Visualizzazione post con etichetta anti cop. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta anti cop. Mostra tutti i post

domenica 20 maggio 2012

GIANNI DE GENNARO: UNA CARRIERA COL MARCHIO FBI

Pare che anche a Monti possa capitare di dire la verità. Secondo alcuni organi d'informazione, Monti avrebbe infatti dichiarato che l'Italia non è una colonia dell'Unione Europea. [1]
L'Italia, e anche la stessa Unione Europea, sono infatti colonie della NATO. Monti, prima di diventare Presidente del Consiglio, era un advisor del Consiglio Atlantico della NATO; lo stesso vale per l'attuale ministro della Difesa, Di Paola, che è stato presidente del Comitato militare della NATO sino al novembre scorso.
Ma c'era bisogno di rafforzare la presenza americana nel governo, così Monti ha nominato Gianni De Gennaro a sottosegretario, con incarico di Autorità sulla "intelligence", cioè sui servizi segreti. Già prima della nomina a sottosegretario, De Gennaro era il supercapo dei servizi segreti, ed ora ne diventa una sorta di divinità. De Gennaro è l'uomo la cui fama è legata soprattutto alla vicenda del massacro nella scuola Diaz di Genova, ma che avrebbe anche altri motivi per essere giustamente famoso.
De Gennaro è infatti l'uomo di fiducia del Federal Bureau of Investigation. Dal sito dello stesso FBI, si apprende infatti che De Gennaro nel 2006 è stato insignito della medaglia per "Meritorious Achievement", una delle maggiori onorificenze concesse dal Bureau. [2]
Tra le imprese meritorie di De Gennaro di cui si parla nella motivazione ufficiale del premio, c'è anche quella di aver operato per più di trenta anni da "consigliere informale" degli ambasciatori statunitensi in Italia. Gli "informali" potrebbero quindi adottare De Gennaro addirittura come loro maestro. Qualcuno direbbe che De Gennaro fa la spia per conto degli ambasciatori americani, ma si tratterebbe chiaramente di calunnie senza fondamento.
A confermare l'assoluta affidabilità di De Gennaro provvedono infatti gli stessi Americani. Quando, nel 2010, Ciancimino figlio ha tirato in ballo il nome di De Gennaro a proposito di favoreggiamento nei confronti della mafia, il soccorso è immediatamente arrivato dal direttore FBI, Robert S. Mueller, che ci ha garantito che De Gennaro è un insospettabile, poiché egli ha collaborato per "quasi" trenta anni con la superpolizia federale statunitense. C'è questa piccola dissonanza tra le due dichiarazioni di fonte FBI: più di trenta anni nella motivazione ufficiale del premio, quasi trenta anni nella dichiarazione a sostegno. Forse non significa nulla, ma potrebbe anche indicare che la collaborazione di De Gennaro con gli USA era cominciata molto prima che avesse il crisma dell'ufficialità. [3]
Non c'è quindi da sorprendersi che sia stato Ciancimino a finire nei guai dopo le sue accuse a De Gennaro. A sua volta nel 2000 De Gennaro si era fatto garante di un altro poliziotto accusato di rapporti con la mafia, Ignazio D'Antone. In quell'occasione De Gennaro aveva agito facendo squadra con Antonio Manganelli (attuale capo della polizia, divenuto leggendario per il suo mega-stipendio) e, infine, con Arnaldo La Barbera. [4]
La Barbera è morto nel 2002, prima di dover rispondere di depistaggio per la strage di Borsellino e della sua scorta. A proposito di La Barbera è risultato anche che fosse al contempo capo della Squadra Mobile di Palermo ed agente del SISDE.[5]
Manco a dirlo, il trio De Gennaro-Manganelli-La Barbera è lo stesso che stava dietro i fatti di Genova. Insomma, ci si dava una mano quando era necessario. Il tutto però sotto la sacra tutela del Federal Bureau of Investigation.
Il bello è che non c'è assolutamente nulla di segreto, poichè l'FBI certe notizie su De Gennaro te le sbatte in faccia addirittura dal suo sito ufficiale. Tanto nessun giornalista andrebbe mai a recuperare certe informazioni sulle ingerenze USA in Italia per metterle nella opportuna evidenza. Eccoli invece gli opinionisti ufficiali, tutti seri e impegnati, a fare l'esegesi delle elucubrazioni di un poetastro mitomane, che chiaramente non ha nessun legame con l'attentato al manager di Ansaldo Nucleare.[6]
Il primo a rivelare agli Italiani che De Gennaro è un "manutengolo dell'FBI" è stato Francesco Cossiga, in un discorso in senato in seguito a delle sue interpellanze presentate al governo Prodi. Il discorso di Cossiga fu mandato suo tempo in tv, ed è reperibile ora su Youtube. [7]
Ciò non impedì allo stesso governo Prodi di nominare, nel gennaio 2008, De Gennaro alla carica di commissario straordinario all'emergenza-rifiuti in Campania, così che non fu difficile capire che in quella strana emergenza c'era di mezzo qualche interesse statunitense. [8]
In quella circostanza i due partiti comunisti al governo con Prodi ingoiarono il rospo, e qualche loro esponente farfugliò come scusa che l'incarico di commissario per l'emergenza-rifiuti avrebbe potuto costituire per De Gennaro l'occasione per riscattarsi dai fatti di Genova. In realtà la costante di tutti i passi della vicenda di De Gennaro è la presenza dei servizi segreti, che con lui sono andati a gestire direttamente l'emergenza- rifiuti.
Ma l'impronta dei servizi segreti non mancò neppure nei fatti di Genova. Pochi giorni prima del G8, il 23 giugno, il quotidiano "La Repubblica" infatti pubblicò un'allarmante informativa del SISDE, che narrava una di quelle fiabe inquietanti che fanno parte del tipico repertorio del vittimismo preventivo e pretestuoso del potere. Secondo il SISDE, i manifestanti di Genova avrebbero avuto l'intenzione di sequestrare dei poliziotti per usarli come "scudi umani". Quindi il massacro di Genova era stato non solo preordinato, ma anche annunciato.[9]

[1] http://www.blitzquotidiano.it/rassegna-stampa/bot-rehn-monti-manovra-1228464/
[2] http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=http://www.fbi.gov/news/pressrel/press-releases/fbis-medal-of-meritorious-achievement&ei=Qi-xT-kskZazBoumzY4E&sa=X&oi=translate&ct=result&resnum=1&ved=0CCkQ7gEwAA&prev=/search%3Fq%3Dgianni%2Bde%2Bgennaro%2Bfbi%26hl%3Dit%26prmd%3Dimvns
[3] http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/articolo497500.shtml
[4] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/11/28/de-gennaro-manganelli-la-barbera-difendono-investigatore.html
[5] http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/09/news/la_barbera_servizi-4684087/
[6] http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=10091
[7] http://www.youtube.com/watch?v=7Bp4GttxHqE
[8] http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=77417
[9] http://www.repubblica.it/online/politica/gottodue/sisde/sisde.html


