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lunedì 19 dicembre 2011

CCF – Secondo processo per il “caso Halandri”. Primo giorno.


argomenti utilizzati durante la tentata evasione…

Un piccolo riassunto.

Primo giorno, 14 dicembre

L’udienza è durata molto poco perché l’avvocato Frangiskos Ragousis, che difende i fratelli Giorgos e Mihalis Nikolopoulos, e Christos Tsakalos ne ha chiesto la sospensione per suoi problemi di salute. Si tratta dello stesso avvocato che, scelto dai prigionieri, ha preso parte alle trattative con le autorità durante il tentativo di fuga dei membri della Cospirazione delle Cellule di Fuoco, lo scorso 12 dicembre.
Il quarto imputato, Damianos Bolano, è stato trasferito a Koridallos il pomeriggio del giorno precedente e per questo, non avendo avuto il tempo per trovare un avvocato, era rimasto senza difesa. I giudici gliene hanno assegnato due d’ufficio, i quali da vermi sfacciati hanno accettato. I giudici hanno chiesto a Damianos se li avesse accettati, ed egli non ha neanche risposto. Nemmeno secondo la loro stessa logica, quella del Dominio, sarebbero pronti per “rappresentare e difendere il loro cliente”, in quanto i fascicoli sul caso (che come avvocati dovrebbero studiare) costituiscono una enorme mole ed avrebbero solo 6 giorni per leggerli…
Comunque, i compagni hanno approfittato della loro presenza in aula per rilasciare alcune dichiarazioni politiche. Per iniziare hanno letto il comunicato della FAI italiana-”Cellula Free Eat e Billy” che rivendica l’invio del pacco bomba ad Ackermann, capo della Deutsche Bank.

Poi hanno dichiarato che “si tratta di un processo politico o, per dire meglio, di un tribunale militare in cui saranno processati dei guerriglieri urbani anarchici”. Hanno affermato tra le altre cose: “Non ci percepiamo come accusati, bensì come orgogliosi membri dell’organizzazione rivoluzionaria CCF. Per noi gli accusati siete voi giudici e p.m. e lo metteremo in evidenza durante questo processo. Non riconosciamo né il procedimento giudiziario né i p.m. capaci di processarci, da qua dentro sovvertiremo i termini con i quali si porta avanti questo processo per trasformarlo in un momento che farà conoscere le nostre convinzioni politiche.” Mihalis ha detto: “Noi siamo guerriglieri urbani, voi siete dei ‘magazzinieri di anime’, siete dei magazzini, che attraverso i vostri tribunali speciali cercate di reprimere l’azione rivoluzionaria”, questa frase si spiega perché in Grecia siamo soliti utilizzare con frequenza il termine “magazzino di anime” per riferirci alle galere ed alle loro condizioni. Ha aggiunto: “Sappiate, inquisitori della moderna mafia giudiziaria, che siamo in guerra. Combatteremo contro di voi. Abbiamo appreso come lottare contro lo Stato”. Christos Tsakalos ha sottolineato:”Alle domande formali tipo ‘Come si chiama?’ o sulla mia data di nascita non risponderò. Sono un membro della CCF, sono un anarchico ed un guerrigliero urbano. Le accuse contro di noi costituiscono un onore. Quel che cercheremo di dimostrare da qui, da questo tribunale militare che avete messo su, è che i veri colpevoli siete voi. Noi continueremo la nostra azione, perciò è meglio che stiate zitti e che non ci facciate delle domande”.
Inoltre, hanno segnalato che durante le prossime udienze entreranno nel merito della schedatura dei solidali che assistono al processo ed alla mancanza di registrazione audio del procedimento. Ricordiamo che si tratta nel primo caso di una presunta “misura di sicurezza” imposta dalla polizia e nel secondo della presunta “mancanza di soldi” del ministero della Giustizia. Durante il primo processo per il “caso Halandri”, durato da gennaio a luglio 2011, furono questi due “dettagli” -tra gli altri- a provocare l’assenza della metà degli imputati dal processo…

