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lunedì 7 maggio 2012

EuroGendFor - La gendarmeria europea contro sommosse e guerriglia urbana

Qualche accenno a EuroGendFor, la milizia europea antirivolta in completa continuità con UO2020.

fonte: http://uhupardo.wordpress.com/2012/03/16eurogendfor-die-privatarmee-der-eu-bereit-zum-abmarsch-nach-griechenland | trad. elaborata da tuttouno.blogspot.it


EuroGendFor. L'esercito privato della UE è in procinto di partire per la Grecia.
Non tutti conoscono questa unità segreta che risponde al nome di «EuroGendFor». Il quartier generale di questa speciale task force di 3000 uomini si trova a Vicenza, Italia. L'ex ministro della Difesa francese Alliot-Marie ha iniziato la formazione di questa truppa, dopo le sempre più comuni forme di battaglie di strada e saccheggi provocati da giovani in Francia. L'«EuroGendFor» è allo stesso tempo, polizia, polizia giudiziaria, esercito e servizi segreti. Le competenze di questa unità sono praticamente illimitate. Essa deve, in stretta collaborazione con i militari europei, garantire la "la sicurezza nei territori di crisi europei". Il suo compito è principalmente quello di sopprimere le rivolte. Sempre di più Stati membri dell'Unione Europea aderiscono al «EuroGendFor»

I governi europei sanno esattamente cosa li attende. Per evitare di dover usare i propri eserciti contro i cittadini del loro stesso paese, possono ricorrere alle truppe paramilitari di questa "Forza di Gendarmeria Europea" (FEG), fondata in segreto, senza clamore. In teoria, si può ricorrere alla FEG ovunque vi sia una crisi. E' ben stabilito nel Trattato di Velsen che regola gli interventi dell'EuroGendFor.
Il suo motto motto è il seguente: "Lex paciferat" - che può essere tradotto come: "La legge porterà la pace". Si sottolinea "il principio della stretta relazione tra l'imposizione dei principi giuridici e la restaurazione di un ambiente sicuro e protetto." Un "consiglio di guerra" sotto forma di un comitato interministeriale composto dai ministri della Difesa e la Sicurezza dei paesi membri dell'Unione europea partecipanti, decide la strategia di intervento. La truppa può essere attivata su richiesta o dopo decisione dell'UE

All'articolo 4 del Trattato Costitutivo sui compiti e gli impegni si legge: "È possibile ricorrere alla FEG per proteggere le persone e i beni e mantenere l'ordine." I soldati di questa unita' paramilitare dell'Unione europea devono rispettare la legge vigente dello Stato in cui operano e dove vengono stanziati, ma tutti gli edifici e tutti i terreni che vengono occupati dalle truppe divengono extraterritoriali e non sono più accessibili dalle stesse autorità dello Stato in cui operano. Il mostro dell'Unione europea abroga inoltre il diritto nazionale anche in caso di antisommossa.

L'«EuroGendFor» è una truppa di polizia paramilitare e servizi segreti in grado di operare rapidamente. Unisce tutti i poteri e i mezzi militari, di polizia e di intelligence che possono anche essere utilizzati come semplici consulenti dalle dalle forze di polizia nazionali e dall'esercito, dopo essere stati incaricati da un'unità di crisi interministeriale per contrastare rivolte, ecc. Il ministero federale tedesco della Difesa ha elogiato l’EuroGendFor sui propri siti web, scrivendo: "Polizia e esercito. Una gendarmeria europea promette la soluzione".

L’EuroGendFor è ancora quasi completamente sconosciuto e nell'ombra. Ma non rimarrà a lungo tale. Più i popoli, dalla povertà e dalla politica di gestione disperata della crisi, verranno spinti all'ammutinamento, più queste truppe dai poteri praticamente illimitati saranno chiamate a "regolare" la situazione. E i capi di stato europei si renderanno conto con gratitudine che non saranno stati obbligati ad usare le proprie forze di polizia e dell'esercito contro i propri cittadini.


Il trattato di Velsen
18 ottobre 2007
TRATTATOTra il Regno di Spagna, la Repubblica Francese,la Repubblica Italiana, il Regno dei Paesi Bassi e la Repubblica Portoghese,per l'istituzione della Forza di Gendarmeria EuropeaEUROGENDFOR Il Regno di Spagna,la Repubblica Francese,la Repubblica Italiana,il Regno dei Paesi Bassiela Repubblica Portoghese
Leggere il trattato qui:
http://www.scribd.com/doc/78323752/Trattato-di-Velsen-2007

Altre informazioni:
http://tuttouno.blogspot.com/2012/03/mes-eurogendfor-nwo-si-salvi-chi-puo.html

lunedì 30 aprile 2012

EuroGendFor. L’esercito privato della UE è in procinto di partire per la Grecia.