 --estratto da
http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=487

giovedì 17 maggio 2012

Trieste, muore a 32 anni in questura. Indagato dirigente della polizia

Il Fatto Quotidiano >
Trieste, muore a 32 anni in questura. Indagato dirigente della polizia
Inchiesta sul capo dell'ufficio immigrazione del capoluogo giuliano, accusato di omicidio colposo e sequestro di persona. La giovane, infatti, non doveva essere trattenuta in cella di sicurezza, ma accompagnata al Cie. Nell'ufficio del funzionario trovato anche il cartello "Ufficio epurazione" e una foto di Mussolini
Il capo dell’ufficio immigrazione di Trieste Carlo Biffi è indagato per omicidio colposo e sequestro di persona per la morte di una donna di 32 anni avvenuta in una camera di sicurezza della polizia. Alina Bonar Diachuk era ucraina e aveva 32 anni: un mese fa era stata trovata con un cappio al collo al termosifone di una cella del commissariato di Villa Opicina, una frazione del capoluogo giuliano, dove era custodita da due giorni. Un episodio sul quale è stata aperta un’inchiesta della Procura che non solo si potrebbe estendere anche ad altri agenti della questura, ma anche ad altri aspetti: tra questi anche il cartello “Ufficio epurazione” attaccato all’interno dell’ufficio immigrazione e una foto di Benito Mussolini affissa nelle stesse stanze. Una storia raccontata dal Piccolo di Trieste e ripresa anche dal Manifesto.
La morte. Secondo i primi rilievi dei magistrati la Diachuk in realtà non doveva essere trattenuta in custodia dalla polizia. Era stata infatti accusata di favoreggiamento all’immigrazione e aveva patteggiato, così era tornata in libertà il 14 aprile: avrebbe dovuto essere trasferita nel Centro di identificazione ed espulsione di Bologna. Al contrario dopo la lettura della sentenza era stata sì prelevata da una pattuglia della polizia, ma trovata morta dopo due giorni nella camera di sicurezza. Sulla cella vigilava una telecamera di sicurezza ma per i 40 minuti di agonia della donna nessuno ha notato cosa stava accadendo (inoltre la ragazza aveva già tentato di togliersi la vita in carcere). Una serie di anomalie che ha spinto la magistratura ad aprire un’indagine.
Per capire qualcosa di più la Procura ha disposto la perquisizione degli uffici del commissariato e gli agenti si sono imbattuti nel cartello “Ufficio epurazione” e nella foto di Benito Mussolini. Ma non solo: nell’abitazione di Biffi sono stati trovati alcuni libri dal contenuto antisemita: “Come riconoscere e spiegare l’ebreo”, “La difesa della razza” di Julius Evola, “Mein Kampf” di Adolf Hitler, “La questione ebraica”. In Procura, al momento non intendono dare grande rilievo all’altro aspetto emerso durante le indagini, e cioè all’acquisizione di materiale di natura antisemita e di cartucce trovate in casa di Baffi durante una perquisizione. Materiale, quello documentale, giustificato da un sindacato di Polizia dal fatto che Baffi abbia lavorato anche alla Digos. “I rapporti con la Questura di Trieste – afferma Dalla Costa – sono sempre ottimi e collaborativi, tanto che il questore mi ha assegnato suo personale proprio per sviluppare questa indagine. Non c’è alcun ostruzionismo da parte della Questura”, ribadisce il capo della Procura.
Le indagini condotte dal pm Massimo De Bortoli devono verificare se in effetti la Diachuk fosse trattenuta in commissariato senza alcun titolo, se fosse chiusa a chiave dentro una stanza e se si sia trattato di un caso isolato, o, come ha confermato il procuratore capo Michele Dalla Costa, ci siano stati altri casi di stranieri trattenuti a Opicina senza alcun titolo. “Stiamo valutando decine di posizioni, a partire dal secondo semestre del 2011, per verificare se quello dell’ucraina sia stato un caso isolato o meno” conferma Dalla Costa.
Gruppi politici e realtà di movimento hanno indetto per oggi un presidio per protestare.

ヅ Toghe VS servizi segreti: LE COMICHE. ヅ

La vendetta delle toghe. Dall’armadio della vergogna altre rivelazioni clamorose.
Da P.zza Portoria un ordine perentorio. Stroncare lo 007 dei servizi segreti. Ecco come la Procura di Genova intendeva incastrare un agente del Sismi… E come invece ha toppato.
Altana sfigato: Toghe VS servizi segreti
Altana sfigato: Toghe VS servizi segreti

Ve l’avevamo detto. L’ “Armadio della vergogna” di Palazzo di Giustizia di Genova  è depositario di grandi segreti che qualcuno vorrebbe rimanessero sopiti per molto tempo ancora. Stavolta però l’esilarante indiscrezione che trapela ha  proprio del  comico. Un vero,  vero, e  scusate  ancora,  vero spasso. Ecco i  verbali  dello scandalo.
Altana  Pietro, agente  del  Sismi (ex Servizio Segreto  Militare  ora  Aise) in  servizio  effettivo permanente ed  all’occorrenza a  part-time  anche  per  Sisde (l’ex  Servizio Segreto  Civile  ora Aisi) ha  un  curriculum  criminale davvero  invidiabile ed  ben  più  lungo  di  quel  che  si  supponeva. In  alcuni  articoli sul  portale  Indymedia  (vedi  link a  margine  dell’articolo)  è  stato svelato l’ampio  background delinquenziale del  losco  figuro. Il debutto ufficiale  come  fuorilegge avviene  in  giovane età  rimediando una  condanna a  16 mesi di  reclusione per “diserzione” (rifiuto  di  indossare    la  divisa militare) scontata  nelle patrie  galere  (Carcere  Militare  di  Gaeta  e Forte  Boccea).
La consacrazione a  spia  del  servizio  segreto  militare avviene  però all’inizio negli  anni  ’90. Alle dipendenze   del Sismi spia  per  lungo  tempo  gli  iraniani  della  società islamica Irasco (società su  cui  ha aperto  recentemente un’inchiesta per  export  illegale  di  armamenti e tecnologie  proibite anche  il  Governo Federale Americano  chiedendo all’Italia  una  rogatoria  internazionale).

- “Altana Pietro: 007 del SISMI che spia centri sociali, IRANIANI, fiscalisti, alta finanza ...”
http://lombardia.indymedia.org/node/21719
-  “Altana Pietro e il SISMI han ciulato gli Iraniani?”
- “IRASCO: ecco come gli iraniani hanno beffato gli USA
- Embargo & IRASCO: ecco le imprese USA che hanno esportato in IRAN”

La carriera  di  agente segreto  fa  un   salto di qualità   nel periodo  pre G8 (2000-2001),  quando dai  servizi  segreti (o  disservizi è  la  stessa  cosa) viene  infiltrato  con  successo in  diversi centri  sociali di Milano,  Torino e  Genova (lo Zapata, l’Askatasuna, El  Paso, l’Inmensa, il  Leoncavallo,  ed  altri.

-  “Altana Pietro: lo 007 del SISMI che spiava i centri sociali (e non solo)
-  “Scoop: Ecco come il SISMI spia i centri sociali

Tra gli  osservati  speciali vengono  segnalate  anche molte società  dell’alta  finanza (come l’ENI, Telecom, CIR, Coeclerici, Juventus FC, PDS  e molte altre), nonché Banche  (tipo  Unicredit, Banca  Carige) e  a  seguire  prestigiosi  studi  legali  (lo Studio  Legale  Roppo  &  Canepa, Studio  Legale  Bonelli  Erede  &  Pappalardo, Studio Legale  Carbone  &  D’Angelo, Studio  Uckmar  etc  etc).

- “Il SISMI spiava la JUVENTUS FC?
http://piemonte.indymedia.org/../article/9709
- “I servizi segreti spiavano comunisti e missini”.


- “Banca CARIGE: ecco come rubano i dipendenti infedeli”.
http://piemonte.indymedia.org/../article/9167

A  rivelare  tutto  questo po pò   di  indiscrezioni è  un delicato carteggio sequestrato alla  spia  nel  corso  d’una  inchiesta  condotta dal  P.M. sanremese  Anna Canepa nel 2004, i dossier son confluiti poi nel  famoso  armadio/dimenticatoio denominato “Armadio della  vergogna” per  essere  consegnati  all’oblio. Ma   procediamo  con un  minimo  d’ordine.
All’epoca  dei  fatti  di  cui  stiamo parlando  è  in  essere  un’operazione  del SISMI denominata: “Operazione Cavallo di Troia”.  Di  che  si  tratta non  è  difficile  intuirlo.   Anche le città più fortificate possono essere conquistate senza dar battaglia. Come fece Ulisse, con la  sua scaltra intrusione nella fortezza del nemico. Esattamente  quello che ha fatto  il Servizio segreto militare.
 Milano Finanza e il quotidiano di Genova Il Secolo XIX in una serie di articoli dedicati all’agente segreto intuiscono già la tattica dell’intelligence nostrana: “…schedati a Genova banche e avvocati, si infiltrò nei centri sociali per il G8 Sentenza-choc: lavorava davvero per i servizi segreti, ma ha esagerato …cercava documenti top secret, facendo l'addetto delle pulizie di alcune aziende genovesi … poi una volta o due a settimana consegnava tutto al suo contatto, un maresciallo della Guardia di Finanza…”.(Il Secolo XIX  5 novembre 2009).  “Grandi Intrighi. Alla Procura di Genova un archivio dei rapporti tra politica, finanza e servizi segreti”. (Milano Finanza 15  agosto 2009).