In generale, il clima era molto teso. All’inizio, Giorgos Nikolopoulos ha affermato “Siamo dei vostri solenni nemici”, tutti gli imputati hanno trattato i giudici con un visibile disprezzo, ecc. Per esempio, quando il giudice ha ricordato, in maniera formale, a Damianos che “lei ha il diritto ad essere rappresentato da un avvocato di fiducia”, questi l’ha zittito dicendo “Perché parli? Già lo so, non sarai tu a darmi lezioni di diritto.”
Nell’aula, all’interno del carcere di Koridallos, c’erano circa 20 amici e solidali, altrettanti tra testimoni dell’accusa e giornalisti, senza dimenticare l’obbligatoria presenza di una trentina di agenti in borghese. Fuori, gli agenti antisommossa e l’Unità Antiterrorista.
Il processo continuerà il 20 dicembre.

Il giorno prima, l’Assemblea Solidale ha organizzato al Politecnico di Atene un dibattito solidale sul processo in questione. Il manifesto è su questo link:

http://athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=1362512

Per fortuna i compagni che lunedì, 12 dicembre, hanno cercato di evadere hanno potuto chiamare dall’interno del carcere di Koridallos. Da segnalare che questa pratica, ovvero quella di organizzare dei dibattiti interattivi in cui i prigionieri intervengono telefonicamente in un’ora precedentemente concordata e con un sistema di altoparlanti che permette che si possa parlare con essi o porre loro delle domande, è frequente in Grecia. Hanno preso la parola Mihalis Nikolopoulos e Christos Tsakalos. Considerati gli avvenimenti di lunedì, hanno parlato del loro tentativo d’evasione e degli ostaggi, ma non sono entrati in grandi dettagli. Hanno confermato che al tentativo hanno preso parte anche altri due membri della CCF, Giorgos Nikolopoulos e Giorgos Polydoros, ma anche Theofilos Mavropoulos. Sulla questione della loro collaborazione con il “bandito” Panagiotis Vlastos hanno semplicemente detto: “Lui voleva uscire ed anche noi. E’ così.”
Salutando Christos ha detto :”Alla prossima.. fuga!”
In seguito ha chiamato la compagna Olga Ikonomidou dal carcere femminile di Eleonas, vicino Tebe. Ha parlato dei prossimi procedimenti penali e dei processi contro la CCF ed anche della condizione nel carcere femminile, ecc. Tra le altre cose, ha detto che “la presenza dei compagni solidali nei tribunali è certamente importante, ma un qualche manifesto per le strade, un qualche incendio… queste son cose che ci danno forza!”
Nel dibattito era anche presente un familiare della prigioniera anarchica Stella Adoniou, uno di quelli che era presente quando sono rimasti intrappolati nella sala dei colloqui di Koridallos per le 5 ore in cui sono durate le trattative del 12 dicembre. Ha parlato della solidarietà e della comprensione per il tentativo di evasione dei prigionieri, che sono state dimostrate dai 25 familiari che erano lì e dell’abuso e dell’intimidazione della polizia che hanno subito quanto sono usciti.
Le notizie di quei giorni erano piene di articoli sulla “collaborazione tra terroristi e criminali”, “gli anarchici armati di coltelli che si beffano delle antiquate misure di sicurezza nelle carceri” e di, come sempre accade in questi casi, riferimenti ad un “eroe che ha salvato la situazione”. Si tratta di un carceriere che “nonostante il panico è riuscito a schiacciare il bottone di sicurezza, chiudendo così la porta della sala dei colloqui, ultima porta che impediva la libertà ai prigionieri”. Le autorità stanno indagando su come la pistola ed i 3 coltelli da cucina (un altro coltello ed un giravite improvvisati, e dei cellulari) siano finiti nelle mani dei prigionieri. La foto degli “strumenti di fuga” è qui:

http://www.tovima.gr/society/article/?aid=434852


http://culmine.noblogs.org/2011/12/19/ccf-secondo-processo-per-il-caso-halandri%E2%80%9D-primo-giorno/#more-13087

CCF – Segundo juicio del “caso Halandri”. Día primero.