Non tutti conoscono questa unità segreto che risponde al nome di «EuroGendFor». Il quartier generale di questa speciale task force di 3000 uomini si trova a Vicenza, Italia. L’ex ministro della Difesa francese Alliot-Marie ha iniziato la formazione di questa truppa, dopo le sempre più comuni forme di battaglie di strada e saccheggi provocati da giovani in Francia. L’«EuroGendFor» è allo stesso tempo, polizia, polizia giudiziaria, esercito e servizi segreti. Le competenze di questa unità sono praticamente illimitate. Essa deve, in stretta collaborazione con i militari europei, garantire “la sicurezza nei territori di crisi europei”. Il suo compito è principalmente quello di sopprimere le rivolte. Sempre di più Stati membri dell’Unione Europea aderiscono al «EuroGendFor».
 
I governi europei sanno esattamente cosa li attende. Per evitare di dover usare i loro propri eserciti contro i cittadini del paese, le truppe paramilitari della “Forza di Gendarmeria Europea” è stata fondata in segreto. In teoria, si può ricorrere alla FEG ovunque vi sia una crisi. E’ ben stabilito nel Trattato di Velsen che regola gli interventi dell’EuroGendFor. Il suo motto motto è il seguente: “Lex paciferat” - che può essere tradotto come: “La legge porterà la pace”. Si sottolinea “il principio della stretta relazione tra l’imposizione dei principi giuridici e la restaurazione di un ambiente sicuro e protetto”. Un “consiglio di guerra” sotto forma di un comitato interministeriale composto dai ministri della Difesa e la Sicurezza dei paesi membri dell’Unione europea partecipanti, decide la strategia di intervento. La truppa può essere attivata su richiesta o dopo decisione dell’UE
All’articolo 4 del Trattato Costitutivo sui compiti e gli impegni si legge: “È possibile ricorrere alla FEG per proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine.” I soldati di questa unita’ paramilitare dell’Unione europea devono rispettare la legge vigente dello Stato in cui operano e dove vengono distribuiti, ma tutti gli edifici e tutte i terreni che vengono presi dalle truppe divengono estraterritoriali e non sono più accessibili dalle stesse autorità dello Stato in cui operano. Il mostro dell’Unione europea abroga inoltre il diritto nazionale anche in caso di antisommossa. 
 
L’«EuroGendFor» è una truppa di polizia paramilitare e servizi segreti che possono rapidamente operare. Unisce tutti i poteri e mezzi militari, di polizia e servizi segreti che possono essere utilizzati come consultani dalle forze di polizia nazionali e dall’esercito, dopo essere stato commissionato da una unità di crisi interministeriale in ogni sede per la lotta contro le rivolte, ecc. Il ministero federale della Difesa ha elogiato l’EuroGendFor sui propri siti web, scrivendo: “Polizia e esercito. Una gendarmeria europea promette la soluzione”.
L’EuroGendFor è ancora quasi completamente sconosciuto e nell’ombra. Ma non rimarrà a lungo tale. Più le persone vengono spinte alla povertà, più queste truppe ricche di poteri illimitati dovranno “regolare” la situazione. I capi di stato europei si renderanno conto con gratitudine che non saranno obbligati ad usare le proprie forze di polizia e dell’esercito contro i propri cittadini.

Il trattato di Velsen
18 ottobre 2007
TRATTATO Tra il Regno di Spagna, la Repubblica Francese, la Repubblica Italiana, il Regno dei Paesi Bassi e la Repubblica Portoghese, per l’istituzione della Forza di Gendarmeria Europea EUROGENDFOR
Leggere il trattato qui:
http://www.scribd.com/doc/78323752/Trattato-di-Velsen-2007


http://romperelerighe.noblogs.org/post/2012/04/30/eurogendfor-lesercito-privato-della-ue-e-in-procinto-di-partire-per-la-grecia/#more-949

venerdì 23 dicembre 2011

Fuerza de Gendarmería Europea



Os dejo información extraída de aquí y de allí sobre la nueva policía que durante los últimos años han ido gestando los países de la Unión Europea para dar cabida a las gendarmerías todavía existentes en varios países. Como siempre los Estados se van preparando con tiempo para lo que ahora se ve más cerca, el auge del malestar derivado del declive de los derechos sociales y traducido en mayor conflictividad social. Esta fuerza policial mezcla funciones policiales y militares y tienen la función de actuar en situaciones de crisis. Durante este tiempo se ha especulado sobre su intervención en las revueltas de Grecia, pero hasta el momento no conocemos sus acciones (si es que las ha habido).

