educazione e dell’organizzazione autoritaria sono così profondi nel partito socialista, ed è così avviluppata e così fitta la trama delle complicità settarie ordite tra compromessi ed intrighi d’ogni specie, che ad onta del profondo ed intimo disagio ond’è pervasa la massa dei gregari, ad onta del profondo ed intimo dissidio per cui i migliori – coloro che vedono e comprendono e nel socialismo credono ancora – sentono do non avere da un pezzo più nulla di comune coi pastori che frodano, né colla massa pecorona che zavorra le frodi, nessuno si muove, nessuno protesta, nessuno al giogo, alla vergogna ed alla frode si ribella in nome della verità, in nome della sincerità, in nome della propria coscienza.
Gli è che da un pezzo verità, sincera e coscienza, nell’azione collettiva del partito socialista internazionale, sono un pio desiderio e la più squallida delle utopie.
Ma la corrente rivoluzionaria?
La Corrente rivoluzionaria? Noi abbiamo la certezza di poter offrire al prossimo numero la prova che nelle questioni più gravi e più urgenti imposte dagli eventi alla preoccupazione del partito socialista, Rivoluzionarii e Riformisti sono i fratelli siamesi dell’equivoco e del raggito; che in nome delle riforme gli uni, in nome del verbalismo rivoluzionario gli altri, hanno concordemente esservito e concordemente aggiogato l’aspirazione proletaria alle fraudolenti allucinazioni del superato radicalismo borghese da cui hanno ereditato l’empirica devozione delle forme politiche esteriori, lolimpico disdegno dei problemi economici sostanziali alla cui soluzione è imprescindibilmente legata l’ascensione delle masse verso la libertà, verso la redenzione.


G. Pimpino

Da Cronaca Sovversiva, a. III, n. 46, 18 novembre 1905, p.1

(estartto da “Luigi Galleani – Alcuni Articoli da Cornaca Sovversiva”) 1904 – 1906.

Edizioni dell’Archivio Famiglia Berneri – Pistoia, settembre 1984.

martedì 3 aprile 2012

Victor Rudin MAX STIRNER UN REFRETTARIO



Nota Del Gruppo Autonomo di Boston (1914).
Questo studio critico di Rudin sulla dottrina e l’opera di Max Stirner, apparve primamente in francese nei ‘’Portraits d’Hier’’, l’effemeride quindicinale illustrata che pubblicava in quel tempo a Parigi Henry Fabre. La ‘’Cronaca Sovversiva’’ ne curo’ tra Gennaio e Aprile 1911, la prima traduzione italiana, opportunamente.
Tutti parlavano di Strner deformandone il carattere e lo spirito, di qua e di la’ del mare; e se in Europa, dove la corrente sovversiva e’ piu’ piena e piu’ rapida, la contraffazione e l’abuso trovarono presto un confine e Max Stirner pote’ in grazia di qualche studioso rientrare nelle sue magnifiche proporzioni, nella necessaria cornice del suo tempo, nel clima storico e nell’ambiente sociale che la sacrilega protesta de L’Unico avevano fermentato, sobillato, sferrato qui era rimasto il feticcio ed il manutengolo, d’una piciotteria losca, spavalda, gaglioffa che all’ombrellone dell’Unico chiedeva il rifugio di tutte le sue aberrazioni, della sua insanabile degenerazione.
Fu reazione salutare.
Poiche’ l’io era l’io di classe, poiche’ cotesto individualista erto contro ogni potenza che si librasse minacciosa, dominatrice sulla sua individualita’, non sdegnava la societa’ che pur togliendogli qualche liberta’, altre gliene garantiva in ricambio, poiche’ questo egoista feroce amava vedersi intorno sorridenti gli umili e i deleriti fino a volerne il riscatto e il benesser (L’Unico), poiche’ insomma egli era ancora un cristiano, meglio abbandonarlo alla deriva comunista, meglio tornare apertamente a Nietzsche che almeno ciascuno puo’ intendere a suo modo. – o non intendere affatto – e torcere i dionisiaci furori in mallevaria delle proprie aberrazioni, ad insegna delle proprie imprese; e Max Stirner s’ebbe il bando dai brevi clans intolleranti in cui l’individualismo rimane l’espressione ingenua ed il sionismo sciagurato del feticismo che e’ il suo stridente contrario.
Per converso s’invogliarono alla conoscenza di Stirner ed allo studio de L’Unico, molti che prima, sia per averlo visto soltanto visto soltanto in compagnia equivoca, sia per non averne conosciute che le contraffazioni volgari, ne avevano la piu’ cordiale diffidenza. E poiche’ allo studio del Rudin si puo’ negare ogni merito ed ogni valore, come si puo’ da qualche suo raffronto, da qualche sua induzione o conclusione, apertamente dissentire, ma non si puo’ disconoscere ne’ l’acume, ne’ la serieta’, ne’ l’imparzialita, non si puo ad ogni modo impugnare l’onesto ed essenziale proposito di aver voluto intorno a Stirner ricostruire le grandi giornate, il turbolento periodo di transizione in cui l’icoloclasta di Bayreuth era vissuto, all’intelligenza dell’opera stirneriana ha contribuito efficacemente lo studio di Rudin che la ‘’Cronaca Sovversiva’’ ha pubblicato or sono due anni e ripubblica ora il Gruppo Autonomo sicuro di giovare allo sviluppo del pensiero libertario, di far piacere ai compagni studiosi e di rendere un segnalato servigio agli avversari che dell’opera di Max Stirner discorrono con malafede o incoscienza disinvolte si’, ma ugualmente sciagurate.