CCF – Segundo juicio del “caso Halandri”. Día primero.

Un pequeño resumen.

Día primero, 14 de diciembre

La sesión duró muy poco puesto que el abogado de defensa Frangiskos Ragousis, que representa a los hermanos Giorgos y Mihalis Nikolopoulos y al Christos Tsakalos, pidió suspenderla por sus razones de salud. Se trata del mismo abogado que, elegido por los presos, tomó parte en las negociaciones con las autoridades durante la fracasada fuga de los miembros de Conspiración el lunes, 12 de diciembre.
El cuarto acusado, Damianos Bolano, fue trasladado a Koridallos el día anterior por la tarde y por esto, no teniendo el tiempo para encontrar un/a abogado/a, apareció solo. Los jueces le asignaron dos abogados de oficio, los cuales siendo gusanos descarados, lo aceptaron. Los jueces preguntaron a Damianos si les iba a aceptarlos, él ni se molestó de responderlos. Ni siquiera según su propia lógica, la lógica del Dominio, serán preparados para “representar y defender a su cliente”, ya que los expedientes del caso (las cuales como abogados deberían de conocer) forman un enorme bulto y tendrán sólo 6 días para leerlos…
Sin embargo, los compañeros utilizaron su presencia en los juzgados para hacer unas declaraciones políticas. Para empezar leyeron el comunicado de la FAI italiana-”Célula Libertad a Eat y Billy” que reivindica el envío de paquete-bomba al Ackermann, jefe del Deutsche Bank (Banco Alemán). Luego, declararon que “se trata de un juicio político o, mejor decir, de un tribunal militar en que serán juzgados anarquistas guerrilleros urbanos”. Dijeron , entre otras : “A nosotros mismos no nos percibimos como unos acusados sino como orgullosos miembros de la organización revolucionaria CCF. Para nosotros los acusados son los jueces y fiscales y lo haremos destacar durante este juicio. No reconocemos al procedimiento judicial ni a los fiscales como capaces de juzgarnos, pero desde aquí dentro subvertiremos los términos con cuales este juicio se lleva a cabo para convertirlo en un paso de dar a conocer nuestras convicciones políticas.” Mihalis dijo : “Nosotros somos guerrilleros urbanos, vosotros sois “almacenistas de almas”, sois almacenes mismos, los que tras vuestros tribunales especiales intentáis de reprimir la acción revolucionaria”, dado que en Grecia utilizamos frecuentemente el término “almacén de almas” para referirnos a los cárceles y sus condiciones. Añadió: “Que saben ustedes, los inquisidores de la moderna mafia judicial, que tenemos guerra. Combatiremos contra ustedes. Hemos aprendido como luchar contra el Estado”. Christos Tsakalos aclaró :”A las preguntas formales al estilo “¿Cómo se llamen usted ?” o sobre mi fecha de nacimiento no voy a responder. Soy miembro de CCF, soy anarquista y guerrillero urbano. Los cargos que nos han adjudicado para nosotros constituyen un honor. Lo que vamos a demostrar desde aquí, desde ese tribunal militar que ustedes han montado, es que verdaderos culpables son ustedes. Nosotros seguiremos nuestra acción, entonces mejor que se callan ustedes y no nos hacen preguntas”.
Además, señalaron que durante las siguientes audiencias harán una referencia y responderán a la cuestión de fichaje de lxs solidarixs que asisten al juicio y a la falta de grabación audio de los procedimientos. Recordamos que se trata de la llamada “medidas de seguridad” impuesta por la policía y de la supuesta “falta de dinero” del Ministerio de la Justicia. En el primer juicio del caso Halandri, que duró desde enero hasta julio de 2011, fueron esos dos “detalles” que, entre otros, causaron la ausencia de la mitad de lxs acusadxs del juicio…
En general, el clima fue muy cargado. Ya al inicio Giorgos Nikolopoulos dijo “Somos vuestros solemnes enemigos”, todos los acusados trataron a los jueces con un desprecio visible, etc. Por ejemplo cuando el juez recordó, de manera formal, al Damianos que “usted tiene derecho a ser representado por abogado de defensa”, éste le cortó diciendo “Tú, ¿por qué hablas? Ya lo sé y tú no me darás clases de derecho.”
En la sala judicial de los cárceles de Koridallos hubo algunxs 20 amigxs y solidarixs, otro tanto de lxs testigxs de acusación y periodistas, sin olvidar de la presencia obligatoria de unos 30 “muebles humanos” de secretas. Afuera antidisturbios y la Unidad Antiterrorista.
Juicio seguirá el 20 de diciembre.