Eurogendfor nace en Holanda el 18 octubre 2007 con el «Tratado de Velsen» (uno de tantos tratados de los que lxs ciudadanxs no saben nada o casi nada), firmado en un principio por los paises que están dotados de Policias militares: Francia (Gendarmeria), España (Guardia Civil), Portugal (Guardia nacional), Holanda (Marechaussée) e Italia (Carabinieros).

La nueva Fuerza de Gendarmería Europea
Enrique Esquivel Lalinde (capitán de Corbeta)

Tema: La UE ha creado una Fuerza de Gendarmería Europea compuesta por los cinco
países miembros que cuentan con fuerzas policiales de carácter militar: Francia, Italia,
Países Bajos, Portugal y España
Resumen: El propósito del presente análisis es dar a conocer una nueva fuerza,

la Fuerza de Gendarmería Europea, que sin duda está llamada a convertirse en una valiosa
herramienta para llevar a cabo todo tipo de operaciones de gestión de crisis. Veremos en
que consiste, como se gestó su creación, cuales son sus formas de actuación y, por
último, su enmarque dentro de las estructuras europeas

Análisis:
¿Qué es la Fuerza de Gendarmería Europea?
Durante la reunión informal de Ministros de Defensa de la Unión Europea, celebrada en
Roma los días 3 y 4 de octubre del año 2003, la ministra de Defensa francesa Michelle
Alliot-Marie propuso a sus homólogos de los otros cuatro países de la Unión Europea que
contaban con fuerzas policiales de carácter militar, esto es, Italia, Países Bajos, Portugal
y España, la creación de una nueva fuerza que se denominaría Fuerza de Gendarmería
Europea (FGE). La fuerza estaría compuesta por miembros de la Gendarmería francesa,
los Carabinieri italianos, la Guardia Nacional Republicana portuguesa, la Royal
Marechaussee holandesa y la Guardia Civil española.
A partir de la propuesta francesa se sucedieron las reuniones entre representantes de los
cinco países, que dieron como resultado que los ministros de Defensa de las naciones
implicadas firmaran el 17 de septiembre de 2004, en Noordwijk (Países Bajos), una
declaración inicial de intenciones, coincidiendo con la reunión informal de ministros de
Defensa de la Unión Europea celebrada durante la Presidencia holandesa. En esa
declaración de intenciones se pone de manifiesto que esta fuerza nace para dotar a
Europa de la capacidad de llevar a cabo todo tipo de misiones policiales durante las
operaciones de gestión de crisis. Además, estará abierta a otros miembros de la UE, así
como a los candidatos a ingresar, que posean fuerzas policiales de las mismas
características. También se recoge en la declaración que la fuerza podrá ser puesta al
servicio de otras organizaciones internacionales como Naciones Unidas, OTAN y OSCE.
Durante el año 2005 la fuerza alcanzará su plena operatividad. Dispondrá de un Cuartel
General multinacional en la ciudad italiana de Vicenza, compuesto por 30 personas, de
las que cinco serán españolas. No tendrá fuerzas asignadas en permanencia, aunque
deberá ser capaz de reaccionar en un tiempo de 30 días, con aproximadamente 800
efectivos.
La Fuerza de Gendarmería contará con un Comité Interministerial de Alto Nivel (CIMIN)
que asegurará la coordinación político-militar entre los Estados participantes. Además, el
CIMIN es el organismo que ejerce el control político y la dirección estratégica de la
fuerza, nombra al comandante y le proporciona las directrices de actuación. En dicho
Comité, España estará representada por personal de los Ministerios de Asuntos
Exteriores y Cooperación, Interior y Defensa. La presidencia del CIMIN será rotatoria
entre los países miembros y se reunirá al menos dos veces al año. La primera reunión
del CIMIN tuvo lugar en Roma el 21 de enero del año 2005.