Per  diversi anni i servizi segreti utilizzano un’impresa di pulizie industriali per infiltrarsi in  diversi  ambienti  di  un  certo livello.  L’impresa si chiamava o si chiama - (forse  è  ancora  attiva  chi  lo  sa)  Altana Pietro Impresa Pulizie Industriali.  Specialità - ovviamente - le  pulizie di  uffici  e  grandi  complessi  industriali. Altana Pietro, con il supporto logistico del Sismi, non ha difficoltà alcuna a dotarsi d’un background con in controfiocchi e ad accreditarsi presso i  soggetti  Target.
 Vengono messi sotto  osservazione  un numero  impressionante di  obiettivi importanti. Ben presto, vien perso il senso della  misura. L’intelligence in  preda  al  delirio  di onnipotenza alza il  tiro pensando  di  poter  spiare  tutti indiscriminatamente, cani  e porci. La  voglia  di  strafare sarà fatale.  I  servizi  segreti  fanno  un  passo  falso (e forse più  d’uno). Assoggettano a controllo l’obiettivo  sbagliato. Uno  degli  studi legali  tenuto  d’occhio dalle  barbe  finte  dopo  qualche  tempo scopre  la  tresca. E’ lo  studio legale  degli  Avvocati   Vincenzo  Roppo  & Paolo Canepa  (Roppo & Canepa  Associazione  Professionale). I due  avvocati intuito d’essere in  qualche modo attenzionati lanciano  l’SOS a  360° chiamando  a  raccolta  la  potente  lobby dei  giuristi. La  voce  circola rapidamente.  Sapete  Genova   com’è, piccola  e  pettegola.   Inesorabilmente volge  al termine il  brillante  business  del  Sismi  all’ombra  della  lanterna. Da  questo  momento in  poi  la  parola  d’ordine  sarà solo una:  “fare  terra  bruciata”  intorno  all’uomo  del  Sismi. All’uopo entra  in  scena la  sorella  del  socio  dell’Avv.  Roppo, il magistrato  Anna  Canepa (noto  esponente  di  Magistratura  Democratica  e componente dell’antimafia).  Chi  la  conosce  bene sostiene che non sia un essere umano. Forse  è di plastica (la   chiamano  amabilmente la Barbie dei  magistrati). Anche lei offre  il  suo  fattivo  contributo. Mentre  lo  007 è  in  procinto  di  consegnare documenti riservati ai  suoi  superiori  vien  organizzato  un  blitz dal “giudice  ragazzino”. Lo  sbirro del  Sismi vien  fatto  arrestare  dal magistrato  Anna  Canepa,  portato a giudizio e  condannato.

- “Ecco come il Sismi spiava Roppo & Canepa (nonché CARIGE e CIR)”
http://piemonte.indymedia.org/../article/8908

- “Altana Pietro (Sismi) colpisce ancora
http://piemonte.indymedia.org/../article/9264

Una  domanda è  d’obbligo,  sennò  quì  rischiamo  di  capirci  più una  mazza.  Ma i servizi  segreti  non  controllano tutti gli  organismi  di  Polizia? Forse ci  toccherà sfatare anche  questa  leggenda  metropolitana. Direte  voi:  ma  come  è  possibile  che forse  di polizia (forse) siano  in  antitesi  con i  servizi  segreti? Non  dovrebbe  esserci  tra  questi  un rapporto di interazione  e  scambio? Si, nelle  fiction  cinematografiche senz’altro. Nella  realtà quotidiana non  è  proprio  così. Se  gli  uni  possono trombare gli  altro lo  fanno senza  pensarci  due  volte. Esattamente  quel  che  accadrà  al  nostro sfigato-man 007 Altana  Pietro.
 Sentite  che  succede nel  2003.
A  Genova le  forse  (ヅ)  dell’ordine - forse -  ricevono un’informativa secondo  la quale risulta che un’impresa del  Sismi (Altana  Pietro pulizie  industriali)  stia  attenzionando da  qualche  tempo  una  importante società  di  informatica con  sede  nei  pressi di  Corte  Lambruschini: ragione  sociale Softjam  Srl (Corso  Buenos  Ayres, Genova). Cosa stiano cercano  i servizi  segreti all’interno  di  questa azienda  non  è  ben chiaro. Forse il  Sismi  punta all’aristocratica  clientela dell’azienda  (annoverate  fra queste società come Banca  Carige, AMT, Comune  di  Genova, Grandi Navi Veloci, Costa  Crociere, Maersk, Microsoft, PiaggioPremuda, Porto Petroli, Shell, Tarros, Brembo, RSA, Siat, Veolia, VTE, Tirreno  Power  etc  etc).  Ciò  che  è  chiaro invece è  che và  stroncata  a  tutti costi la  fastidiosa attività  di  intelligence. Poliziotti, manager, analisti  e sistemisti della  software  house studiano  come  tessere la  loro  una ragnatela.
Il piano è diabolicamente  perverso.   Gli  investigatori sanno  che lo  007 controlla periodicamente  computer,  documenti  e  archivi  della società informatica. La  Polizia, in  accordo  col  management  dell’azienda  imbottisce  i  cassetti  delle  scrivanie  di  soldi nella  certezza  che  lo  sbirro del  Sismi  non saprà  resistere  alla  tentazione  di  metterseli  in  tasca  (l’appeal dei quattrini  è  irresistibile   funziona  sempre). La  Polizia  Scientifica  piazza  anche  delle microcamere  per  riprendere  e  filmare Altana  Pietro mentre  spia e  farà  man  bassa  di  banconote. Così  da  far  scattare l’arresto  in  flagranza  di  reato.
Ecco  il  primo  colpo  di  scena:
"...si notava dalla telecamera che il titolare dell'impresa  delle pulizie tale Altana Pietro, meglio generalizzato in oggetto, apriva  il cassetto e dopo aver aperto la  scatola contenente  il denaro lo contava  e lo  riponeva  al proprio posto. Dopo  le pulizie il personale dipendente  in appostamento provvedeva  a verificare  le banconote al fine di effettuare  un arresto in flagranza  di reato, ma si constatava che nulla era stato asportato". (Verbale del Commissariato di Polizia P.zza Matteotti del 22 febbraio 2003). 

Rimangono   tutti  di  merda. Anche l’amministratore  della  Società Softjam, l’Ing.  Marco  Rampini  è  attonito. L’istigazione  a delinquere  è quasi perfetta ma non  sortisce gli  effetti  sperati.  Cacchio  ma  proprio  a  loro  doveva  capitare  uno  sbirro onesto.