Il Gruppo Autonomo
East Boston, P.O. BOX 159
1° gennaio 1914.

(estratto da Victor Rudin – MAX STIRNER UN REFRETTARIO) Edizioni Arkiviu- Bibrioteka ‘’T. Serra’’
Guasila 1991.

sabato 24 marzo 2012

"Cronaca sovversiva",


(Il momento politico, "Cronaca sovversiva", 1916)
Se in apparenza l’odierna battaglia elettorale può sembrare una lotta fra democrazia politica e dispotismo, in verità essa è invece la lotta fra democrazia finanziaria e monopolio. Qui mi fermo un po’ per chiarire e provare questa mia asserzione. Che cosa vuolsi dire per democrazia finanziaria? Intendo così denominare quel ceto intermedio tra il proletariato e la plutocrazia, che secondo la profezia marxista doveva man mano sparire per essere inghiottito dalla esigua ma aggressiva e vorace banda di pirati della banca e dell’industria, ma che si accresce e si allarga sempre più (…)
Più chiaramente: democrazia finanziaria appunto perché per i suoi interessi economici favorisce la democrazia di Stato. E per meglio raggiungere il suo scopo, solletica e stimola anche le classi lavoratrici, spronandole a cointeressarsi al governo della cosa pubblica, a rendere sempre più popolari le forme politiche esistenti; bussa alle porte delle unioni operaie per chiedere aiuto, e renderle fiduciose nelle iniziative dei pubblici poteri; rafforzando così la pratica riformistica, la tendenza quietista delle organizzazioni operaie, soffocandone ogni aspirazione rivoluzionaria, e indirettamente finisce per favorire il capitalismo statale (…).
Certamente noi anarchici vorremmo che di presidenti non se ne eleggessero: di nessuna sorte. Vorremmo che di elezioni non se ne facessero affatto. Ma intanto — siccome ai miracoli non ci crediamo — supponiamo che il giorno delle elezioni la popolaglia non farà la rivoluzione, ma andrà a votare e a consacrare col suo voto la sua servitù.
Ed allora: è del tutto futile augurarsi la vittoria dell’uno piuttosto che dell’altro candidato in lizza? Al primo colpo vien fatto di dire: ma sicuro. (…) Per gli anarchici, infatti, il male non consiste nel modo di governare, ma nel fatto in sé di governare, cioè nello stesso governo, quale esso sia.
Ma se pur rimanendo nel nostro punto di vista anarchico volessimo considerare gli eventi con occhio storico, allora, io dico, non è ozioso fare la scelta fra i due contendenti: cade in acconcio di domandare se per la salute del proletariato siano più efficaci i panni caldi della politica democratica e quietista, oppure le docce fredde d’un imperialismo economico e militare, vorace, aggressivo, impetuoso. (…)
Chi ha a cuore, soprattutto e innanzitutto, gli interessi immediati e diretti del proletariato, è per la politica democratica: ciò è risaputo.
Io guardo all’avvenire e la combatto. Perché l’oppio democratico svirilizza le classi lavoratrici, favorisce l’apatia, la sonnolenza, la morte d’ogni iniziativa dal basso, e l’apatia, la sonnolenza, lo sbadiglio sono dannosi e letali alla causa della rivoluzione. Perché la politica democratica induce il proletariato a fidare nelle iniziative dei pubblici poteri e non nelle proprie forze (…) Perché la democrazia scansa o smorza il conflitto, e soltanto da un conflitto con un capitalismo aggressivo e pugnace può prorompere lo scoppio violento delle ire plebee. Perché sotto la sferza e il pungolo di un imperialismo audace, il popolo lavoratore cesserà di credersi libero, perderà la fiducia nei suoi santi protettori, uscirà dalle ridotte della collaborazione di classe, per affrontare in campo aperto il nemico e colpirlo al cuore.