Desarrollo de la iniciativa
El camino para lograr un acuerdo que contentara a todas las naciones, como se puede
suponer, no fue una tarea sencilla. Desde la primera reunión se pusieron de manifiesto
las diferentes posturas de las naciones. Como creador del proyecto, el Ministerio de
Defensa francés manifestó desde un principio un marcado interés por acelerar lo máximo
posible la creación de la nueva fuerza. Francia tenía muy clara la idea de lo que debería
de ser la fuerza: por un lado autónoma de las estructuras ya existentes en la UE, con
unidades distintas a las ya comprometidas con ella; por otra parte, el concepto francés de
la estructura de la fuerza y del cuartel general era muy parecido al ya existente en la
Eurofor (formada por Francia, Italia, Portugal y España, y que consta de un cuartel
general permanente al que se le asignan fuerzas en función de las necesidades
operativas).
Sin embargo, la idea francesa no era compartida inicialmente por las demás naciones
que preferían organizar la Fuerza de Gendarmería dentro de la UE, aprovechando
estructuras ya existentes. Les parecía que esta iniciativa duplicaría a la actual Fuerza de
Policía Europea. Sin embargo, estaba claro que parecía difícil crearla dentro del marco
de la UE, sobre todo por las reticencias que podrían existir entre algunos países de la
Unión a las fuerzas policiales de carácter militar y, en este sentido, se podrían citar,
aunque probablemente no serían los únicos que pondrían objeciones, a los países
nórdicos.
Francia defendió con tenacidad desde el primer momento su idea del enfoque
multinacional similar al de la Eurofor, argumentando, no sin razón, que dentro de la UE
habría que superar las ya señaladas fuertes diferencias entre Estados miembros con
puntos de vista muy dispares, lo que ralentizaría el proceso.
También respecto a la entidad de la fuerza había diferentes pareceres. Por un lado se
encontraban Francia e Italia, cuyas fuerzas de gendarmes y carabineros
respectivamente, son numerosas. Además tanto los gendarmes franceses como los
carabinieri italianos están viendo reducidas sus competencias policiales dentro de su
territorio, por lo que ven en su proyección exterior una forma de mantenerse en primera
línea de acción. En el otro extremo se encontraban Portugal y los Países Bajos, cuyas
fuerzas, la Guardia Nacional Republicana y la Royal Marechaussee respectivamente, son
poco numerosas y, evidentemente, sus contribuciones tendrían que ser modestas. Entre
ambos grupos se encontraba España, con una fuerza de tamaño considerable, la
Guardia Civil, pero con numerosas competencias policiales en el territorio nacional, lo
que le hace difícil prescindir de efectivos para efectuar misiones en el exterior.
Por lo que respecta a las misiones, fue un tema sobre el que sí hubo unanimidad desde
el primer momento, llegándose a la conclusión de que la FGE debería ser capaz de cubrir
la totalidad de misiones policiales que pueden ocurrir en un área en conflicto, desde un
escenario de alto riesgo, en los primeros momentos de una intervención militar, hasta que
la situación se encuentre ya estabilizada. Al final, se puede afirmar que la Fuerza de
Gendarmería Europea tal como se ha creado es muy similar al proyecto planteado por
Francia en noviembre del año 2003. Incluso el nombre, Gendarmería, es claramente
francés.

Formas de actuación
Lo que se tenía muy claro desde el primer momento es que la creación de la Fuerza de
Gendarmería Europea constituiría una herramienta eficaz, y hasta el momento
inexistente, para llevar a cabo misiones policiales durante todas las fases de las
operaciones de gestión de crisis y que sería capaz de cubrir todo el espectro de esas
operaciones, bien integrada en una fuerza militar, bien actuando bajo las órdenes de una
autoridad civil.
En este sentido se podría dividir la actuación de la FGE en tres fases:
• Durante la fase inicial o de entrada en el teatro de operaciones, la FGE podría
acceder junto con la Fuerza Militar, a fin de desempeñar sus misiones policiales.
• Durante la fase de transición hacia la estabilización, la FGE podría continuar su
misión en solitario o en colaboración con una fuerza militar, al objeto de facilitar la
coordinación y la cooperación con las unidades de policía internacionales o
locales.
• Durante la fase final de retirada del componente militar con la situación ya
estabilizada, dicha fuerza podría facilitar el traspaso de competencias a las
autoridades civiles y a las agencias que participaran en los esfuerzos de
cooperación, si fuera necesario.
Por otro lado, dependiendo del mandato de cada operación, la FGE también podría llevar
a cabo un amplio espectro de actividades relacionadas con sus competencias policiales,
que sin querer ser exhaustivos podrían ser, entre otras:
• Prestación de servicios de seguridad y orden público.
• Supervisión y asesoramiento a la policía local en el desempeño de sus funciones
cotidianas, incluyendo las labores de investigación criminal.
• Vigilancia pública, normativa de tráfico, control de fronteras e inteligencia general.
• Funciones de policía judicial, incluyendo la detección de delitos, seguimiento de
delincuentes y su conducción ante las autoridades judiciales competentes.
• Protección de bienes y personas y mantenimiento del orden público en caso de
alteraciones del mismo.
• Formación de los agentes de policía de acuerdo con los estándares
internacionales.
• Formación de los instructores, principalmente mediante programas de
cooperación.
En resumen, podríamos concluir que la intención principal de esta fuerza es aprovechar
las capacidades de las fuerzas policiales de carácter militar, que reúnen una serie de
ventajas como son los medios disponibles, su formación y disciplina, características que
sólo estas unidades ofrecen y que superan en mucho al resto de las fuerzas policiales
existentes.