El día anterior, Asamblea de Solidaridad organizó en la Politécnica de Atenas una charla solidaria a la viste del juicio.
Cartel está aquí:
http://athens.indymedia.org/front.php3?lang=el&article_id=1362512

Por suerte los compañeros que el lunes 12 de diciembre intentaron fugarse pudieron llamar desde Koridallos. Tenemos que señalar que esta práctica, pues organizar una charla interactiva en que lxs presxs llaman por teléfono a la hora acordada anteriormente y por un sistema de altavoces se puede hablar con ellos y hacer preguntas, se hace en Grecia bastante veces. La palabra tomaron Mihalis Nikolopoulos y Christos Tsakalos. Dados los acontecimientos del lunes, hablaron principalmente sobre su intento de fuga y la toma de rehenes, sin pero entrar en grandes detalles. Confirmaron que en el intento tomaron parte también dos otros miembros de CCF, Giorgos Nikolopoulos y Giorgos Polydoros, pero también Theofilos Mavropoulos. Refiriéndose a la cuestión de su colaboración con el “bandido” Panagiotis Vlastos dijeron simplemente “Él quería salir, nosotros también. Eso es.”
Despidiéndose Christos dijo :”Hasta la próxima..¡ fuga!”
A continuación llamó la compañera Olga Ikonomidou desde cárcel de mujeres Eleonas cerca de Thiva (Tebes). Habló sobre los siguientes procesamientos penales y juicios que espera la Conspiración, un poco sobre las condiciones en la cárcel de mujeres, etc. Dijo, entre otras, que “la presencia de lxs compañerxs solidarixs en los juzgados sí que es importante pero algún cartel pegado por las calles, algún incendio…¡esas son cosas que nos dan fuerza!”
En la charla estaba presente también un familiar de presa anarquista Stella Adoniou, uno que estaba entre lxs que fuerxn atrapadxs en la sala de visitas durante 5 horas que duró la toma de rehenes. Habló sobre la solidaridad y compresión hacia el intento de fuga de los presos, mostradas por 25 familiares que estaban allí y sobre el abuso e intimidación policial que sufrieron al salir.
Mientras, las noticias esos días fueran llenas de artículos sobre “cooperación entre terroristas y criminales”, “los anarquistas armados con cuchillos se burlan de las anticuadas medidas de seguridad en las cárceles” y como siempre en estos casos no faltaron referencias a un “héroe que salvó la situación”. Se trata de un carcelero que “a pesar del pánico logró tocar el botón de seguridad así cerrando la puerta de la sala de visitas, la última puerta que guardaba presos de su libertad”. Las autoridades investigan como el pistola y los 3 cuchillos de cocina (además un cuchillo ,un destornillador improvisados y teléfonos móviles) llegaron a los manos de presos. La foto de los “instrumentos de fuga” está aquí

http://www.tovima.gr/society/article/?aid=434852


http://culmine.noblogs.org/2011/12/19/ccf-segundo-juicio-del-%E2%80%9Ccaso-halandri%E2%80%9D-dia-primero/#more-13081

giovedì 15 dicembre 2011

(en/it)-C.C.F. TRIAL UPDATE,(second Halandri case trial) DAY 1. 14/12/11-Athens


C.C.F. TRIAL UPDATE, (second Halandri case trial)

DAY 1.