(La beffa è cominciata, "Cronaca sovversiva", 1913)
Invero, la lotta elettorale non è che una carnevalata. Né più, né meno.
Io non sono mai stato un candidato alla medaglietta, non è quindi un’indagine introspettiva che mi fa parlare. Ma son convinto che la vigilia della lotta elettorale è pel candidato, ciò che le antivigilie della befana sono per un marmocchio dodicenne, o pressappoco. Candidati ambedue. L’uno alla compiacenza dell’elettore, cosciente, l’altro alla compiacenza del buon papà.
Il marmocchio cerca di far dimenticare al babbo qualche scappata, sforzandosi di compiere ciò che in gergo proprio si direbbe una buona azione. Il candidato a deputato cerca di cancellare le partite nere del suo passivo, sciorinando le sue alte doti di mente e di cuore, ricordando i numerosi nonché importanti servigi resi al re, alla patria, al partito, all’ideale, e al popolo sovrano, a seconda se la piattaforma è decorata con i tre colori, o col drappo rosso tutt’un fondo. La lettera d’auguri e di ravvedimento che il marmocchio nasconde sotto il piatto di papà durante la cena tradizionale della vigilia di Natale, è il discorso programma che il candidato presenta ai suoi elettori la vigilia del grande cimento che deciderà delle sue sorti.
In ambedue i casi, viene coniugato con insolita frequenza il verbo proporsi.
C’è un’altra somiglianza. Infatti il popolo sovrano, che al deputato ha largito i suoi suffragi, all’indomani dell’elezione viene a trovarsi nell’identica posizione in cui immancabilmente viene a trovarsi il babbo, che al suo marmocchio ha largito i balocchi. Ambedue rimangono con un palmo di naso. Perché il babbo non tarderà ad accorgersi che i propositi di suo figlio sono rimasti tali, come l’elettore dovrebbe accorgersi che tali sono rimaste le promesse del neo deputato. Passata la festa, gabbato il santo, dice l’antico proverbio. (…)
Noi della politica abbiamo un sacro orrore. Come diceva ai suoi bei tempi la buona anima di Andrea Costa, ci faremmo il segno della croce se l’esorcismo valesse ad allontanare da noi la politica come l’acqua santa dal diavolo.

martedì 20 marzo 2012

Conspiración ácrata – El antigiuridismo anarchico


El “antigiuridismo anarchico” que traducido al castellano seria “anti-juridicalismo anarquista” es un concepto que a lo largo de la historia del anarquismo se a utilizado para definir la actitud de rechazo radical y total del concepto y de la practica de justicia estatal, ósea el rechazo a los métodos jurídicos del estado incluyendo la defensa mediante un abogado.

Esta actitud o concepto es o debería de ser algo normal dentro del movimiento anarquista pero son poc@s l@s compañer@s quienes lo han puesto en practica por diversas razones o estrategias. El “antigiuridismo anarchico” es el rechazo a declarar en los juicios y contribuir al circo montado por el estado, a menudo las declaraciones de quienes se posicionan en esta actitud van dirigías como un dialogo o explicación a l@s mism@s compañer@s del movimiento. Esta actitud es el rechazo de cualquier recurso legalitario mediante el cual se obtiene la libertad.

Para algunas personas las bases del “antigiuridismo anarchico” podríamos buscarlas en los textos de Max Stirner como “el único y su propiedad” ya que de hecho en el pasado han sido l@s individualistas quienes han utilizado este concepto o método mas que nada quienes han recurrido al uso de explosivos o diversos sabotajes contra el sistema ósea “quienes no tenían nada que perder”. Históricamente en Italia fueron los “antiorganizzatori” cercanos al anarquista Luigi Galleani* quienes utilizaron el “antigiuridismo anarchico” aunque habría que subrayar que no tod@s l@s “antiorganizzatori” fueron individualistas pero si se mantenían en un contraste total con l@s anarco–‐sindicalistas. También sabemos de individu@s anarquistas quienes se han posicionado bajo este concepto sin definirlo como tal, ejemplo son muchos Severino Di Giovanni y Paulino Scarfò en argentina, algunos anarquistas denominad@s como l@s Galeanistas en EUA, anarquistas franceses como Ravachol o Emile Henry, o italianas–‐estadounidenses como Gabriella segata Antonili**

En la actualidad esta el caso de l@s compañer@s de las CCF*** de Grecia quienes han utilizado el “antigiuridismo anarchico” como actitud de ruptura con el sistema jurídico y además con la sociedad de masas negándose a declarar y así colaborar con las investigaciones de la policía. CCF han emitido comunicados respecto a esto pero como una forma de comunicarse con l@s compañer@s solidari@s mas no como explicación o justificación ante el estado. Sin emitir juicio alguno podemos que el “antigiuridismo anarchico” es una actitud tomada individualmente (o colectiva en el caso de CCF) que parte de dos vertientes. Una es la convicción individual en no mantener en lo máximo diálogos ni compromisos con el estado/capital o la línea de políticas a seguir que cada individuo, grupo o célula mantiene en contraste a la realidad actual. Por otra parte puede ser debido a un movimiento consistente y fuerte capaz de reivindicar a sus pres@s y no dejarles sol@s y que es capaz de interrumpir fisicamente el desarrollo de la represión como ejemplo podemos citar el primer juicio contra gente de las Brigate Rosse**** de Italia en que la misma organización ajusticio a jueces, abogados, fiscales, etc.