La  polizia  non  desiste. I  cassetti dell’azienda rimangono comunque sempre ricolmi  di  contante. Basta  un  gesto sbagliato  e  zac. Altana  ce  l’ha  in quel  posto. Durante  le operazioni di  pulizie  l’agente  del  Sismi vien  ben  distintamente ripreso nell’intento di  controllare  documenti e computers. Recita nuovamente il  verbale: gli agenti di Polizia "....effettuavano un controllo al fine di verificare  un eventuale ammanco di denaro. L'esito del controllo era negativo ed i due (Altana  e sua collaboratrice) venivano lasciati allontanare senza  intervenire al fine di non destare sospetti... da una successiva  visione della registrazione  però, emergeva che  alle ore 8.35 circa l'Altana  si avvicinava  alla cassettiera  chiusa, la apriva  con una chiave, o con un attrezzo, prelevava la scatola contenente  il denaro, contava  i soldi, poi leggeva  un foglio di carta  contenuto insieme  al denaro ed infine  riponeva  il tutto, richiudendo la cassettiera a chiave..." ("Annotazione  inerente   furti"   del Commissariato Centro di P.zza  Matteotti del 1 Febbraio 2003).  Belin   non  si registra nuovamente nessuna  ruberia.
La  faccenda  si  fa più  complessa  del  previsto.
Visto  che  lo  007 del  Sismi  non   sottrae  alcunché, per  rendere  più  verosimile la  storia  degli  ammanchi  “qualcuno” (evidentemente diverso dall’integerrimo coglione dell’intelligence)  provvede  ad  alleggerire  i cassetti  della  società  informatica di  qualche  manciata  di  banconote. I  furti  avvengono  a  notte  fonda,  in  pieno  buio  senza  accendere  alcuna  luce  (come se  chi sgraffigna sapesse ch’erano piazzate le microcamere). Vengono arraffati 550  euro una  prima  volta e altri  400  euro  una  seconda. In  quei  due  giorni  però,  per l’ora  degli  ammanchi l’agente  segreto   esibisce  un  alibi  di  ferro (è  in  trasferta  lontano  da  Genova per  il  Sismi). Naturalmente  le  microcamere  della  polizia  scientifica  filmano  il buio  totale.  La  scientifica verbalizza: “…dalle riprese  con la  telecamera visionate  unitamente  al personale di Polizia si vede  che  entra una persona con una torcia elettrica, si reca  nella scrivania, ed asporta  la somma  di cui sopra, non si può identificare la  persona perchè  la stanza  è  rimasta completamente  al buio…”.

Guai  a voi se adesso v’azzardate  a  fare  paragoni impropri. Me  li  immagino  già gli accostamenti  e  le  analogie a  sproposito. Tipo  le  bombe  molotov  del  G8. Quelle famose  messe  lì  apposta  da alcuni  polliziotti  disonesti (proprio  “polli”)   per  trombare gli sprovveduti  no-global. Lungi  da  noi  affermare ste  minchiate. Però  è  vero che il  vizio  di sparare  cazzate quello  è  duro  a morire. Quando  fabbricano storie  inverosimili alcuni manco riflettono sulle idiozie che dicono. Infatti  ragioniamo  un po’.  Se  la stanza è  rimasta completamente al buio, tanto  che non si  riescono  ad  identificare  persino le  sembianze del ladro,  come   fa  la Polizia a dire  che “…si  vede che  asporta  la somma di  cui sopra”? Ulteriore  enigma. I  segugi della Polizia fanno  riferimento ad  un  altro  furto avvenuto sempre al buio fitto  il  5 Febbraio 2003. “…in data 5 febbraio 2003 il personale della società  lasciava  i locali per la  fine del proprio turno di lavoro alle  ore  19.00 ed immediatamente dopo (come  si evince  dal fotoprinter  allegato) si nota  una persona  che munita di torcia  elettrica si  introduce  nei locali e  si dirige  immediatamente sul luogo controllato  alle  ore 19.05.57 per  allontanarsi alle ore 19.06.06. Il personale dipendente giungeva  sul posto come  da accordi  con il Rampini e  alle  ore  19.30 circa  constatava la  mancanza  di 310Euro … durante  la settimana nessun furto viene perpetrato ma  dalla visione delle  cassette si nota  una  figura munita  anche  questa volta di   torcia  elettrica rovistare  nel  cassetto durante  la notte…”.

Più  che  d’un furto con  destrezza  quì  si  tratterebbe d’un fatto  paranormale, possibile  solo a Speedy Gonzales.Arriba  arriba,  andle  andle”.  9 secondi  netti  per  aprire  la  porta  dell’ufficio, aprire i  cassetti, rubare  soldi  e  richiudere  la  porta  dell’ufficio ed  andarsene. Manco  Flash  Gordon riuscirebbe  in una  simile  performance. Quasi  come  se il  mariuolo  sapesse di  avere  i  secondi  contati e  avesse  la  consapevolezza  dei  controlli  di  polizia in  atto. Combinazione,  gli  agenti  appostati  ad  un  tiro  di  schioppo (che  controllavano  i  monitor  in  tempo  reale) entrano fulmineamente pochissimi minuti dopo per  constatare solo  l’ammanco.  Senza  beccare il  malfattore (ricorda  vagamente il  misterioso  attentatore  di  Belpietro). Quesito:    po’  darsi  che  qualcuno in  divisa - come  si suol dire  in  gergo -  fossè  già lì   sul  luogo  del  delitto? (Dato  il  contesto e  tanto  tempismo  il  dubbio  è  più che lecito). 
Sto  cazzo  di trappola però non  scatta. Intanto le microcamere  della  scientifica  continuano a macinare ore e  ore di fotogrammi  a  vuoto. Sabato 1 febbraio 2003 iniziano nuovamente le  registrazioni.  Forse  è  la  volta  buona.
Si  replica sempre il  consueto copione.  Si arriva al giorno  Sabato 8 Febbraio 2003 alle ore 8.59. Un’obiettivo della Polizia Scientifica riprende Altana  durante  l’abituale  servizio di pulizie settimanale presso la  ditta  di informatica Softjam:  "…Altana  durante l'orario delle pulizie provvede  ad  effettuare  un altro controllo aprendo il cassetto e contando i soldi senza  però effettuare  nessun prelievo….". (Verbale  del Commissariato Centro di P.zza Matteotti del 22 febbraio 2003).
Smarrimento  totale. Lo  sbirro  del  Sismi di  diventare  ladro  proprio  non ne  vuol  sapere. Mo  il  rischio  è  quello  di  fare davvero un’emerita  figura  di  merda. Bisognerebbe   assolutamente trovare  il  modo  per incastrarlo. Ma  come  fare?
Un’ispettore di  Polizia  ha  un’intuizione  davvero  geniale (altro  che  molotov).
Perché  non  arrestare  l’Altana mentre  sta facendo  i  suoi usuali  controlli? Visto  che  ha  la  consuetudine di  contare  sempre  i  soldi  e  di  rimetterli  al  loro  posto,  basta  aspettare  che  abbia  le banconote  in mano, e prima che  possa  riporle  al loro posto  si  fa  irruzione  nell’ufficio pistole in  pugno   incastrandolo. Na  genialata.  Via con  l’operazione “Polizia VS  Pulizie”.
Registra il  verbale: “…alla data odierna ...alle ore 8.20 (come  da fotoprinter allegato) Altana una volta dentro gli uffici provvede ad aprire il cassetto e la scatola contenente il denaro fotocopiato ed esattamente  nel momento in cui l'uomo ha il denaro in mano (printer n. 3) e viene notato da un monitor collegato in tempo reale e posizionato al piano superiore dell'edificio, gli operatori entrano nella stanza (printer 7 e 8) interrompendo l'azione criminosa ed impedendo il consumarsi del reato di furto, contestando però all'Altana il reato di tentato furto aggravato ponendolo in stato di arresto...".
Pfiuuuu   che  sudata. Il  più  è  fatto. Ora  però  ci  vuole  la  ciliegina  sulla  torta. Perchè  lo  sputtanamento  sia proprio perfetto non si  deve trascurare neanche  il  più  piccolo  dettaglio. Mentre  tutti son in  Commissariato a  festeggiare  per  la brillante  operazione  di  polizia, qualcuno   chiama  l’amico  giornalista per  passargli  in  tempo  reale  il  fotoprint  giusto  (nel  quale  si  vede lo  007 in  azione  mentre ispeziona i  cassetti della  società  informatica). Lo Scoop ed il  titolone sono  assicurati (sputtanamento  anche).
Il  pennivendolo  di  turno è Francesco  Ricci del  quotidiano  genovese “Il Corriere  Mercantile”, il  giorno  dopo  la  felice operazione  di  Polizia  ha  l’ingrato  compito di titolare:

"Così ripuliva le aziende. Titolare di impresa  di pulizie  a domicilio. Ladro e  imprenditore. Insospettabile  quarantatreenne genovese  approfittava della  fiducia  dei propri  clienti. Titolare di un'impresa  di pulizie ripuliva  periodicamente una  ditta  di informatica  del centro. Entrava  grazie alle chiavi affidategli per  il lavoro finchè una microtelecamera l'ha  inchiodato".  (Corriere  Mercantile 27  febbraio  2003).
La  macchinazione  sembra  funzionare.  La  macchina  del  fango  pure.
Intanto il  malcapitato  007  viene  tradotto  nel  Carcere Circondariale di  Marassi (Genova)  a  disposizione  dell’autorità  giudiziaria. Ohibò però le  cose non vanno proprio come  da  copione. Un  magistrato  diligente s’insospettisce per  le  molte incongruenze. Si  prende   la  briga  di  andare  oltre il  rapporto ufficiale di  Polizia e dà  un’occhiata un  po’  più attenta  a tutti i videoclip della  Scientifica. Con  sorpresa scorge  che il vile denaro viene maneggiato  solo  dai  poliziotti. Lo  sfigato  agente  del  Sismi  non  s’è   messo  in  tasca  manco un  baiocco. Gli  agenti interpellati dal  giudice provano a farfugliare un’improbabile  giustificazione: "certo che i soldi erano  al loro posto  abbiamo fregato il  ladro  prima,  l’abbiamo bloccato prima  che  se  li  mettesse in  tasca".
Forse gli  agenti  han  visto  troppi  telefilm  americani? Pensavano  d’essere già  nel  futuro – nel  2045 - la “precrimine” in  salsa  genovese (se  avete  visto  “Minority  Report” forse  sapete  di  che  stiamo parlando).  
Per  fortuna  non  c’è  nessun giudice  più terribile  della  storia,  non  si  perde  nulla.  Prima  o  poi  viene a  galla  tutto. E  fortuna che non conosciamo sin  nei più  torbidi dettagli tutto il feccioso sistema, nonchè gli immaginabili intrighi e le misere tristezze della stampa locale e italiana che - tranne rarissime ed emarginate eccezioni – s’adeguano  a sti sordidi andazzi (quando ti capita sotto le mani  una  copia di Repubblica e/o il Corriere  Mercantile vien da piangere).  La cosa ripugnante di  certe  consorterie è l’ipocrisia di chi tuona in pubblico contro il corruzione e nepotismo e poi in privato raccatta favori in cambio d’omertà (il  discorso  è  valido  per  tutti  dagli sbirri  ai   magistrati  che usano  la  toga  per  vendette personali).

Sia  beninteso nessuno  qui  vuole  fare  l’apologia  del  SISMI. Anzi. Chi fa  sporchi  lavori come  quello   ne  accetta tutte  le conseguenze e cavoli  suoi se viene trombato.  Ogni attività   (se  tale  si  può  definire)  ha  i  suoi  rischi  impliciti. Ciò  vale  per  gli  007,  i magistrati gli   agenti  di  Pollizia. Che poi  sti  ultimi  facciano anche  loro un  lavoro  ingrato  è notorio. Proprio in  questi  giorni  tra  molti  di  questi serpeggia un  palpabile  malcontento. Gli  agenti  addetti  alla  sicurezza del  Premier,  tanto  per  citare  un   esempio. Si  son  rotti  i  coglioni  di  essere usati  per  fare  la  scorta  alle  escort del  Presidente  del  Consiglio. Dice  un  agente (che  intende mantenere  l’anonimato): “L’estate  scorsa abbiamo  visto molte  feste alla  villa  di  Arcore… che  ne  sappiamo  noi di  che  cosa  succede  la  dentro? Ce  li  immaginiamo. Magari  fanno  uso  di  droghe o  infrangono  la legge  e  ridono  di  noi, dicendo: ‘noi  siamo  qua  al  sicuro,  abbiamo  anche  i  carabinieri che  ci  proteggono’ … Berlusconi  con  noi  è  gentile. Qualche  volta è  venuto  a  salutarci,  a  raccontarci qualche  barzelletta.  Una  volta  ci  ha  fatto,  ammiccando,  una  battuta: ‘Eh,  beati  voi che  adesso  andate  a  casa a  dormire,  a me  invece  tocca trombare…’”.
Ah  a  proposito  di  trombare  e  di  trombati. Dimenticavo.
Lo  007  del  Sismi  è tornato  libero (dopo  qualche  giorno  di  gattabuia).    La  querela  contro il  quotidiano  Corriere  Mercantile rimarrà invece misteriosamente insabbiata  nell’armadio della  vergogna. Tutto  liscio  come  l’acqua  (come  dice  Beppe  Anfossi).  Per  fortuna  nessuno  s’è  fatto male. E’ rimasto  leggermente  ferito solo l’orgoglio della  polizia.   Ma non  per  molto.
Ci sarà  sempre un’altra  occasione per rifarsi.
Come lo vedremo   in  un prossimo articolo.  Gli  intrighi   all’ombra della  lanterna  non  finiscono quì.  L’armadio  della  vergogna  ha  ancora  un  fottio di  segreti  da vomitare.
 

Link più  o  meno  correlati:

- "ALTANA PIETRO – Giornalista/Agente del SISMI e SISDE"

-  “Scoop: Ecco come il Sismi doveva rapire Carlos Remigio Cardoen”.

-  “GENOVA - SPY STORY AL PESTO - ECCO COME COECLERICI SPA SPIAVA - Desecretati dopo altre 8 anni documenti TOP SECRET

- "Mafioso è bello" (parola di COECLERICI)”

- “La Repubblica (CIR Group): ecco come  funziona  la  fabbrica  del  fango”.

- “ENI, "codice etico" e Servizi Segreti

- “Tangenti Nigeria: ENI rischia grosso (e paga cash)”
http://piemonte.indymedia.org/article/8981

- “I servizi segreti vanno a rubare in casa di Uckmar
http://piemonte.indymedia.org/../article/10239

- “ANA fa rima con ALTANA
http://piemonte.indymedia.org/../article/10406
 
- “Italia-Serbia: chi Vince(nzi)?“
http://piemonte.indymedia.org/../article/10267

- “ORBASSANO (TO): Poliziotto del SIULP massacra di botte giornalista (ex agente del SISMI)”

- “Assange genovese finisce in galera
Altana sfigato: Toghe VS servizi segreti
Altana sfigato: Toghe VS servizi segreti
Altana sfigato: Toghe VS servizi segreti
Altana sfigato: Toghe VS servizi segreti
Altana sfigato: Toghe VS servizi segreti
Altana sfigato: Toghe VS servizi segreti
Altana sfigato: Toghe VS servizi segreti
Altana sfigato: Toghe VS servizi segreti
Altana supersfigato: Toghe VS servizi segreti
Altana supersfigato: Toghe VS servizi segreti
Altana supersfigato: Toghe VS servizi segreti
Altana supersfigato: Toghe VS servizi segreti
Altana supersfigato: Toghe VS servizi segreti
Altana supersfigato: Toghe VS servizi segreti
Altana supersfigato: Toghe VS servizi segreti
Altana supersfigato: Toghe VS servizi segreti
PDF Document Doc. pdf.: Altana_Polizia_Procura_Genova_Softjam"

Comments (7 of 7)