Enmarque en Europa
Está claro que aunque la FGE no está incrustada dentro de las instituciones actuales de
la Unión Europea, los países que forman la fuerza tienen la clara intención de ponerla a
su disposición, tal y como figura en la declaración de intenciones anteriormente
mencionada.
La Unión Europea en los últimos años ha iniciado una etapa de fortalecimiento de sus
capacidades militares para la gestión de crisis, de lo que pueden ser buenos ejemplos,
entre otros, el nuevo Objetivo General para el año 2010, que sustituye al Objetivo de
2003, los Grupos de Combate, la célula cívico-militar y el establecimiento de la Agencia
Europea de Defensa. Pero a la vez que se mejoran las capacidades militares, la Unión
Europea busca también dotarse de unas capacidades civiles para gestión de crisis. En
este contexto, la presidencia holandesa organizó el 22 de noviembre de 2004 la Segunda
Conferencia de Compromisos en Capacidades Civiles.
El objetivo de la conferencia era actualizar, en calidad y en cantidad, los compromisos
civiles que se habían adquirido en el año 2001 en la cumbre de Feira (Portugal). Además,
se pretendía integrar las capacidades que los nuevos Estados miembros ponen a
disposición de la Unión Europea. En la conferencia los Estados miembros reiteraron su
fuerte compromiso para desarrollar las capacidades civiles de gestión de crisis de la
Unión, estableciendo cuatro ámbitos principales para la gestión civil de crisis: policía,
Estado de derecho, administración civil y protección civil.
De las aportaciones efectuadas por los Estados miembros se desprende que las
capacidades globales de la Unión Europea se pueden estimar en más de doce mil
personas, entre policías, expertos en Estado de derecho, expertos en administración civil,
personas para apoyo a los equipos de los Representantes Especiales de la Unión
Europea, expertos en misiones de observación y expertos en protección civil. Hay que
resaltar el hecho de que estas contribuciones excedieron los objetivos concretos que se
habían fijado en el Consejo Europeo de junio de 2004.
Se ha definido un Objetivo Principal Civil, que pretende establecer las capacidades civiles
necesarias para que la Unión Europea disponga en el año 2008 de unas capacidades
civiles que le permitan cumplir las futuras misiones y retos. Este Objetivo Principal fijará
claramente las ambiciones de la UE en cuanto a los aspectos civiles de la PESD a lo
largo de los próximos años, sentando una base firme de las capacidades necesarias para
satisfacer las ambiciones de la UE en este campo. El objetivo final que se busca es dotar
a la Unión Europea de un gran instrumento de gestión de crisis, que combinando las
capacidades militares y civiles sirva para hacer frente a los desafíos que la comunidad
internacional en general, y Europa en particular, tienen ante sí en los inicios del siglo XXI.
La Unión Europea sería, además, la pionera en este campo. Hoy en día ninguna
organización internacional ha resuelto con eficacia la distancia que separa a las
organizaciones civiles y a las militares en el campo específico de la gestión de crisis. Es
evidente que el camino emprendido por la UE la colocaría a la vanguardia de las
organizaciones internacionales. Y a nadie se le escapa que esa herramienta, civil y
militar, es hoy en día el arma más eficaz para hacer frente a los desafíos estratégicos.
Pensemos en Afganistán, Irak o en el continente africano. En el caso de Afganistán se
han implantado los Equipos Provinciales de Reconstrucción, conocidos por sus siglas en
inglés PRT, que deberán ser un ejemplo de la colaboración cívico-militar. En ese gran
elemento de gestión de crisis europeo, donde se conjugan las características civiles y
militares, la Fuerza de Gendarmería Europea puede y debe jugar un papel fundamental.
Conclusiones: Desde que se presentó la propuesta francesa se tenía muy claro que
España, con su Guardia Civil, no podía quedar fuera de una iniciativa que, de tener éxito,
constituiría un elemento esencial para la gestión de crisis en el ámbito europeo. Por otro
lado, al situarse esta iniciativa claramente en el campo de la Política Europea de
Seguridad y Defensa (PESD), en terminología de la Unión Europea, la participación de
España involucraba necesariamente a los Ministerios de Interior y de Defensa.
España estaba, y está, convencida de que la Fuerza de Gendarmería Europea es una
herramienta muy valiosa para complementar la capacidad de gestión de crisis de la Unión
Europea en los aspectos policiales, cubriendo un hueco existente hasta el momento. En
el futuro servirá, sin duda, para facilitar el desarrollo del gran instrumento de gestión de
crisis del que quiere dotarse la Unión Europea en donde se combinen las capacidades
militares y civiles.
El Secretario General/Alto Representante de la Unión Europea Javier Solana, futuro
Ministro de Asuntos Exteriores de la UE, efectuaba unas declaraciones recientemente en
las que afirmaba que el futuro soldado europeo se parecería mucho a un guardia civil,
resaltando de este modo las magníficas características de este cuerpo que conjugan una
mezcla de la condición militar y policial. Es evidente que este argumento nos puede dar
una idea del papel que puede desarrollar la Fuerza de Gendarmería Europea en el
contexto internacional en general, y en el europeo en particular, en un futuro cada vez
más próximo.