También sin emitir juicio alguno hay compañer@s que en contraste con esta actitud de ruptura deciden analizar sus posibilidades y tomar “ventaja” o tomar lo legal como “estrategia” para salir de la prisión y afuera continuar la guerra, siempre cuestionando al poderío y sus leyes y tomando a estas mismas o a estos recursos legales como medios que pueden ser utilizados para evadir la cárcel y utilizarlo en la medida de lo posible contra el mismo sistema judicial, teniendo en claro que esto funciona como una estrategia mas no como un dialogo con el poder.

Much@s compañer@s quienes han tomado recursos legales como estrategias han demostrado que una vez en la calle continúan su guerra y se mantienen en conflicto. Desgraciadamente hay “compañer@s” quienes justifican los medios de readaptación social del estado para contradecir a nuestr@s compañer@s en guerra realizando afirmaciones como: “a ti la cárcel no te ha hecho entender”. De cualquier modo las dos actitudes son sumamente valorables pero a lo largo de este articulo se ha intentado dar a conocer el concepto que define esta actitud.

Hay algunos estudios de filosofos del derecho sobre el “antigiuridismo anarchico” de Max Stirner***** pero generalmente son escritos académicos que valoran a un Stirner nihilista y existencialista.

Breves notas.

*Luigi galleani fue un anarquista italiano radicado en estados unidos quien editaba el periódico Cronaca sovversiva que fue editado por primera ves el 6 de junio de 1903. Una característica de Cronaca Sovversiva era la lista de direcciones y vinculaciones de empresarios, “espías capitalistas”, rompehuelgas y todos aquellos considerados “enemigos del pueblo”. Luigi galleani además edito un librillo sobre como hacer bombas y que titulo “la salud esta en usted” y que fue traducido a diferentes idiomas del cual se presume Emma Goldman colaboro. El circulo de anarquistas alrededor de Cronaca Sovversiva fue llamado “l@s galeanistas” y en su auge realizaron numerosos ataques con bombas contra instituciones del estado/capital, resalta el atentado en Wall Street efectuado por Mario Buda y que fue el primer coche bomba de la historia, también enviaron gran cantidad de paquetes bomba contra personalidades de la iglesia, estado y capital y expropiaciones a negocios capitalistas. Luigi también publico varios articulos el mas destacado fue publicado en 1914 titulado “Faccia a faccia col nemico” y que Severino Di Giovanni utilizaría mas adelante en culmine y tomaría como actitud de vida. El periódico Cronaca salio durante 15 años hasta que fue prohibido por la ley de sedición, cave destacar que los anarquistas Sacco y Vanzetti eran cercanos a su circulo.

** Gabriella segata antonili fue una anarquista italiana que a sus 19 años fue arrestada el 17 de enero de 1918 por transportar dinamita en una cartera. Cuando la interrogaron dio un nombre falso y rehusó cooperar con las autoridades o brindarles alguna información; fue enviada a prisión durante 14 meses. Mientras permaneció en prisión Antolini conoció a la notoria anarquista Emma Goldman con quien trabó amistad. Gabriella era del grupo de l@s galenaistas de Cronaca sovversiva.

*** CCF es el grupo de guerrilla urbana anarquista–‐nihilista de Grecia “Conspiración de las células del fuego” quienes han realizado acciones directas que van desde incendios hasta ataques explosivos como el perpetrado contra la corte en vísperas del juicio de algunos de sus integrantes. CCF también fue autor de el envió de paquetes bomba a diferentes embajadores y dirigentes del capitalismo mundial incluyendo al Berlusconi. Actualmente integrantes de CCF se encuentran en juicio.

**** Brigate Rosse (brigadas rojas) fue un grupo guerrillero marxista de la década de los setentas que actuó en Italia y ejecuto varias acciones armadas contra gente del poder. Este fueron los años llamados como “los años del plomo” en Italia en los cuales también actuarían much@s anarquistas con acciones directas y el grupo de acción anarquista Acción Revolucionaria.

***** Max Stirner fue un teórico anarco–‐individualista o individualista que nació en 1806 y murió en 1856, su obra mas popular fue “el único y su propiedad” la cual ha causado innumerables discusiones al interior del movimiento anarquista incluido el de acción.

--extraido da Conspiracion Acrata n. 13

L’antigiuridismo anarchico da Conspiracion Acrata


fonte: http://culmine.noblogs.org/post/2011/10/09/conspiracion-acrata-publicacion-anarquista-insurreccional-y-revolucionaria-13/

L’“antigiuridismo anarchico” che in spagnolo dovrebbe tradursi “anti-juridicalismo anarquista” è un concetto che nel corso della storia dell’anarchismo è stato utilizzato per definire l’atteggiamento di rifiuto radicale e totale del concetto e della pratica della giustizia statale, ossia il rifiuto dei metodi giuridici dello stato, inclusa la difesa per mezzo di un avvocato.