Jump To Comment: 1 2 3 4 5 6 7
author by Mr. Bean - interceptor®publication date Thu Mar 10, 2011 10:53Chi  è  il  supersfigato Altana Pietro
altana_pietro_sismi1.jpg
altana_pietro_sismi9.jpg
altana_pietro_sismi8.jpg
altana_pietro_sismi7.jpg
altana_pietro_sismi6.jpg
altana_pietro_sismi5.jpg
altana_pietro_sismi4.jpg
altana_pietro_sismi3.jpg
altana_pietro_sismi2.jpg
altana_pietro_sismi10.jpg
author by Mr. Bean - interceptor®publication date Thu Mar 10, 2011 11:00Chi  è  il  supersfigato Altana Pietro
Chi  è  il  supersfigato Altana Pietro
Chi è il supersfigato Altana Pietro
Chi  è  il  supersfigato Altana Pietro
Chi è il supersfigato Altana Pietro
Chi  è  il  supersfigato Altana Pietro
Chi è il supersfigato Altana Pietro
Chi  è  il  supersfigato Altana Pietro
Chi è il supersfigato Altana Pietro
Chi  è  il  supersfigato Altana Pietro
Chi è il supersfigato Altana Pietro
Chi  è  il  supersfigato Altana Pietro
Chi è il supersfigato Altana Pietro
Chi  è  il  supersfigato Altana Pietro
Chi è il supersfigato Altana Pietro
Chi  è  il  supersfigato Altana Pietro
Chi è il supersfigato Altana Pietro
Chi  è  il  supersfigato Altana Pietro
Chi è il supersfigato Altana Pietro


http://piemonte.indymedia.org/article/11941?language=it&include_comments=true&print_page=true

Gatta Gnuda - Iniziativa per l'aniversario Calabresi Firenze

Era un servitore
dello Stato. Dirigeva l’Ufficio Politico
della Questura di
Milano. Era lucido e inflessibile,
un modello per i suoi
colleghi. Per tanti il suo soprannome era
“commissario Finestra”.
Era Luigi Calabresi, il cui nome è
stato troppo a lungo trascurato.
A quarant’anni dalla sua uccisione
è giunto il momento di commemorarlo
come merita, è giunta l’ora di rendergli giustizia:

GIOVEDI 17 MARZO FACCIAMO FESTA!
dalle 18 alla Gatta Gnuda Lungarno del Tempio, 1 Firenze
Ore 19 - Chi ha ucciso Pino Pinelli?
Videotestimonianza dell’anarchico Pasquale Valitutti,
presente nella Questura di Milano quella sera del
15 dicembre 1969 in cui Pinelli fu assassinato
Ore 21 - Film indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto
regia di Elio Petri, con Gian Maria Volontè


http://www.informa-azione.info/fi_gatta_gnuda_iniziativa_per_l039aniversario_calabresi

Trieste - L'Ufficio Epurazione del commissariato di Opicina

Alina, la donna ucraina trovata morta nel commissariato di Opicina, è stata ripresa dalle telecamere della camera di sicurezza in cui era rinchiusa durante i suoi ultimi 40 minuti di agonia. Gli articoli dei media di regime, nel recuperare quanto accaduto, sottolineano come Alina e altre 49 persone fossero detenute "illegalmente". Non sono certo le mancanze nella "corretta" somministrazione di gabbie e deportazioni, a rendere mostruoso e omicida l'apparato repressivo; sono solo procedure, carta e cavilli, come quelli che stabiliscono l'accettabilità o meno di una persona sul territorio italiano. Dagli approfondimenti sulla morte di Alina, emerge un fatto più rilevante e chiarificatore: lo sbirro graduato incaricato dello smaltimento dei migranti, fascista senza veli come molti suoi colleghi, aveva rinominato il suo reparto "Ufficio Epurazione".
Sicuramente un appellativo più consono rispetto all'ambiguo "Ufficio Immigrazione"; un piccolo test di realtà per un regime democratico xenofobo, ipocrita e assassino.





estratti da Il Piccolo di Trieste

Il pm Massimo De Bortoli si è presentato ieri mattina in Questura con una decina di finanzieri e due poliziotti della Procura. Hanno perquisito le stanze del settore immigrazione al terzo piano ma anche l’ufficio di Carlo Baffi, il funzionario responsabile per le pratiche relative agli stranieri che ha gestito la tragica vicenda di Alina Bonar Diachuk. Si tratta dell’ucraina di 32 anni morta suicida il mattino del 16 aprile in una stanza del commissariato di Opicina, dove era stata rinchiusa illegalmente in attesa dell’espulsione. Baffi è ora indagato per sequestro di persona e omicidio colposo: è rimasto negli uffici della finanza in Procura fino a tarda sera.

Le ipotesi di reato per Baffi riguardano a oggi il caso di Alina, ma nel corso del blitz in Questura sono stati sequestrati 49 fascicoli in originale relativi ad altrettanti cittadini extracomunitari anch’essi, in attesa dell’espulsione, detenuti secondo la Procura illegalmente al commissariato di Opicina. Le stesse stanze dove è morta la giovane donna.

«Siamo a disposizione per fornire ogni elemento utile alle indagini relative al suicidio avvenuto all’interno di una struttura della polizia», ha dichiarato il questore Giuseppe Padulano. «Se abbiamo commesso degli errori», ha aggiunto «siamo di fronte a persone che hanno fatto il proprio dovere. Ho offerto alla Procura la massima collaborazione». Padulano ha sottolineato «la difficile situazione organizzativa» delle istituzioni «che si è cercato di fronteggiare». Nei weekend infatti non è in servizio un giudice che possa convalidare i decreti di espulsione. In quelle ore, secondo la Questura, gli stranieri non possono essere liberati. Ma per la Procura non possono essere nemmeno trattenuti. Un limbo, insomma, che si traduce però per gli stranieri in attesa di espulsione in una vera e propria detenzione. [Probabilmente, per legge dovrebbero essere trasferiti presso le gabbie di un CIE]

Alina Bonar Diachiuk era stata scarcerata in forza di un provvedimento del giudice Laura Barresi il 14 aprile dopo una sentenza di patteggiamento per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Per la legge, risultava libera. Eppure era stata “prelevata” come fosse un’arrestata da una pattuglia della squadra volante che, su disposizione dell’ufficio immigrazione diretto da Carlo Baffi, l’aveva portata dal Coroneo direttamente al commissariato di Opicina. Lì era stata “reclusa” nella stanza di controllo - che in realtà è un’altra prigione - in attesa del provvedimento del questore e dell’udienza davanti al giudice di pace che peraltro non era stata né fissata né richiesta. Lì, su una panca, davanti all’obiettivo di una telecamera a circuito chiuso, si è impiccata legando una cordicella al termosifone.

La sua agonia - hanno accertato gli investigatori - è durata quaranta minuti. In tutto questo tempo l’agente che era in servizio di piantone al commissariato di Opicina, non è riuscito a dare “un’occhiata” al monitor posizionato a pochi centimetri da lui. Non si è accorto di quello che stava succedendo.

estratti da il manifesto:
Le perquisizioni nell'ufficio di Baffi hanno portato alla luce una realtà spaventosa: non solo altri fascicoli riguardanti immigrati che si sono sospetta erano stati detenuti nel tempo dentro al commissariato senza alcuna copertura giudiziaria. Ma un cartello con su scritto "ufficio epurazione" - invece di ufficio immigrazione - con sopra la foto di Mussolini.

Insomma, l'ufficio della questura era un vero "altarino" alla ideologia fascista. E di lì dovevano passare gli immigrati. Chissà se Alina sapeva dove era finita.

