martedì 23 agosto 2011

A Sacco e Vanzetti, martiri della libertà e della giustizia sociale


Il 23 agosto 1927 gli anarchici, sindacalisti e migranti italiani Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti vengono "giustiziati" sulla sedia elettrica. Sono innocenti ma vengono accusati di rapina e omicidio. La loro colpa è di essere anarchici, migranti e sindacalisti. Condananti a morte nel 1921, nonostante diverse testimonianze che li assolverebbero, la sentenza viene eseguita il 23 agosto 1927.

Spesso l’amministrazione della "giustizia" è utilizzata dai gruppi di potere per eseguire volgari vendette politiche. Si costruiscono false accuse e false testimonianze contro le persone che si vogliono colpire e non è difficile trovare i giudici disposti a emettere la sentenza di condanna.
Negli Stati Uniti, dopo la prima guerra mondiale, la classe dirigente aveva scatenato una forsennata campagna di odio contro i lavoratori che lottavano per un miglioramento delle proprie condizioni di vita. Persecuzioni di ogni genere colpirono i socialisti, gli anarchici, i militanti dei sindacati, che erano chiamati col termine di "rossi". Tra costoro i più odiati erano gli stranieri, ossia coloro che erano immigrati negli Stati Uniti da poco tempo.
L’episodio più ignobile di questa campagna fu il processo intentato a due anarchici italiani: Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. Il 24 dicembre 1919 alcuni banditi assaltarono un furgone che trasportava le paghe degli operai di una fabbrica, a Bridgewater. Lo stesso giorno alla stessa ora a 60 chilometri di distanza, a Plymouth, un anarchico italiano di nome Bartolomeo Vanzetti girava per le vie della città con il suo carrettino vendendo anguille. Lo accompagnava un giovane aiutante di nome Beltrando Brini, anche lui italiano.
Il 15 aprile 1920, a South Braintree. due banditi rapinarono le paghe dei dipendenti di un calzaturificio e uccisero il cassiere e un poliziotto. Subito la colpa venne data agli anarchici. anche se non esisteva la minima prova.

http://www.saccoevanzetti.net/

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