Questo atteggiamento o concetto è o dovrebbe essere qualcosa di normale all’interno del movimento anarchico, ma sono pochi i compagni che l’hanno messo in pratica per diverse ragioni o strategie.

L’“antigiuridismo anarchico” è il rifiuto a farsi interrogare nei processi e di contribuire al circo messo su dallo stato. Spesso le dichiarazioni di quelli che si riconoscono in questa pratica sono rivolte ai compagni del movimento come forma di dialogo o di spiegazione. Con questa pratica si rifiuta anche qualsiasi ricorso legalitario attraverso il quale si potrebbe ottenere la liberazione.

Per alcune persone le basi dell’“antigiuridismo anarchico” potrebbero essere cercate nei testi di Max Stirner, come “L’unico e la sua proprietà”, in quanto nel passato sono stati gli individualisti coloro che hanno fatto ricorso a questo concetto o metodo, in particolare coloro che son stati protagonisti di attacchi esplosivi o di azioni di sabotaggio contro il sistema, ovvero “quelli che non avevano nulla da perdere”.

Storicamente, in Italia, sono stati gli “antiorganizzatori” vicini all’anarchico Luigi Galleani* ad utilizzare l’“antigiuridismo anarchico”, anche se bisogna sottolineare che non tutti gli “antiorganizzatori” siano stati degli individualisti, ma certo erano in netto contrasto con gli anarco-sindacalisti.

Ma sappiamo anche che ci sono stati individui anarchici che hanno scelto questa pratica senza definirla come tale. Di esempi ve ne sono tanti: Severino Di Giovanni e Paulino Scarfò in Argentina, alcuni anarchici denominati galleanisti negli USA, anarchici francesi come Ravachol o Emile Henry, o italo-americani come Gabriella Segata Antolini**

Attualmente, c’è il caso dei compagni della CCF*** della Grecia che stanno ricorrendo all’“antigiuridismo anarchico” come atteggiamento di rottura verso il sistema giuridico ed anche verso la società di massa, rifiutando di esser interrogati e di collaborare in tal maniera con le indagini della polizia.

La CCF ha emesso comunicati su questo, ma si tratta di una forma di comunicare con i compagni solidali piuttosto che una spiegazione o giustificazione dinanzi allo stato. Senza emettere alcun giudizio, possiamo dire che l’“antigiuridismo anarchico”è un atteggiamento preso individualmente (o collettivamente, com’è il caso della CCF) che scaturisce da due fronti.

Il primo è il convincimento individuale nel non instaurare in alcuna maniera dialoghi o compromessi con lo stato/capitale o quelle linee politiche che ciascun individuo, gruppo o cellula avversa.

Il secondo può esser dovuto ad un movimento consistente e forte capace di rivendicare i suoi prigionieri ed a non lasciarli soli, al punto di esser capace di impedire fisicamente lo svolgimento della repressione; come esempio possiamo citare il primo processo contro la gente delle Brigate Rosse**** dell’Italia, in cui la stessa organizzazione giustiziò giudici, avvocati e magistrati, ecc.

Senza emettere alcun giudizio, bisogna anche sottolineare che ci sono compagni che in contrasto con questo comportamento di rottura decidono di valutare le proprie possibilità e trarre “vantaggio” o assumere la via legale come una “stratega” per uscire dal carcere e continuare la guerra dall’esterno, mettendo sempre in discussione il potere e le sue leggi. In questo caso si ricorre a leggi o scappatoie legali come mezzi che possono esser utilizzati per eludere il carcere e -nei limiti del possibile- per contrastare lo stesso sistema giudiziario. Ma bisogna sempre ricordare che tutto ciò funziona come una ulteriore strategia, ma non come una forma di dialogo con il potere.

Molti compagni che hanno scelto di ricorrere alle vie legali come strategia hanno dimostrato che una volta liberi continuano la loro guerra e che si mantengono in conflitto.

Purtroppo, ci sono “compagni” che giustificano i mezzi di riadattamento sociale dello stato per contraddire i nostri compagni in guerra, giungendo ad affermazioni quali: “a te il carcere non ha insegnato nulla”.

Ad ogni modo i due comportamenti sono notevolmente apprezzabili, ma con questo articolo s’è cercato di far conoscere il concetto che definisce questo atteggiamento.

Ci sono alcuni studi da parte di filosofi del diritto sull’“antigiuridismo anarchico” di Max Stirner***** , ma in generale sono scritti accademici tesi ad avvalorare uno Stirner nichilista o esistenzialista.



Brevi note.