Lo stesso materiale è stato trovato anche a casa di Baffi. Incredibilmente, di fronte a questi dati di fatto che certo non rendono onore al dirigente di una questura, l'Associazione nazionale funzionari di polizia ha espresso "solidarietà" a Baffi. E ha invitato la stampa a non associarlo all'estrema destra, visto che a casa sua è stato trovato anche materiale di "estrema sinistra". Probabilmente l'Associazione si riferisce al fatto che oltre a vari testi antisemiti (come i "classici" "Mein Kampf" e "La Difesa della razza") è stato trovato anche il libro di Karl Marx "La questione ebraica". Insomma, materiale di estrema sinistra...




http://www.informa-azione.info/trieste_l039ufficio_epurazione_del_commissariato_di_opicina

mercoledì 16 maggio 2012

Gedenkdemo und -feier für Dennis, erschossen von den Bullen Silvester 2008


Still not loving police - Fuck the CopsAm 16. Mai 2012 wäre Dennis “Jockel” in Berlin 30 Jahre alt geworden, doch wurde am 31.12.2008 von der Polizei getötet. Um Dennis zu gedenken findet am Mittwoch, 16. Mai eine Demonstration und ein Konzert unter anderem mit den Rappern Rebell und DRESK statt.
Lassen wir die Familie und Freunde von Dennis nicht allein – Solidarität ist unsere Waffe!
Gedenken am Mittwoch, 16. Mai: 18 Uhr | U-Bhf Hermannplatz
Gedenkfeier am Mittwoch, 16. Mai:
19 Uhr | Karl-Marx-Str. 131 -133

http://www.abc-berlin.net/gedenkdemo-und-feier-fuer-dennis-erschossen-von-den-bullen-silvester-2008

martedì 15 maggio 2012

Caso Lonzi: la Corte dei diritti dell’Uomo dichiara “irricevibile” il ricorso della madre

La Corte europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo ha “dichiarato irricevibile il ricorso” presentato da Maria Ciuffi, la madre di Marcello Lonzi, il detenuto morto in carcere a Livorno l’11 luglio 2003.
Lo ha reso noto la donna che ieri a Pisa ha partecipato al corteo degli anarchici in ricordo di Franco Serantini, lo studente sardo ucciso 40 anni fa in seguito a un pestaggio subito dalla polizia.
“Mi fido più degli anarchici che dei giudici”, ha detto Maria Ciuffi ricordando che suo figlio, che secondo la giustizia italiana è morto in cella a causa di un malore, “subì violente percosse in carcere al punto da provocarne il decesso”.
La decisione della Corte, in composizione di giudice unico, risale al 18 aprile scorso ma solo pochi giorni fa la donna ha ricevuto la comunicazione. “La decisione della Corte - si legge nel provvedimento - è definitiva e non può essere oggetto di ricorsi davanti alla Corte, compresa la Grande Camera, o ad altri organi”. Con la deliberazione di Strasburgo si chiude definitivamente la vicenda giudiziaria scaturita dalla morte del giovane detenuto livornese.

fonte: Ansa

Panzergraben, Grenzzaun, Wachroboter und mehr deutsche Polizei


Matthias Monroy
Griechenland wird auch in der Neubestimmung der EU-Migrationspolitik zum Testfall. Deutschland zwingt die Regierung in Athen zur rücksichtslosen Aufrüstung der Grenzüberwachung

Die Bundesregierung will weitere Bundespolizisten nach Griechenland schicken. Dies geht aus einem Dokument hervor, das kürzlich auf der Plattform Quintessenz veröffentlicht wurde. Die Beamten der Bundespolizei sollen demnach die Migrationsabwehr aufstocken, die von der EU-Grenzschutzagentur Frontex seit vier Jahren an der Grenze zur Türkei installiert wird. Griechische und türkische Grenztruppen sind mit Frontex als “Endnutzer” an einem EU-Forschungsprojekt zur Entwicklung von Überwachungsrobotern beteiligt
Frontex koordiniert seit 2008 in Griechenland die auf unbestimmte Zeit verlängerte Operation Poseidon Sea, um über dem Seeweg ankommende Flüchtlinge abzufangen. 23 EU-Mitgliedstaaten bzw. mit dem Schengen-Abkommen assoziierte Regierungen nehmen an der Mission teil.
2010 wurde die gemeinsame Überwachung des Mittelmeers durch eine gleichnamige Maßnahme an der Landgrenze zur Türkei ergänzt. Hinzu kam der europaweit erste Einsatz der sogenannten “schnellen Eingreiftruppen”. (weiter auf heise.de)

domenica 13 maggio 2012

Tutti i "meriti" di Gianni de Gennaro


Il dottor Gianni De Gennaro è stato nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio, nonché capo dell’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica. Un doppio ruolo inedito, rilevantissimo e che premia un personaggio del quale è impossibile dimenticare, nelle tappe di una lunga carriera, il ruolo avuto durante il G8 di Genova del 2001.


Il dottor De Gennaro era il capo della polizia quando fu compiuta «una violazione dei diritti umani di proporzioni mai viste in Europa nella storia più recente» (parole di Amnesty International). A lui fu inviata, dal dottor Pippo Micalizio, inviato a Genova per un’ispezione interna sul blitz alla scuola Diaz, un rapporto che consigliava di prendere provvedimenti disciplinari per i dirigenti più importanti che parteciparono all’operazione; provvedimenti che non furono presi.

Era il capo della polizia quando venivano rinviati a giudizio quegli stessi dirigenti, poi assolti in primo grado, e nel frattempo passati a ruoli gerarchicamente ancora più importanti. Era invece capo del Dipartimento che coordina i servizi segreti quando quei dirigenti sono stati condannati in appello, senza dimettersi né essere sospesi.

Era il capo della polizia quando ha incontrato nel suo ufficio a Roma l’ex questore di Genova, Francesco Colucci, alla vigilia della deposizione di quest’ultimo al processo Diaz: fu un incontro teso a trovare «la consonanza per l’accertamento della verità», secondo il dottor De Gennaro, un’induzione alla falsa testimonianza secondo i pm. Colucci è oggi imputato per falsa testimonianza, il dottor De Gennaro è stato assolto in primo grado, condannato in appello, poi la Cassazione ha cancellato tutto, facendo tirare un sospiro di sollievo al diretto interessato e alle gerarchie istituzionali e politiche.

Era il capo della polizia e poi il capo del Dipartimento suddetto negli undici anni che sono trascorsi, senza che nessuno abbia avuto la decenza di chiedere scusa per le violazioni delle leggi e dei diritti umani compiute alla Diaz, a Bolzaneto e nelle strade di Genova, violazioni che sono ormai una verità storica.

Possiamo ben dire che il dottor De Gennaro si è meritato il posto di sottosegretario e Autorità delegata per la sicurezza… Ma c’è poco da scherzare, perché questa nomina lancia un messaggio sinistro. In una democrazia parlamentare, attenta agli equilibri fra poteri e alle funzioni di controllo democratico sugli apparati, non dovrebbe accadere che un capo della polizia transiti per il vertice dei servizi segreti e approdi a un ruolo di governo nello stesso ambito, assommando funzioni tecniche e politiche. Lo insegnano i manuali di diritto costituzionale ed è anche un’indicazione di buon senso. E invece in Italia un percorso del genere è sostenuto dalle maggiori forze politiche parlamentari. Lo stato di salute della nostra democrazia, diciamolo pure, non fa che peggiorare.

Vittorio Agnoletto, Lorenzo Guadagnucci  autori de “L’eclisse della democrazia. Le verità nascoste del G8 2001 a Genova”(Feltrinelli 2011)

_______________________________

La resistibile ascesa del dottor De Gennaro
Già capo della polizia, poi del Dipartimento che coordina i servizi segreti, è stato nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Nel 2001 era il responsabile dell'ordine pubblico quando al G8 di Genova fu compiuta, secondo Amnesty International, "una violazione dei diritti umani di proporzioni mai viste in Europa nella storia recente". Un piccolo promemoria sulle ispezioni ignorate, le promozioni dei dirigenti imputati, i processi affrontati.

