sabato 17 dicembre 2011

Firenze - Sull'omicidio dei ragazzi senegalesi


riceviamo e diffondiamo:

Sono passati pochi giorni da quando uno schifoso fascista ha deciso di scendere per le strade di Firenze per ammazzare delle persone colpevoli ai suoi occhi di avere un diverso colore di pelle. Il pomeriggio stesso un corteo si è snodato per il centro esprimendo tanta rabbia, ma senza aver chiari gli obbiettivi da raggiungere; senza riuscire ad identificare i responsabili di ciò che era accaduto.

Dopo quel martedì, ecco a voi il trionfo dell’ipocrisia bipartisan: di fronte a un gesto tanto eclatante la società civile intera corre ai ripari per difendere la sua maschera fatta d'accoglienza, integrazione e tante altre belle parole.
In tanti piangono lacrime di coccodrillo. Il signor Rossi presidente della regione Toscana “solidarizza” con i rappresentanti della comunità senegalese mostrando la faccia caritatevole del PD. Ma questo partito ha nel suo programma politico l'apertura di un CIE, lager della democrazia, dove i migranti vengono rinchiusi, umiliati e picchiati se trovati sprovvisti di un pezzo di carta!
I commercianti di S. Lorenzo per un giorno chiudono bottega ed espongono manifesti in solidarietà ai loro “colleghi” che fino a ieri erano abusivi da perseguitare e denunciare con tanto di cartelli fotosegnaletici.
I vigili urbani , gli sbirri ed i giornalisti: tutti si sono impegnati per scaricarsi di dosso il peso di questa strage dicendo che in Italia siamo tutti fratelli, che il razzismo non esiste e che il boia Casseri era soltanto un pazzo. Tutto ciò è falso.
A Firenze l'antidegrado quotidianamente da la caccia, identifica, maltratta, pesta gli ambulanti nel centro storico; le umiliazioni e le retate avvengono ogni giorno nella normalità e nell'indifferenza di passanti e turisti, riportate trionfalmente dai giornali che le giustificano e legittimano.
La Nazione e compari spargono ovunque il terrore di ciò che appare diverso etichettandolo come degradato e pericoloso: un barbone che dorme, un gruppo di amici alticci che schiamazza, un venditore ambulante o uno zingaro che si lava vengono descritti agli occhi del cittadino medio come terribili sciagure da debellare.

Viviamo nel paese dove per anni ministri e rappresentanti istituzionali hanno invocato l’affondamento con le cannonate dei barconi che arrivano carichi di disperati e dove si invita a cacciare gli stranieri a calci. Dove si organizzano autentici pogrom (vedi i roghi dei campi nomadi a Roma e Torino) e si schiavizzano persone nei campi di pomodori e nelle fabbriche.
Dove i fascisti di Casapound ed i loro amici (Casaggi, La Fenice, NDS, ecc) scendono in piazza scortati da uno squadrone di forze dell’ordine che ha il compito di proteggerli da chi vorrebbe impedirgli di spargere il loro messaggio autoritario e razzista e trovano l'agibilità per perpetrare aggressioni e violenze che non sono episodi sporadici, ma fatti sempre più ricorrenti.

Noi non abbiamo dimenticato e non dimenticheremo questo 13 Dicembre.
Per questo rifiutiamo di prendere parte al teatrino istituzionale fatto di petizioni, cortei sfilata, raccolte firme, interpellanze parlamentari, promesse di integrazione, appelli alla solidarietà, tolleranza e pace.
Rischiamo che ancora una volta un fatto gravissimo e tragico sia accettato senza incontrare una vera opposizione e che, passata l’emozione del momento, si torni alla disinteressata vita di tutti i giorni.

L'uccisione di Samb Modou e Diop Mor non è frutto del gesto di un folle. Non riconoscere le reali responsabilità significa aprire una strada in cui fatti del genere da eclatanti e drammatici diventeranno la nostra ennesima agghiacciante realtà.

http://www.informa-azione.info/firenze_sull039omicidio_dei_ragazzi_senegalesi

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