*Luigi Galleani: anarchico italiano che visse negli USA. Editore del periodico Cronaca sovversiva, che fu pubblicato per la prima volta il 6 giugno 1903. Una caratteristica di Cronaca Sovversiva era l’elenco degli indirizzi e collegamenti di imprenditori, “spie capitaliste”, crumiri e tutti quelli che venivano considerati “nemici del popolo”. Luigi Galleani editò un libro, tra i tanti altri, sul come fabbricare bombe e che intitolò “La salute è in voi!”, tradotto in diverse lingue, ed al quale si presume che collaborò la stessa Emma Goldman. Il circolo di anarchici vicini a Cronaca Sovversiva venne chiamato dei “galleanisti” e nel periodo di auge realizzò numerosi attacchi dinamitardi contro istituzioni dello stato/capitale, tra questi l’attentato contro Wall Street da parte di Mario Buda, da annoverarsi come la prima auto-bomba della storia. Il gruppo inviò anche numerosi pacchi bomba contro personalità della chiesa, dello stato e del capitale, oltre ad aver effettuato numerosi espropri ai danni di attività commerciali capitaliste. Luigi ha pubblicato diversi articoli, tra questi quelli che vanno sotto il nome “Faccia a faccia col nemico” e che Severino Di Giovanni avrebbe utilizzato più tardi su Culmine e che avrebbe preso come comportamento di vita. Il periodico Cronaca sovversiva uscì per 15 anni, fino a che non venne proibito dalla legge di sedizione. Da rimarcare che gli anarchici Sacco e Vanzetti erano vicini al suo circolo.

** Gabriella Segata Antolini: anarchica italiana che a soli 19 anni venne arrestata, il 17 gennaio 1918, perché trasportava dinamite nella sua borsetta. All’interrogatorio fornì un nome falso e si rifiutò di cooperare con le autorità e di fornire ad esse qualsiasi informazione. Venne inviata in carcere dove vi rimase per 14 mesi. In carcere la Antolini conobbe la nota anarchica Emma Goldman, con la quale instaurò un’amicizia. Gabriella apparteneva al gruppi dei galleanisti di Cronaca sovversiva.

*** CCF: gruppo di guerriglia urbana anarco-nichilista della Grecia “Cospirazione delle Cellule di Fuoco” che ha realizzato diverse azioni dirette che vanno da incendi fino ad attacchi esplosivi, come quello effettuato ai danni del tribunale alla vigilia del processo contro alcuni suoi membri. La CCF s’è anche resa responsabile dell’invio di pacchi bomba diretti a diversi ambasciatori e dirigenti del capitalismo mondiale, Berlusconi incluso. Attualmente i membri della CCF si trovano sotto processo.

**** Brigate Rosse: gruppo guerrigliero marxista degli anni ’70 che ha agito in Italia ed ha effettuato diverse azioni armate contro persone del potere. In Italia, quelli furono gli anni chiamati “anni di piombo”, ai quali hanno partecipato anche molti anarchici con azioni dirette ed il gruppo di azione anarchica chiamato Azione Rivoluzionaria.

***** Max Stirner: teorico anarco-individualista o individualista, nato nel 1806 e morto nel 1856. Il suo lavoro più noto è “L’unico e la sua proprietà” che ha provocato innumerevoli discussioni all’interno del movimento anarchico, incluso quello d’azione.

http://culmine.noblogs.org/2011/10/18/conspiracion-acrata-%e2%80%93-lantigiuridismo-anarchico/

lunedì 19 marzo 2012

About ‘’ANTI-JUDICIAL ANARCHISM’’, Max Stirner, Luigi Galleani, CCF & More.


Here i san english translation o fan article fron the journal ‘’Conspiracion Acrata’’ from Mexico, referring to the idea of ‘’Antigiuridismo Anarchico’’