Il dottor Gianni De Gennaro è stato nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio, nonché capo dell'Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica. Un doppio ruolo inedito, rilevantissimo.
Del resto il dottor De Gennaro era il capo della polizia quando a Genova, nel 2001, fu compiuta "una violazione dei diritti umani di proporzioni mai viste in Europa nella storia più recente" (parole di Amnesty International). A lui fu inviata, dal dottor Pippo Micalizio, inviato a Genova per un'ispezione interna sul blitz alla scuola Diaz, un rapporto che consigliava di prendere provvedimenti disciplinari per i dirigenti più importanti che parteciparono all'operazione; provvedimenti che non furono presi.

Era il capo della polizia quando venivano rinviati a giudizio quegli stessi dirigenti, poi assolti in primo grado, e nel frattempo passati a ruoli gerarchicamente ancora più importanti. Era invece capo del Dipartimento che coordina i servizi segreti quando quei dirigenti sono stati condannati in appello, senza dimettersi né essere sospesi.

Era il capo della polizia quando ha incontrato nel suo ufficio a Roma l'ex questore di Genova, Francesco Colucci, alla vigilia della deposizione di quest'ultimo al processo Diaz: fu un incontro teso a trovare "la consonanza per l'accertamento della verità", secondo il dottor De Gennaro, un'induzione alla falsa testimonianza secondo i pm. Colucci è oggi imputato per falsa testimonianza, il dottor De Gennaro è stato assolto in primo grado, condannato in appello, assolto in Cassazione.

Era il capo della polizia e poi il capo del Dipartimento suddetto negli undici anni che sono trascorsi, senza che nessuno abbia avuto la decenza di chiedere scusa per le violazioni delle leggi e dei diritti umani compiute alla Diaz, a Bolzaneto e nelle strade di Genova, violazioni che sono ormai una verità storica.

Possiamo ben dire che il dottor De Gennaro si è meritato il posto di sottosegretario e Autorità delegata per la sicurezza.
Lorenzo Guadagnucci da Distratti dalla Libertà
__________________________________________________________________

Chi è Gianni De Gennaro? Dal G8 alla Diaz, dai rifiuti a Napoli ai servizi segreti

La nomina di Gianni De Gennaro a Sottosegretario con delega alle attività di intelligence è un chiaro segnale politico, comunque la si voglia mettere. Politico nel senso più profondo del termine. Politico nel senso che De Gennaro è una figura trasversale, essendo stato sostenuto (ed essendo sostenuto ancora oggi) da svariate parti politiche. Politico nel senso di dichiarazione di intenti, soprattutto in un periodo in cui i toni della stampa si alzano e ritorna in azione, secondo media e investigatori, la Federazione Anarchica Informale (sigla molto sospetta, descritta per la prima volta dai Servizi Segreti nel secondo semestre del 2004, che suona esattamente come la FAI - Federazione Anarchica Italiana, che rifiuta qualsiasi forma di violenza nelle proprie azioni). Impossibile non vedere un legame fra le due cose.
Gioisce, per la nomina, Massimo D’Alema, che dirige ancora oggi il Copasir (che sarebbe il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, organo del Parlamento con funzioni di controllo dei servizi segreti):
«Ho preso atto della positiva decisione del presidente del consiglio di nominare il prefetto Gianni De Gennaro Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica e della sua sostituzione, nel ruolo di direttore generale del Dis, con l’ambasciatore Giampiero Massolo, la cui designazione mi è stata preventivamente comunicata ai sensi della legge 124 del 2007».
Gioisce anche Gianfranco Fini, che ha «personalmente espresso viva soddisfazione al prefetto Gianni De Gennaro per la sua nomina a sottosegretario di Stato della Presidenza del Consiglio». Apprezzano Schifani, Casini, Rutelli. Si lamenta un po’ l’Idv, ma per l’accumulo di cariche. Protesta una parte della sinistra (quella a sinistra) e qualcuno sul web.
Già, perché per molti il nome di Gianni De Gennaro resterà indissolubilmente legato al G8 di Genova e ai fatti della scuola Diaz.Questo, anche se la verità giudiziaria si è espressa in maniera discorde dal pensiero comune.
Nel 2001, De Gennaro era capo della Polizia (era stato nominato il 26 aprile del 2000).
Ad aprile del 2008 venne rinviato a giudizio per istigazione alla falsa testimonianza nelle indagini inerenti al G8 e alla Diaz. L’8 ottobre 2009 viene assolto nella sentenza di primo grado. Sentenza poi ribaltata in appello, con condanna a un anno e quattro mesi di reclusione (era il 17 giugno 2010). Ma poi arrivò il terzo grado di giudizio: il 23 novembre 2011 De Gennaro venne assolto in Cassazione: la sentenza fu pronunciata con il sostituto procuratore generale, Francesco Mauro Iacoviello, che (pur in rappresentanza dell’accusa) aveva chiesto di annullare senza rinvio la condanna in appello. Così andò. Per la cronaca, Iacoviello è lo stesso dell’annullamento del processo a Dell’Utri.

Il nome di Gianni De Gennaro è legato anche all’emergenza rifiuti a Napoli: con ordinanza n. 3639 dell’11 gennaio 2008, il Presidente del Consiglio Romano Prodi nominò (nuovo) commissario per l’emergenza rifiuti l’ex capo della Polizia di Stato Gianni De Gennaro. Obiettivo? Risolvere tutto in quattro mesi. Ovviamente non si risolse molto e la situazione degenerò con gravi problemi per l’ordine pubblico. Poi arrivò Guido Bertolaso, ma questa è un’altra storia.
Nel frattempo, De Gennaro è diventato direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (i Dis. Ovvero, i servizi segreti), con nomina del Copasir. Una carriera ascendente (e trasversalmente politica) culminata con la nomina di ieri.
Alberto Puliafito da Polisblog

____________________________________________________

 
Siete Stato Voi
 
Se c'erano dubbi sul fatto che il governo dei tecnici parlasse correttamente il linguaggio di stato, ecco l'ultimo atto (in ordine cronologico) di un'affermazione che dalle politiche a senso unico, all'austerity per Costituzione, ne conferma l'appartenenza.

Gianni De Gennaro, ex capo della Polizia e capo gabinetto del Viminale, è stato nominato sottosegretario di Stato, con delega ai servizi dal Premier Monti in seguito alla consultazione di Giorgio Napolitano e una visita precedente al Copasir presieduto da Massimo D'Alema.
I quotidiani nel compilare il curriculum di De Gennaro, uomo di stato e soprattutto di fiducia dello stato..., non hanno potuto fare a meno di citare le sue responsabilità sul G8 di Genova e la sua accusa in merito alla Diaz (assoluzione-condanna-assoluzione) di istigazione a falsa testimonianza per coprire la macelleria messicana della Diaz, della quale senza alcuna ombra di dubbio anche il super poliziotto, in qualche modo ha partecipato.
De Gennaro è un fedele dell'ordine statuale, da capo della Polizia a super prefetto non ha mai badato alla parte politica che governava durante le sue promozioni. E' sempre stato apprezzato da tutti gli schieramenti e oggi è l'ultimo di una lunga fila di uomini in divisa o meno, premiati a seguito dei processi genovesi.
Lo stato non solo si assolve, ma si premia e non dimentica mai i suoi uomini migliori, quelli fedeli, quelli che "bipartisan" ne difendono l'esistenza e i privilegi.
E' singolare come nel periodo di uscita del Film Diaz, che ha rinfrescato a tutti la memoria sul 2001, anche il Governo e il Presidente della Repubblica non si sono dimenticati di quell'uomo, che nell'ombra a volte, e altre sotto i riflettori, non hai tradito il giuramento di fedeltà al potere che bene o male mantiene tutti, dal Colle a Palazzo Chigi.
Lo vediamo in questi giorni dove c'è un fermento sociale embrionale, come le forze di polizia siano la mano lunga del governo dell'austerity, mettendo a tacere chi osa remare contro nelle piazze.

Sorpresi? Neanche un po'! Il "banco" va sempre salvaguardato...e chi meglio di una guardia fedele può farlo?
+'militant da InfoAut