Publicado por amotinadxs en 13:55

mercoledì 16 novembre 2011

Welcome to European Gendarmerie Force Official Website


The European Gendarmerie Force (EGF) is an initiative of 5 EU Member States - France, Italy, The Netherlands, Portugal and Spain – aimed at improving the crisis management capability in sensitive areas. Since Wednesday, 17th December 2008, the High Level Interdepartmental Committee Meeting (CIMIN) decided to welcome the Romanian Gendarmerie to become a full member of the EGF. Therefore the EGF consists from that moment of 6 member states.

http://www.eurogendfor.eu/

EGF responds to the need to rapidly conduct all the spectrum of civil security actions, either on its own or in parallel with the military intervention, by providing a multinational and effective tool.
The EGF will facilitate the handling of crisis that require management by police forces, usually in a critical situation, also taking advantage from the experience already gained in the relevant peace-keeping missions.
Based in Vicenza in the "Generale Chinotto" barracks, the EGF HQ is now developing a comprehensive and coherent operational system, which will permit to be ready in case of prompt deployment to crisis areas.
EGF goal is to provide the International Community with a valid and operational instrument for crisis management, first and foremost at disposal of EU, but also of other International Organizations, as NATO, UN and OSCE, and ad hoc coalitions.

http://www.vicenza.com/temi/conosci_vicenza/come_muoversi/index_en.shtml

--EGF Missions
http://www.eurogendfor.org/egfpages/egfMissions.aspx

http://www.eurogendfor.eu/

EUROGENDFOR: Policía Antidisturbios de Europa


Se llama Gendarmería Europea (Eurogendfor). Tiene su sede en Italia pero está financiada y administrada por seis países signatarios Francia, Italia Holanda, España, Portugal y Rumania, por ahora …
Esta policía paramilitar y mercenaria, se ha forPagina oficial de lamado con el objeto de enfrentar motines y desórdenes civiles y tal como lo anuncia el Tratado debe estar integrada por miembros policiales con estatuto militar.
La fuerza, cuya sede está en Italia, se compone de 3 mil hombres, repartidos en dos brigadas de acción rápida.
Parece que ya están operando en Grecia, aún cuando este país, no es signatario de tales fuerzas ” …

http://www.golemxiv.co.uk/2011/10/foreign-riot-police-now-operating-in-greece

Pagina oficial de la Eurogendfor:

http://www.eurogendfor.eu/

mercoledì 26 ottobre 2011

Eurogendfor, la nuova polizia europea con poteri illimitati


Praticamente non ne ha parlato nessuno. Praticamente la ratifica di Camera e Senato è avvenuta all’unanimità. Praticamente stiamo per finire nelle mani di una superpolizia dai poteri pressoché illimitati. Che sulla carta è europea, ma che nei fatti è sotto la supervisione statunitense. Tanto è vero che la sede centrale si trova a Vicenza, la stessa città dove c’è il famigerato Camp Ederle delle truppe USA