‘’Antigiuridismo Anarchico’’ which translates to ‘’Anti-Judicial Anartchism’’ is a concept which has been used throughout anarchism history to define the attitude of a radical and total rejection of the concept and practice of the ‘’justice’’ of the State, or as otherwise said – the judicial methods of the State including defence through a lawyer. This attitude or concept is or should be something normal within the anarchist movement but there are few companer@s who have put it into practice for diverse reasons or stretegies.
Antigiuridismo Anarchico is the rejection of declaring a position to the State in front of the court or contributing to the circus of the State. Often the declarations of those who position themselves in this attitude are only directed as a dialogue or explanation to the companer@s of their movement. This attitude is the rejection of any legal resources through which one could obtain ‘’freedom’’.
For some, Antigiuridismo Anarchico’s basis can be found in the text of Max Stirner such as ‘’The Ego And Its Own’’ as individualist have used this concept or method in the past, usually those who have used explosives or have been involved in diverse sabotages against the system, in other words those who have ‘’nothing to lose’’.
Historically, in Italy the ‘’Anti-Organizzatori’’ (anti-organisationalists) close to the anarchist Luigi Galleani used the Antigiuridismo Anarchico method, although it’s worth noting that not all of the ‘’antiorganizzatori’’ were individualists, however they did maintain themselves in a total contrast to the anarcho-syndicalists.
We also know of anarchist individuals who have positioned themselves under this method without without defining it as such, examples include Severino Di Giovanni and Paulino Scarfo in Argentina the anarchists known as the Galleanists in the USA, French Anarchists such as Ravachol or Hemile Henry, or Italian-Americans Gabriella Segata Antolini.
At the moment this is the case with companer@s of the Conspiracy of Cells of Fire from Greece who have used Antigiuridismo Anarchico as an attitude of rupture with the judicial system as well as with the society of the masses, refusing to declare and as such collaborate with the police investigations. The Conspiracy of Cells of Fire has put out communiqués referring to their situation, but as a form of communication with the companer@s in solidarity, rather than as an explanation or justification before the State.
We can see that Antigiuridismo Anarchico is a decision taken individually (or collectively as is the case of the CCF) that works as part of two sides. For one part there’s the individual conviction to refuse to take part in any dialogues or compromise with the State/Capital or the line of politics, ensuring that each individual, group or cell maintains itself, in contrast to the current reality. The other part can be owed to a consistent movement and a strong capacity to stand with prisoners and not leave them alone and one that is capable of physically interrupting the development of repression, for example we could cite the first trial against those of the Brigate Rosse in Italy, in which the same organization brought judges, lawyers, prosecutors etc, to justice.
Furthermore, without putting forward any judgement whatsoever, there are other companer@s who, as a contrast to this position of complete rupture, decide to analyse their possibilities and take advantage of legal avenues as a ‘’strategy’’ to get out of prison and continue the war on the outside, always questioning power and its laws and taking these same laws or resources as weapons that can be used to avoid prison based on what’s possible within the judicial system, taking into account that this only works as a strategy and not as a dialogue with power. Many companer@s who have taken use a legal resources as a strategy have demonstrated that once back on the street, they continue the war and maintain themselves in conflict. Unfortunately, there are some ‘’companer@s’’ who justify the State medium of ‘social rehabilitation’, to attempt to contradict our companer@s in war, affirming such things as ‘’you haven’t learnt anything from your time in prison’’.
Whichever way you look at it, two attitude are equally valuable, however during this article we have attempted to lay out the concept defining the particular standpoint of Antigiuridismo Anarchico. There are a few philosophical law studies about Antigiuridismo Anarchico by Max Stirner, but generally they are academic texts which refer to a more nihilist and existentialist Stirner.
Luigi Galleani was an Italian Anarchist who lived in the USA and edited the publication Cronaca Sovversiva which was edited for the first time on the 6th of June, 1903. One of Cronaca Sovversiva’s characteristics was the listing of addresses and location of businessmen, ‘’capitalist spies’’, strike-breakers and all those considered enemies of the people. Luigi Galleani also edited a bomb-making manual called ‘’Health Is In You’’, which was later translated into various different languages by various people supposedly including Emma Goldman. The Anarchist circle that revolved around the Cronaca Sovversiva were called ‘’The Galleanists’’ and in their time carried out numerous bomb attacks against institutions of the Stae and Capital, such as the first car-bomb in history carried out by Mario Buda. They also sent a great number of packet bombs to personalities of the Church, State and Capital and expropriated the businesses of capitalists. Luigi also published various articles, the most well known called ‘’Faccia a Faccia col Nemico’’ in 1914, which Severino Di Giovanni later would use in his publication ‘’Culmine’’, as well as in his way of life.
The newspaper Crocana was published throughout 15 years util it was banned under the Sedition law. It’s worth nothing that the anarchists Sacco and Vanvetti, were close to the publication’s circle.
Gabriella Segata Antolini was an Italian anarchist who was arrested on the 17th of January 1918 at the age of 19 for transporting dynamite in a purse. When she was interrogated she gave a false name and refused to ccoperate with the authorities or give them any informations. She was sento to prison for 14 months. During her time in prison she got to know the notorious anarchist Emma Goldman with whom she formed a friendship. Gabriella was from the Galleanist group from the Cronaca Sovversiva.
The Conspiracy of Cells of Fire is an anarchist nihilist urban guerrilla group from Greece who have carried out direct actions ranging from arson attacks to powerful wxplosive attacks such as that carried out against the Athens Courthouse in solidarity with their imprisoned members. The CCF also sent a number of packet bombs to different abbassadors and world capitalist leaders including Silvio Berlusconi. Currently there are members of the CCF under trial.
The Brigate Rosse (Red Brigades) were Marxist guerrilla group from the 1970s who carried out various armed actions against those power. Those years were called ‘’The years of Lead’’, in Italy, a time in which many anarchists also carried out direct action, and some formed the anarchist action group Azione Rivoluzionaria.
Max Stirner was an anarco-individualist theorist who was born in 1806 and died in 1856, his most popular (after L’Unico, my note) work was ‘’The Ego and Its Own’’ which caused unnumerable discussions within the anarchist movement, including the anarchists of action.