14/12/11


The court was adjourned until 20/12/11 at 9am after the demand of defence advocate F.Ragousis. Ragousis represents Mihalis and Giorgos Nikolopoulos and Christos Tsakalos. Damiano Bolano appeared without a lawyer. The comrade was transferred yesterday afternoon from Trikala prisons to Koridallos and consequently could not have found a lawyer, let alone be prepared for the trial. The court self-appointed two defence advocates who accepted their appointment. The chairman of the court gave the suffice, for him, deadline of 6 days to study a massive trial brief such as the 1 Halandri case one.


In the political part, the comrades began with a political statement while reading the communiqué

of F.A.I./Freedom to Eat and Billy Cell/ I.R.F. concerning the mailing of a bomb letter to the central offices of Deutsche Bank in Frankfurt, with Ackerman as the receiver.

http://actforfree.nostate.net/?p=6960

The comrades from the first moment declared that this is a political trial or better a court martial, where anarchist urban guerrillas are being tried. They continued saying that they do not realize their selves as defendants, but as proud members of the revolutionary organization C.C.F. and that for them defendants are the prosecutors and judges, which they will show during the court-martial that is taking place in Koridallos prisons. They unanimously declared that they do not recognize this procedure or the prosecutors as their judges but through that they will reverse the terms with which the trial is taking place transforming it into a step to promote their political beliefs.


Finally, matters were mentioned but will be analysed in the process, the matter of filing the information of those who attend the court in solidarity by the anti-terrorist and the cops and the non-recording of the trial minutes.

Actforfreedomnow!boubourAs

http://actforfree.nostate.net/?p=7084#more-7084


C.C.F. – Secondo processo per il caso Halandri, prima udienza

La corte è stata aggiornata fino al 20 dicembre 2001, alle 9, dopo la richiesta dell’avvocato della difesa F. Ragousis. Ragousis difende Mihalis e Giorgos Nikolopoulos e Christos Tsakalos. Damiano Bolano si è presentato senza un avvocato. Il compagno è stato trasferito ieri pomeriggio dalla prigione Trikala a quella di Koridallos è conseguentemente non ha trovato un avvocato, lasciato da solo a prepararsi per l’udienza. La corte ha assegnato due avvocati difensori che hanno accettato la loro assegnazione. Il presidente della corte ha dato il sufficiente, per lui, termine massimo di sei giorni per studiare un massiccio riassunto del processo come il primo del caso Halandri.

Nella parte politica, i compagni hanno iniziato con una dichiarazione politica mentre leggevano il comunicato della Cellula Free Eat e Billy FAI/FRIconcernente la spedizione del pacco bomba agli uffici centrali della Deutsche Bank a Francoforte, con Ackermann come destinatario.
I compagni in un primo momento hanno dichiarato che questo è un processo politico o meglio una corte marziale, dove i guerriglieri urbani anarchici sono processati. Hanno continuato dicendo che non si riconoscono come accusati, ma come orgogliosi membri dell’organizzazione rivoluzionaria C.C.F. e che per loro gli accusati sono gli accusatori ed i giudici, cosa che mostreranno durante la corte marziale che sta avendo luogo nella prigione Koridallos. Hanno unanimemente dichiarato che non riconoscono questa procedura o gli accusatori come loro giudici ma attraverso ciò invertiranno i termini con cui il processo sta avendo luogo trasformandolo in un passo per promuovere le loro convinzioni politiche.
Alla fine, sono stati menzionati argomenti ma saranno analizzati nel processo, il fatto della schedatura dei solidali che assistono al processo dall’anti-terrorismo e dagli sbirri ed il non registrare il processo stesso.

http://culmine.noblogs.org/2011/12/09/dalla-stampa-italiana-volantino-di-rivendicazione-della-cellula-free-eat-e-billy-faifri/

traduzione dal greco all’inglese: Actforfreedomnow!boubourAs

http://culmine.noblogs.org/