Alzi la mano chi sa cos’è il trattato di Velsen. Domanda retorica: nessuno. Eppure in questa piccola città olandese è stato posto in calce un tassello decisivo nel mosaico del nuovo ordine europeo e mondiale. Una tappa del processo di smantellamento della sovranità nazionale, portato avanti di nascosto, nel silenzio tipico dei ladri e delle canaglie.
Il Trattato Eurogendfor venne firmato a Velsen il 18 ottobre 2007 da Francia, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo e Italia. L’acronimo sta per Forza di Gendarmeria Europea (EGF): in sostanza è la futura polizia militare d’Europa. E non solo. Per capire esattamente che cos’è, leggiamone qualche passo. I compiti: «condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi comprese l’attività di indagine penale; assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d’intelligence; svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti; proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici» (art. 4). Il raggio d’azione: «EUROGENDFOR potrà essere messa a disposizione dell’Unione Europea (UE), delle Nazioni Unite (ONU), dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche» (art. 5). La sede e la cabina di comando: «la forza di polizia multinazionale a statuto militare composta dal Quartier Generale permanente multinazionale, modulare e proiettabile con sede a Vicenza (Italia). Il ruolo e la struttura del QG permanente, nonché il suo coinvolgimento nelle operazioni saranno approvati dal CIMIN – ovvero - l’Alto Comitato Interministeriale. Costituisce l’organo decisionale che governa EUROGENDFOR» (art. 3).
Ricapitolando: la Gendarmeria europea assume tutte le funzioni delle normali forze dell’ordine (carabinieri e polizia), indagini e arresti compresi; la Nato, cioè gli Stati Uniti, avranno voce in capitolo nella sua gestione operativa; il nuovo corpo risponde esclusivamente a un comitato interministeriale, composto dai ministri degli Esteri e della Difesa dei paesi firmatari. In pratica, significa che avremo per le strade poliziotti veri e propri, che non si limitano a missioni militari, sottoposti alla supervisione di un’organizzazione sovranazionale in mano a una potenza extraeuropea cioè gli Usa, e che, come se non bastasse, è svincolata dal controllo del governo e del parlamento nazionali.
Ma non è finita. L’EGF gode di una totale immunità: inviolabili locali, beni e archivi (art. 21 e 22); le comunicazioni non possono essere intercettate (art. 23); i danni a proprietà o persone non possono essere indennizzati (art. 28); i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei paesi ospitanti (art. 29). Come si evince chiaramente, una serie di privilegi inconcepibili in uno Stato di diritto.
Il 14 maggio 2010 la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana ratifica l’accordo. Presenti 443, votanti 442, astenuti 1. Hanno votato sì 442: tutti, nessuno escluso. Poco dopo anche il Senato dà il via libera, anche qui all’unanimità. Il 12 giugno il Trattato di Velsen entra in vigore in Italia. La legge di ratifica n° 84 riguarda direttamente l’Arma dei Carabinieri, che verrà assorbita nella Polizia di Stato, e questa degradata a polizia locale di secondo livello. Come ha fatto notare il giornalista che ha scovato la notizia, il freelance Gianni Lannes (uno con due coglioni così, che per le sue inchieste ora gira con la scorta), non soltanto è una vergogna constatare che i nostri parlamentari sanciscano una palese espropriazione di sovranità senza aver neppure letto i 47 articoli che la attestano, ma anche che sia passata inosservata un’anomalia clamorosa. Il quartiere generale europeo è insediato a Vicenza nella caserma dei carabinieri “Chinotto” fin dal 2006. La ratifica è dell’anno scorso. E a Vicenza da decenni ha sede Camp Ederle, a cui nel 2013 si affiancherà la seconda base statunitense al Dal Molin che è una sede dell’Africom, il comando americano per il quadrante mediterraneo-africano.
La deduzione è quasi ovvia: aver scelto proprio Vicenza sta a significare che la Gestapo europea dipende, e alla luce del sole, dal Pentagono. Ogni 25 Aprile i patetici onanisti della memoria si scannano sul fascismo e sull’antifascismo, mentre oggi serve un’altra Liberazione: da questa Europa e dal suo padrone, gli Stati Uniti.