(extract from Dark Nights newsletter) nye 2011-2012.

lunedì 12 marzo 2012

VIVA L’ANARCHIA


VIVA L’ANARCHIA

Finche’ giu’ nelle mine, sui solchi, per le officine, su la soglia d’una chiesa, d’una caserma, d’un lupanare, a la lusinga d’un mezzano, per gli editti del re, sotto la ferula del padrone, ludibrio della ignoranza, della vilta’, della fame, si prostituisca un servo, ed il mondo civile non sia che l’ergastoslo del lavoro e del diritto;
Finche’ tra i campi si erga una siepe, tra le patrie na frontiera, tra il lavoro ed il pane la maledizione della bibbia, la sanzione dei codici, l’impunita’ dell’usura, della frode e della rapina, e tra gli uomini – nati nella stessa doglia – stiano l’ineguaglianza, il livore, il fratricidio; ed il mondo non sia che il turpe mercato in cui le braccia ed i cuori, la fede e gli orgogli, la coscienza e la giustizia si barattano oscenamente per una manciata di scudi;
Finche’ nessuno pretenda – e nessuno oso’ fino ad oggi, ne’ osa – che dopo di aver inabissato le sacerdotali autocrazie delle origini, gli imperi di diritto divino che nell’evo medio, le monarchie nobiliari che fino alla Dichiarazione dei Diritti ne tennero il posto; dopo di aver minato di acerbe differenze e di rivolte assidue il compromesso obliquo tra la dubbia grazia di dio e la frodata volonta’ della nazione, costringendo dai cieli in terra, dividendo tra la universalita’ dei cittadini, diritti e franchiglie della sovranita’, il prgresso abbia trovato le sue colonne d’Ercole, l’ultima Tule nella spargevole oligarchia d’aguzzini e di ladri che ci sta sul collo e dovizia e potenza ed ozii ripaga d’inedia, di pedate, di scherni;
Finche’, parallela e cotesta evoluzione del principio d’autorita’ – che trasmigrando dai cieli in terra, dal creatore in ciascuna delle sue creature, investite della facolta’ e della capacita’ riconosciute di eleggersi in propri governanti, implica in ciascuna di esse la liberta’ e la capacita’ di governarsi da se’, e nell’estrema conseguenza la negazione dello Stato – una piu’ profonda evoluzione s’accompagni e si acceleri per cui l’istituto della proprieta’ dalle sovrane onnipotenze, dalla santita’ e dalla inviolabilita’ quiritarie, dal diritto di usare, d’abusare di uomini e di cose, si e’ dovuto soggiogare qa riserve, a doveri, a funzioni ogni giorno piu’ varie e piu’ vaste di assistenza, di difesa, di guarantiglia, di sicurezza sociale, preludendo all’era prossima in cui la terra e la macchina, come l’aria e la luce, saranno patrimonio comune ed indivisibile, strumento ed arra della liberta’, della vita, del benessere, della gioia di tutti;
Finche’ sia ribellione alla tirannide, anelito di giustizia, sogno di fratellanza, spasimo di liberazione;
Finche’ sia verita’ generosa, accessibile realta’ del domani
In faccia ai castrati che ne inorridiscono, ai farisei che l’abiurano, ai pasciuti che v’imprecano, ai tartufi che se ne rodono, ai poltroni che la tradiscono, ai manigoldi che la perseguitano, ora e sempre:
VIVA L’ANARCHIA
Finche’ il sacrosanto diritto al pane alla conoscenza alla liberta’ alla pace che la sapienza di dio, la magninima virtu’ dei re, la segacia dei parlamenti non hanno saputo costringere su l’umano destino, permane aspirazione legittima, compito irrecusabile del proletario internazionale, e l’amancipazione dei lavoratori opera dei lavoratori stessi.
Finche’ scienza e religione, esperienza e storia grideranno su dall’abisso dei secoli che tra nubolose di fiamma cresimo’ il pianeta le origini ed i destini, che colla violenza soltanto per le zolle tenaci trova il germe le vie del sole e la gloria delle spighe; che non culmina senza dogli ne’ sangue agli orgogli della vita nuova d’idillio d’amore; che stanno fatali gli uragani sanguinanti del terrore fra rinnovamento e restaurazione;
In faccia ai castrati che ne allibiscono, ai farisei che l’abiurano, ai pasciuti che v’imprecano, ai tartufi che se ne rodono, ai poltroni che la tradiscono, ai manigoldi che l’inseguono, ora e sempre:

VIVA LA RIVOLUZIONE SOCIALE

Luigi Galleani

venerdì 9 marzo 2012

The Principle of Organization in Light of Anarchism, by Luigi Galleani


by Luigi Galleani

also contains a chonology of Luigi Galleani

galleani.pdf 290.82 KB

http://zinelibrary.info/files/galleani.pdf