Alessio Mannino
www.ilribelle.com

Eurogendfor: battesimo di piazza? La polizia militare europea alla prova greca


Si tratta di un mormorio, di voci prima diffuse, poi smentite. Fatto sta che lo scorso 8 ottobre le della Gendarmeria europea (Eurogendfor) sarebbero sbarcate a Igoumenitsa, in Grecia, provenienti dalla base di Vicenza, per poi essere trasferite alla base di Larissa, dopo aver attraversato tutto il Paese in direzione est, e da lì ripartire verso i Balcani.
Fonti giornalistiche greche hanno confermato di aver visto militari e veicoli sbarcare a Igoumenitsa, con tanto di effigie dell’esercito comunitario. Secondo le fonti ufficiali, si tratterebbe di un’esercitazione dell’Eurogendfor (che riunisce truppe di Olanda, Romania, Francia, Spagna, Portogallo e Italia) assieme ad alcuni soldati originari della Repubblica Ceca e facenti parte della Seebrig, la forza di pace multinazionale "Sudest Europa" che agisce sotto l’egida Onu.
Insomma, pare si tratti di un’operazione di routine, già programmata da tempo. Sta di fatto che l'esercitazione è andata a cadere, caso strano, proprio in Grecia e proprio a ridosso degli scioperi programmati per il 19 e 20 ottobre scorsi. Alquanto strano che una forza di polizia internazionale vada ad esercitarsi proprio in un luogo dove da settimane si susseguono serrate e manifestazioni di piazza, non sempre pacifiche.
Giovedì scorso, con una nota diffusa a tarda notte, la polizia greca ha negato "la presenza di forze europee di gestione della crisi", tuttavia venerdì, due parlamentari del partito Comunista hanno presentato un'interrogazione al ministro della Protezione dei cittadini, chiedendogli se i militari europei fossero realmente arrivati nel Paese per aiutare le forze dell'ordine ateniesi a sedare eventuali situazioni di tensione. Al momento di scrivere, il ministro non ha risposto, nonostante uno dei suoi portavoce abbia confermato ai giornalisti la presenza della brigata "Balcani" della Seebrig.
Non si sa, quindi, se la presenza dell'eurogendarmeria in Grecia sia davvero un'esercitazione o se sia intervenuta in piazza durante le recenti manifestazioni. Alcuni giornali greci sostengono che le voci legate ai militari comunitari siano state create per far pressione sui corpi di polizia greci, accusati di troppa indulgenza nei confronti dei manifestanti e idealmente loro vicini in quanto pubblici dipendenti, e quindi bersaglio dei tagli del Governo nell'ambito del piano di austerity.
L'Eurogendfor è composta da 3000 uomini con sede in Italia, organizzati in due brigate. Per quanto riguarda l'evenutale veridicità della voce che parla di un'esercitazione, occorre dire che ciò pare alquanto strano, poichè la Grecia non è un Paese membro di Eurogendfor. Analogo discorso vale se la forza internazionale è davvero intervenuta a scopo antisommossa nelle manifestazioni di piazza: la Grecia non fa parte del trattato di Veslen, trattato da cui ha origine la polizia militare europea, e in ogni caso sul suolo greco, in un momento di particolare crisi sociale interna, è venuta a trovarsi una forza militare straniera.
Senza scendere nella fantapolitica, se così fosse questa forza antisommossa, di cui fanno parte solo le polizie militari dei Paesi che hanno firmato il trattato di Veslen, quali ordini sta eseguendo? Da parte di chi? Del governo greco, che non fa parte del trattato, o dei paesi firmatari?
I detrattori di queste voci ricordano che l'Eurogendfor è una forza di Polizia militare istituita nel 2004, da impiegare in zone di crisi e di guerra, oppure dove le forze militari hanno appena lasciato il campo ad un nuovo governo dopo un conflitto. Insomma, si tratta di crisi di tipo bellico e non certo di rivolte di piazza. Per il momento, l'Eurogendfor è composta da Carabinieri, Gendarmeria Nazionale francese, Guardia Civil spagnola, Guardia Nazionale Repubblicana portoghese e Marechaussee Reale olandese. L'Italia fornisce all'Eurogendfor il maggior contributo di uomini. Eurogendfor non obbedisce ai Parlamenti nazionali, ma direttamente ai singoli governi dei Paesi componenti. Il Quartier Generale si trova a Vicenza e che lo Stato ospitante, cioè l'Italia, sostiene tutte le spese del Quartier Generale.
Fatto sta che il trattato di costituzione di Eurogendfor, che dopo la sua ratifica è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 14 Maggio 2010, recita nell'art.3 che: "Eurogendfor potrà essere utilizzata al fine di: a) condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; (...) c) assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d'intelligence; (...) e) proteggere le persone e i beni e mantenere l'ordine in caso di disordini pubblici.
Pertanto, non si tratta affatto di una superpolizia impiegata in casi estremi e scenari di guerra: la legge dice che possono intervenire in piazza. E il mistero resta, poichè non si capisce, né dal Trattato di Veslen, né dai regolamenti istitutivi, se il corpo armato può intervenire se "chiamato" da un Paese non firmatario. Insomma una vicenda certamente inquietante, e si resta in attesa di risposta al quesito iniziale: chi ha assicurato l'ordine pubblico, alle recenti manifestazioni del 19 e 20 ad Atene? Sicuri che fosse qualcuno in grado di parlare in greco?

http://www.osservatoriorepressione.org/2011/05/eurogendfor-la-nuova-polizia-europea.html

Alessandro Iacuelli
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